Istrice – Hystrix cristata 3.33/5 (3)

L’Istrice, detta anche: Spinosa o Porcospino.
Istrice immagine

SCHEDA ETOLOGICA

Volendo essere sincera, di danni le Istrici ne fanno proprio tanti. Però sono bellissime, con i loro aculei zebrati, con la loro dolcezza e dedicazione che mettono nell’allevare insieme al compagno i loro piccoli e per il fatto di appartenere ai pochi animali monogami presenti in natura. Il mio punto di vista è sicuramente molto “umano” (alcuni direbbero addirittura: molto “femminile”) lo riconosco, ma a mia discolpa devo precisare che conosco Le Istrici molto bene, fin da bambina, la loro presenza notturna e improvvisa oltre a popolare i miei sogni infantili e gli orti della mia famiglia, ha fatto parte di quella natura selvaggia, profumata di mare, mirti e rosmarini che sta scomparendo purtroppo con la mia giovinezza.

Come prima cosa loro amano (dovrei dire divorano) tutti i tipi di piantine, ortaggi e cereali, o almeno tutte quelle che pianto perché piacciono anche a me.

In maremma dove abito, è chiamata la “Spinosa” e la sua presenza, insieme al cinghiale, distrugge e causa problemi a molti orti e coltivazioni fruttifere. Per proteggersi dall’Istrice, Roditore a sua volta protetto per legge anche se considerato a “rischio minimo”, l’unica soluzione è la costruzione di un recinto, che però dovrà essere alto almeno un metro e mezzo e interrato per alcune decine di centimetri, poi…pregare che non vengano i cinghiali a buttarlo giù! Se non avete cani vegetariani,forse sarà meglio elettrificarlo un po’…

Ma come catturare un istrice? Altra difesa possibile, ma ancora non comprovata, sono i sistemi repellenti a ultrasuoni, che però sembra attirino i cinghiali in qualche modo.

Attenzione però a non confondere l’Istrice con il Riccio, che non è un Roditore e, al contrario, è molto utile nella protezione dei nostri orti e dei nostri giardini in quanto insettivoro e carnivoro (ci libera dai topi).

Ovviamente Il problema non è l’Istrice, Spinosa o Porcospino che dir si voglia, ma il disequilibrio naturale che ha diminuito notevolmente il numero delle volpi, naturali predatrici dell’Istrice giovane. Altro grande predatore è l’uomo che ne ha da sempre apprezzata molto la carne, e le sue macchine, nel senso di automobili, che uccidono spessissimo sia l’Istrice che il Riccio (Erinaceus europaeus),con più propensione per il secondo, sulle strade che percorrono alla ricerca di corridoi naturali, ormai sempre più rari.

Gli Istrici (spinose o porcospini) sono protetti dalla legge, non si può ucciderli né tantomeno catturarli o tenerli in cattività, le multe sono salatissime.

Vediamo comunque in mezzo a tanti disastri di conoscerlo un po’ meglio e soprattutto di imparare a riconoscerlo.

HABITAT

L’Istrice è diffusa specialmente nelle aree pianeggianti e collinari, difficile, ma non impossibile, incontrarla sopra i 900 mt.  Ama la vegetazione abbondante, con alberi e arbusti, si trova perciò ottimamente in tutta la macchia mediterranea dell’Italia (Sicilia compresa) e dell’Africa fino allo Zaire e al nord della Tanzania.

Esistono testimonianze di storici naturalisti Romani tra i quali Plinio il Vecchio, e ritrovamenti fossili che confermano la presenza autoctona dell’Hystrix cristata nella nostra penisola.

L’areale italiano dell’Istrice (spinosa, porcospino) appare in continua espansione. Importante per l’Istrice è avere a disposizione molti corridoi naturali quali siepi e corsi d’acqua, dato i continui spostamenti della specie (fino ai 1300 metri giornalieri).

E` il più grande tra i Roditori italiani. Le tane dell’Istrice sono scavate in terreni inclinati, tra la folta vegetazione e hanno un foro d’ingresso ampio che le fa riconoscere dalle tane del Tasso, di cui spesso colonizzano le gallerie, per l’accumulo di terra da scavo appena fuori. La rete delle tane dell’Istrice è ampia e con varie uscite.

Di giorno si può ricoverare in grotte o edifici abbandonati dall’uomo.

Immagine di un Istrice nella sua tana
Tana di Istrice

MORFOLOGIA

  • Lunghezza del corpo: la lunghezza dell’Istrice testa-corpo è di 50-82 cm
  • Lunghezza della coda: 5-17 cm
  • Peso corporeo: Tra i 13 e i 30 Kg
  • Pelo: I famosi aculei dell’Istrice, erettili, a fasce bianche e nere, non sono altro che peli modificati e sono presenti soprattutto sul dorso, fianchi e coda. Gli aculei della coda sono particolari; sottili alla base e allargati e cavi alla fine, quando agitati, producono un caratteristico suono simile a un crepitio. Sono attaccati molto lievemente al corpo, così che si possano staccare facilmente ed essere letali per gli aggressori.  I peli veri e propri sono setole di colore nerastro e quelli sulla testa sono particolarmente lunghi fino a estendersi sul collo formando una cresta biancastra, di modo che quando vengono eretti, insieme agli aculei possano sembrare aculei essi stessi e proteggere almeno visivamente l’unica parte esposta dell’animale. L’Istrice ha lunghe e sensibili vibrisse.
  • Zampe: Forti a colonna. Unghie corte e robuste. Piede posteriore 7-9 cm con cinque dita. Il piede anteriore invece ha quattro dita. Le impronte dell’Istrice sono piuttosto arrotondate, e spesso si notano anche le forti unghie.
  • Vista: Sviluppata, pur avendo occhi piccoli, vede fino a 30 metri.
  • Denti: Non possiede canini. Incisivi molto sviluppati. Totale 20 denti.
  • Orecchie: Padiglioni auricolari poco sviluppati.
  • Feci: anche chiamate “fatte”, sono presenti soprattutto vicino alle tane dell’istice, in piccoli mucchietti, sono simili a quelle del rattus norvegicus, ma più grandi, oblunghe tra i 2 e i 4 cm di lunghezza.

 

Immagine di un impronta anteriore di Istrice

Immagine di escrementi di un IstriceImmagine di aculei d'Istrice
fig. 1: impronta anteriore
fig. 2: fatte (escrementi) d’istrice
fig.3: aculei del dorso e della coda

COMPORTAMENTO SOCIALE e RIPRODUZIONE

Di abitudini prevalentemente crepuscolari e notturne l’Hystrix cristata, ama spostarsi intorno al suo territorio e vicino la sua tana, soprattutto durante le prime ore della notte, è un abile nuotatrice capace di attraversare corsi d’acqua anche abbastanza larghi.

E`un animale monogamo, ossia sceglie il proprio compagno o compagna per il resto della vita. Vivono in piccoli gruppi di coppie o, un maschio e una femmina con diversi giovani.

Cosa usa l’istrice per difendersi? Le Istrici non sono rumorose, solamente quando disturbate emettono soffi e grugniti. In questa fase di agitazione difensiva erigono gli aculei, cominciano a battere i piedi posteriori sul terreno e, agitando la coda, tramite quel particolare tipo di aculei internamente vuoti, producono un suono crepitante.

L’Istrice è un animale anche abbastanza rapido, e quando è in fase difensiva può essere anche molto pericoloso, soprattutto per quei predatori che, non avendo il pollice opponibile, difficilmente riusciranno a togliersi i resti degli aculei della Spinosa che, facilmente si spezzano nelle carni, provocando infezioni.

Non si conosce esattamente la durata della stagione riproduttiva, ma sappiamo che si accoppia prevalentemente la notte, e che, i piccoli dell’Istrice nascono dopo i 90 e i 120 giorni, in numero di uno o due, raramente tre piccoli, già ben sviluppati e con gli occhi aperti sono in grado di uscire dalla tana dell’istrice dopo appena una settimana

Si sa che le cure dei bravi genitori durano a lungo. Così, alle cure dei piccoli di Istrice, partecipa amoroso anche il maschio.

PREFERENZE ALIMENTARI

L’istrice cosa mangia? Strettamente vegetariano l’Istrice, preferisce le parti ipogee delle piante erbacee, quali rizomi, tuberi, bulbi e radici (proprio come il cinghiale!), che si procura scavando il terreno con le sue forti unghie. Durante il periodo invernale quando non si trovano germogli e ne frutti caduti al suolo, L’istrice attacca le parti legnose (corteccia) di piante arboree, alla base degli alberi, causando gravi danni ai frutteti.

Nelle zone agricole la Spinosa o Porcospino mangia prevalentemente semi di girasole e chicchi di cereali.  Molte volte dentro le tane di Istrice sono stati ritrovati ossa di altri ungulati, sembra che l’Istrice le rosicchi per procurarsi il calcio necessario. Per questo è importante saper installare trappole per istrice adeguate.

Immagine di danni a baccelli di fava provocati da un IstriceImmagine di danni a piante di mais provocati da un IstriceImmagine di danni ad un albero di mele provocati da un IstriceQui sopra e al lato tre scene di danni provocati dall’Istrice: in un campo di fave dove, oltre che a mangiare solo i baccelli, abbatte le piante, stessa cosa in un campo di mais e in un frutteto di meli in inverno. Come il suo lontano parente il Riccio, mangerebbe fino a scoppiare.

Abbiamo già accennato poc’anzi alle difficoltà di difenderci dagli attacchi famelici degli Istrici alle nostre coltivazioni, riteniamo perciò opportuno che sia consultata, prima di prendere qualsiasi provvedimento, una ditta di derattizzazioni, la quale saprà senz’altro consigliarvi e perlomeno informarvi su eventuali nuovi apparecchi non dannosi per l’animale.

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