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La Nutria, una pelliccia invadente.

Immagine di una NutriaHABITAT

La Nutria è l’unico esemplare della famiglia delle Myocastoride. Allevata industrialmente per la sua pelliccia è originaria del Sud America, dove abita allo stato selvaggio dalla Bolivia al sud del Brasile fino in Argentina. In seguito fu introdotta in gran parte del mondo.

In Italia si è adattata molto bene nella pianura padana  e nella Toscana, in tutti i posti dove trova acqua ferma in abbondanza, canali, fiumi e stagni. Amante degli acquitrini si aggira nei territori di bonifica dove trova le sponde dei canali coperte di vegetazione adatte alla costruzione della sua tana.

Assente quasi del tutto dall’Italia meridionale ma presente, sempre perché introdotta, in molti paesi d’Europa, fu eradicata con successo negli anni ‘90 dall’Inghilterra. Purtroppo nei luoghi dove è tornata allo stato selvaggio senza nessun predatore all’altezza di un caimano, spesso causa ingenti danni alle coltivazioni.

MORFOLOGIA

La Nutria si deve distinguere dall’Odantra (rat musqué) appartenente invece alla famiglia degli Arvicolini, per la taglia nettamente superiore, la coda cilindrica (tipo topo) anziché piatta, e pelosa anziché glabra. Grande nuotatrice, la Nutria ha un muso tozzo e una corporatura massiccia.

  • Lunghezza del corpo: esclusa la coda; 35-60 cm
  • Lunghezza della coda : 25-42 cm , appunto come dicevamo sopra la coda è simile a quella di un grosso ratto ma con radi peli corti.
  • Peso corporeo: tra i 4.8  e i 9 Kg.
  • Colore del pelo: dovuto al fatto che era un animale selezionato per la sua pelliccia, troviamo molti esemplari rinselvatichiti albini mentre in natura normalmente ha un mantello di colore marroncino grigiastro, di tono più chiaro sul ventre , Il sottopelo (borra) è grigio, più folto e morbido soprattutto nella zona della pancia. La sua pelliccia è impermeabile, le sue vibrisse lunghe.
  • Vista: gli occhi sono piccoli e la vista non è particolarmente sviluppata. Come le orecchie anche gli occhi della nutria sono posti in alto per poter rimanere fuori dall’acqua quando nuotano.
  • Denti: la Nutria ha incisivi larghi e robusti, colorati anteriormente di color arancione, molari e premolari a corona alta per un totale di 20 denti.
  • Orecchie: la Nutria ha orecchie piccole rispetto al muso e poco sporgenti.
  • Zampe: Dovendo nuotare e scavare, le zampe per la Nutria sono molto importanti, perciò le zampe posteriori presentano dita palmate atte al nuoto e quelle anteriori dei grossi unghioni. Piede posteriore 11-14 cm. con quattro dita.
  • Feci: Gli escrementi si ritrovano lungo le rive dei fiumi o galleggiando, presentano sottili solchi longitudinali. Di dimensioni variabili in media misurano tra i 3 e i 5 cm e sono larghi 1 cm. marroni o verdastri.
  • Durata della vita: In natura la nutria vive normalmente 4-5 anni ma in cattività può vivere fino a 12 anni.

 

Immagine di escrementi di una Nutria

Immagine di impronte di una NutriaImmagine di una Nutria nella sua tanafig.1: “fatte” di Nutria

fig.2: impronte di Nutria

fig.3: tana di Nutria a pelo d’acqua

COMPORTAMENTO SOCIALE e RIPRODUZIONE

L’attività delle Nutrie è prevalentemente notturna e crepuscolare, ma quando non si sentono minacciate si muovono anche durante le ore del giorno. Compie grandi spostamenti (alcuni chilometri)  quotidiani alla ricerca di cibo sia in acqua che in terra.

Essendo un abile nuotatrice, la Nutria ha una struttura corporea atta alla funzione, occhi e orecchie in alto rispetto al muso, zampe posteriori palmate, i capezzoli della femmina di nutria sono capaci di continuare l’allattamento dei piccoli di Nutria anche sotto l’acqua, e le labbra come le narici valvolari si chiudono a comando. Può rimanere sott’acqua a lungo per sfuggire a un predatore.

Le tane delle Nutrie vengono scavate a ridosso degli argini dei canali e laghi, molte volte non sono molto profonde, e hanno uscite secondarie nascoste dalla vegetazione sul pelo dell’acqua.

Le Nutrie vivono in gruppi con un maschio dominante, altri maschi e femmine e alcuni giovani. Hanno un forte spirito di cooperazione e fedeltà al gruppo e collaborano tutti nelle cure e nella protezione delle piccole Nutrie.

La femmina di Nutria raggiunge la maturità sessuale tra i 3 e gli 8 mesi, mentre i maschi tra i 4 e i 10 mesi. Qui in Italia nonostante possa riprodursi durante tutto l’anno, si ha un picco tra maggio e novembre. La gestazione dura in media 132 giorni e vengono alla luce tra gli 1 e i 9 piccoli di nutria. Le Nutrie possono partorire uno o due volte all’anno.

Altri indizi della loro presenza li possiamo trovare nelle piste larghe 40 cm circa che le nutrie lasciano nella vegetazione vicino all’acqua, siano esse colture o terreni incolti.

ALIMENTAZIONE e DANNI alle CULTURE

Esclusivamente vegetariana, la Nutria raramente si nutre di molluschi o pesci morenti.  Quindi si ciba di una grande varietà di piante durante tutto l’anno, di graminacee delle quali mangia le parti basali più tenere, in primavera di germogli e cannucce palustri, dando origine così ad un grave danno ambientale perché, mangiandone anche il rizoma, ne impedisce la riproduzione, modificando in questo modo l’areale per la nidificazione di molti uccelli palustri.

In autunno la nutria si nutre anche di frutti, semi di girasole, e in inverno di cortecce, erodendo gli alberi alla base, mangia tuberi e radici soprattutto degli appezzamenti di terra vicini all’acqua.  Nasce così un problema di stabilità, con le tane delle nutrie che sono costruite per l’appunto al di sotto di essi, con susseguente pericolo di inondazioni degli appezzamenti circostanti.

Le Nutrie nonostante siano protette per legge, sono soggette a vere e proprie cacce illegali all’arma da fuoco, oltre ad essere oggetto di avvelenamento da esche tossiche e trappolamenti da parte dei contadini che hanno subito i danni o degli stessi cacciatori che non trovano più gli uccelli da cacciare.

Quando attaccata o quando tentiamo di allontanare la Nutria, essa tenterà immediatamente di fuggire verso l’acqua, se gli verrà impedita la fuga, attaccherà digrignando i denti e sbattendoli rumorosamente.

Attenzione perché il suo morso può essere pericoloso oltre che molto doloroso e profondo!

La Nutria, nel suo areale d’origine, è cacciata anche per la bontà rinomata della sua carne.

Consultiamo sempre uno specialista in derattizzazioni, i biologi delle ditte di derattizzazioni presenti nelle zone maggiormente colpite da questo particolare flagello, sapranno consigliarvi sicuramente i metodi migliori per allontanare le nutrie prima di mettere mano al fucile o dare origine a nuovi danni ecologici come quello che già, in primis, ha creato il problema. Certo è che, abbiamo e stiamo pagando caro, una stupida voglia di pelliccia.

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