Come allontanare topi di campagne e talpe

Esistono molti rimedi contro le talpe o i topi di campagna: installazioni di piante repellenti con funzione preventiva, sostanze aromatiche, ultrasuoni e trappole. Topi di campagna e talpe, ovviamente, sono molto diversi tra loro, si distinguono in: arvicole e talpe. Anche l’impatto che hanno sulle coltivazioni di orto e giardino è molto differente. Vediamo i rimedi naturali contro talpe e topi di campagna.

talpa foto

Suoni e ultrasuoni

I rumori a specifiche frequenze infastidiscono e allontanano tutti i roditori e non solo talpe e topolini di campagna. Un sistema elementare e di semplice creazione è interrare bottiglie vuote in posizione inclinata: il vento che si infila nella bottiglia produrrà un fischio in grado di infastidire topi e talpe.

Il sistema degli ultrasuoni è ovviamente più tecnologico: esistono semplici dispositivi che si infilano nel terreno nei punti da difendere. Esistono:

  • Modelli alimentati a energia solare.
  • Modelli alimentati a batteria.

Entrambi si acquistano facilmente anche online.

Piante da difesa

Alcune piante sgradite per il loro odore molto intenso possono essere dei validi repellenti contro topi e talpe.La Corona imperiale(Fritillaria),L’erba rogna, la lingua di cane, il ribes nero e persi l’aglio.

Le piante da difesa possono essere usate anche come prevenzione. Basterà posizionare le piante in punti strategici da difendere come il perimetro del giardino e le aiuole fiorite.

Topi di campagna e arvicole:

  • Sono ghiotti di tulipani e delle radici delle bulbose.
  • Non attaccano i narcisi perché contengono un alcaloide velenoso.

Trappole

I rimedi sopra citati non hanno un’efficacia garantita al 100%. Per ridurre la presenza di roditori e talpe nell’orto o nel giardino possono essere necessarie le trappole. Esistono diversi tipologie e basta posizionarle nei punti giusti.

Spesso per semplicità vengono chiamate ‘trappole per talpe’, ma funzionano con tutti i roditori e con le esche si può fare selezione tra topi di campagna e talpe, che hanno alimentazioni differenti.

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Danni causati da topi e ratti 5/5 (1)

Quando la nostra casa viene infestata da ratti e topi è impossibile non accorgersi dei danni che vengono causati da questi animali. I roditori hanno degli incisivi a forma di scalpello che crescono continuamente e gli permettono di rosicchiare qualsiasi cosa: dai cavi elettrici alle condutture di acqua e gas, oppure gli alimenti ancora imbustati. I primi segnali di una infestazione di topi in casa sono la presenza di escrementi e un forte odore simile all’ammoniaca.

I topi, insomma, sporcano molto e soprattutto rosicchiano qualsiasi materiale possibile. Non a caso l’etimologia del loro nome deriva dal latino e significa ‘rodere’: termine che mette in evidenza la loro dentatura particolare, una dentatura che, inoltre, li differenzia da tutti gli altri mammiferi.

infestazione di topi

Il continuo rosicchiare dei topi e ratti è un’esigenza fisiologica e fa parte della loro natura, questo però li porta a causare danni continui in tutto l’ambiente che li circonda. I roditori sono mammiferi e la loro temperatura corporea richiede costanza; il continuo ingurgitare cibo per tutto il giorno è determinato proprio da questo: ogni roditore è costretto a nutrirsi in continuazione per mantenere la temperatura corporea ai livelli adeguati.

I danni causati dai topi non sono soltanto legati al rosicchiamento di cavi, travi e condutture. Ogni anno, in tutto il mondo, si rilevano incendi, malattie e corto circuiti causati proprio dai topi. Gli ultimi studi dichiarano in termini economici i danni e le somme sono cosi ingenti che città, piccoli comuni e anche imprenditori di grosse ditte si ritrovano a dover a che fare con continue derattizzazioni in bilancio per venire a capo del problema.

In Germania l’associazione tedesca FNL ha analizzato le perdite di raccolto: parliamo di circa 100 milioni di euro. Negli Stati Uniti, invece, si spendono 100 milioni di dollari soltanto per il controllo delle infestazioni. Mentre in Inghilterra, gli scienziati dell’O.M.S, dichiarano che i roditori sono la vera causa degli incendi (circa il 25%).

Anche il settore agricolo è danneggiato da molti anni dal problema topi: nelle città i roditori si cibano di tutto vista la grande quantità di immondizia, mentre negli ambienti rurali i topi si nutrono di tutto quello che possono trovare nei campi. In un contesto del genere i topi diventano dei veri e propri parassiti; attaccano serre, orti e giardini distruggendo così futuri raccolti che tradotti in termini economici potrebbero portare a business molto fruttosi.

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Sostanze usate per il controllo dei Roditori. Rodenticidi cronici, gli Anticoagulanti.

Come agiscono i Rodenticidi cronici
Anticoagulanti di Prima Generazione
Anticoagulanti di Seconda Generazione

Affrontiamo ora l’argomento dei Rodenticidi cronici, anche chiamati Anticoagulanti, che sono a tutt’oggi i rodenticidi più usati.

Cenni storici sulla loro scoperta

La scoperta degli Anticoagulanti nella loro applicazione come Rodenticidi è avvenuta per caso. Nel 1922 si cominciò a studiare una malattia che colpiva il bestiame che a sua volta si nutriva di foraggio, e in particolare di trifoglio depositato nei silos (insilato). I vitelli morivano per emorragia e non si riusciva a capire il perché , fino a quando un contadino del Wisconsin (USA), non portò un animale morente a far analizzare in laboratorio, venne cosí trovata la causa delle morti e identificata in un composto specifico a base di cumarina, da qui venne isolato e sintetizzato il Dicoumarol.

La ricerca fu interrotta a causa dello scoppio della seconda guerra mondiale, unanticoagulanti topi a volta finita, le ricerche ripresero fino all’individuazione di un composto , il numero 42, che otteneva i risultati migliori nell’eliminazione di Topi e Ratti. Queste ricerche vennero svolte dalla Wisconsin Alumni Research Foundation, che nel 1952 ottenne la licenza . Il nome  del primo anticoagulante Warfarin, per l’appunto prende il nome da questa fondazione, più il suffisso arin che indica la sostanza come appartenete alla famiglia delle cumarine.

Come agiscono i Rodenticidi cronici

I Rodenticidi cronici pur essendo di struttura chimica differente, hanno lo stesso meccanismo d’azione; agiscono sui fattori della coagulazione del sangue che richiedono la presenza della vitamina K, che proprio per questo è anche l’antidoto usato in caso di ingestione accidentale.

L’organo principale che colpiscono nei Roditori è il fegato, inibendo il processo di sintesi, l’animale deve ricorrere alla fonte alimentare per ottenere vitamina K, ma la vitamina che viene assorbita attraverso gli alimenti non è sufficiente se non per un breve lasso di tempo, di solito per pochi giorni, poi cominciano a verificarsi le emorragie.

I sintomi sono costituiti da debolezza, letargia, riflessi lenti, postura con la schiena incurvata, e a volte sono visibili tracce di sangue attorno a naso, occhi, bocca e ano. Il sopraggiungere dei primi segni clinici avviene dopo 1-5 giorni dall’ingestione e la morte entro i 3 e i 5 giorni.
Oltre che per via orale, gli anticoagulanti sono estremamente tossici anche in caso di  contatto con la pelle,o per inalazione.

Dovuto alla loro  bassa solubilità non vengono assorbiti dalle piante alimentari nel caso di un uso sulle colture, possono tuttavia essere assai persistenti sul suolo.

PRO:

  • Dovuto alla loro azione che si manifesta nel tempo, è praticamente impossibile che gli animali associno il malore con l’ingestione dell’esca, questo fa si che non si sviluppi la diffidenza e che continuino a mangiarne.
  • Esiste un efficace antidoto, al contrario dei Rodenticidi acuti e sub-acuti, che è la vitamina K e che, ha l’opportunità di essere somministrato in tempo, dovuto al fatto che i rodenticidi cronici, non hanno azione immediata.

CONTRO:

  • Il fenomeno dell’insorgere di ceppi di roditori geneticamente resistenti agli anticoagulanti.

È vero che gli anticoagulanti mummificano i Roditori?anticoagulanti per roditori

Innanzi tutto ci piacerebbe sfatare la leggenda che queste sostanze mummificano i Roditori che le ingeriscono, al contrario queste sostanze producono emorragie, e i liquidi che fuoriescono da corpo morente; sangue, liquidi interni sono contenute. Piuttosto dobbiamo notare che il ritrovamento di animali mummificati quasi sempre riguarda Topi, e più raramente Ratti. Questa mummificazione si rinviene normalmente in climi caldi e asciutti, quali le abitazioni umane, e più frequentemente nel Topo in quanto questi, hanno un rapporto superficie/volume minore rispetto ai Ratti, il  che consente una più facile evaporazione, dovuta appunto al clima, dei liquidi corporei.

Il fenomeno della resistenza agli anticoagulanti

È bene specificare che, si sono manifestati fenomeni di resistenza al principio attivo delle sostanze anticoagulanti , ormai in tutto il mondo.

Dovuto a questa resistenza ai Rodenticidi cronici che, per la prima volta si è evidenziata in una zona agricola della Scozia nel 1958, probabilmente trasmessa geneticamente da alcuni individui, e allargatasi radialmente con una velocità media di 4,8 km l’anno,  è cominciata la ricerca per trovare nuove sostanze in grado di contrastare il fenomeno della resistenza agli anticoagulanti.

In caso di sospetta resistenza agli anticoagulanti, bisogna ricordare l’importanza che la derattizzazione in atto venga eseguita da personale specializzato, che sarà capace di analizzare i molteplici fattori cause del fallimento e proporre una soluzione adeguata.

Non tentate di risolvere il problema da soli perché:

  1. Potreste contribuire involontariamente all’allargamento del fenomeno non riuscendo a debellare gli individui geneticamente resistenti.
  2. Potreste contribuire involontariamente a sviluppare il cosiddetto fenomeno delle “resistenze incrociate”, somministrando un altro tipo di anticoagulante inadatto.

La soluzione consigliata da qualsiasi ditta di derattizzazione che si rispetti, difficilmente sarà  quella della somministrazione di un rodenticida acuto, in sostituzione dell’anticoagulante, eccetto casi di estrema gravità e urgenza, ma quella di un erogatore d’esca o trappola che dir si voglia, che funziona senza l’uso di esche tossiche, tipo EKOmille, che per mia esperienza è ecocompatibile, sicuro e quando ben collocato, di estrema efficienza.

Anticoagulanti di prima generazione

Analizziamo qui a seguire gli anticoagulanti di prima generazione, anche chiamati Rodenticidi cronici, mettendo in evidenza i pro e i contro di ogni sostanza.

Sono:

  • Wafarin
  • Coumatetralyl
  • Coumacloro
  • Pindone (Pival)
  • Chlorophacinone
  • Diphacinone

Wafarin:

È conosciuto in altri paesi come Zoocumarin o Coumafene, primo anticoagulante in commercio dall’inizio degli anni ’50. Disponibile in un grande numero di formulazioni.

PRO:

  • Dovuto appunto alla scoperta di ceppi resistenti, è stato potenziato inserendo nella formulazione un antibiotico, che elimina i batteri intestinali che sintetizzano la vitamina K (responsabile per la coagulazione del sangue).veleno per topi
  • Il principio attivo si presenta in formulazione come una polvere secca e quindi può essere usato anche come veleno da pista, ossia cospargendo il cammino dei Ratti di modo che attaccandosi all’animale questo si ripulisca  leccando dalle sue zampe il veleno.

CONTRO:

  • Alcuni mettono in dubbio la sua reale efficacia nei confronti del Topo domestico e del Ratto nero.
  • Sono stati riscontrati molti casi di resistenza.
  • Scarsa appetibilità.
  • Necessita di più assunzioni da parte dell’animale.

Coumatetralyl:

Sintetizzato in Germania e messo in commercio nel 1956 , simile al Wafarin

PRO:

  • Maggiore appetibilità rispetto al Wafarin.
  • Funziona anche come polvere da pista (vedi sopra).

CONTRO:

  • Sono riscontrati casi di resistenza anche di resistenza incrociata con il Wafarin.
  • Effetti rilevanti sui pesci , idrosolubile nelle acque.

Coumacloro:

Derivato cumarinico, anche questo sintetizzato in Germania.

PRO:

  • Tossicità elevata anche se ancora non molto ben conosciuta nei riguardi di Topi e Ratti.
  • Non è facilmente solubile in acqua.
  • Funziona anche come polvere da pista.

CONTRO:

  • Poca appetibilità sia nei riguardi del Topo domestico che del Ratto delle chiaviche

Pindone:

Introdotto nel mercato statunitense nel 1953 è un derivato dell’indanedione, il primo ad essere sintetizzato. Conosciuto in Europa come Pival o Pivaldione.

PRO:

  • Non è facilmente solubile in acqua.

Chlorophacinone:

Anche questo è un derivato dell’indanedione, è il più diffuso in Italia. Introdotto in Francia nel 1961, molto usato sia in Europa che negli Stati Uniti.

PRO:

  • Efficacia sul campo maggiore del Wafarin.
  • Bassa tossicità per le specie non bersaglio,viene usato nelle colture a pieno campo nella lotta alle Arvicole

CONTRO:

  • Meno appetibile del Wafarin.
  • Sono riscontrati casi di resistenza.
  • Meno efficace nei confronti del Topo domestico.

Diphacinone:

Derivato dell’indanedione, molto usato negli Stati Uniti anche nella lotta alle Arvicole e Ratti nei frutteti.

PRO:

  • Poco solubile in acqua e degradato lentamente nel suolo.roditori
  • Molto efficace nella lotta al Ratto delle chiaviche.
  • Usato anche nella lotta ai pipistrelli vampiri in Sud America.

CONTRO:

  • Meno efficace nella lotta al Topo domestico.

Anticoagulanti di seconda generazione

Sono:

  • Difenacoum
  • Bromadiolone
  • Brodifacoum
  • Flocoumafen
  • Difethialone

Difenacoum:

Primo anticoagulante della seconda generazione , messo in commercio nel 1976, è uno dei Rodenticidi più usati al mondo.

PRO:

  • Molto efficace nella lotta ai Ratti e Topi sia nei confronti del Rattus rattus (Ratto dei tetti) che del Rattus norvegicus (Ratto delle chiaviche) come del Mus domesticus (Topo domestico).
  • Poco tossico per tutti i principali animali domestici.
  • Tempo di dimezzamento nel fegato dei roditori intossicati di 118-120 gg, tra i più brevi tra gli anticoagulanti di seconda generazione. Questo significa meno pericolo di avvelenamento per le specie predatorie.

CONTRO:

  • Si sono presentati casi di resistenza pur essendo un rodenticida cronico di seconda generazione, sia nel Ratto delle chiaviche (Inghilterra) che nel Topo domestico (Inghilterra)che per il Ratto dei tetti (Francia).
  • Appetibilità inferiore al Bromadiolone.

Bromadiolone:

Immesso sul mercato nel 1976 a pochi mesi di distanza dal Difenacoum. Anche questo è tra i rodenticidi più usati al mondo.

PRO:

  • È sufficiente una sola ingestione per causare la morte dei roditori.
  • Ottima appetibilità.
  • Bassa solubilità nell’acqua e degradazione lenta nel suolo.

CONTRO:

  • Il tempo di dimezzamento nel fegato dei roditori colpiti è il più lungo tra gli anticoagulanti (170 gg), quindi ne è sconsigliato l’uso in pieno campo, se non un uso attentamente monitorato. Può causare la morte involontaria dei  predatori.
  • Sono stati segnalati casi di resistenza.

Brodifacoum:

Sul mercato dal 1979, ancora oggi largamente utilizzato, la sua eleva tossicità ne fa il più potente tra gli anticoagulanti in commercio.

PRO:

  • Fortemente insolubile in acqua e non degrada nel suolo.
  • A tutt’oggi immune dal fenomeno di resistenza.

CONTRO:

  • Ridotta appetibilità.
  • In gran Bretagna ne è vietato l’uso nelle aree esterne degli edifici, dato il suo potenziale tossico per gli animali non bersaglio.

Flocoumafen:anticoagulanti per topi selvatici

Anticoagulante molto potente si trova sul mercato dal 1984. Tossicità di poco inferiore al Brodifacoum per quanto riguarda il Ratto delle chiaviche.

PRO:

  • Il Flocoumafen non è facilmente solubile in acqua ed è degradato lentamente nel suolo.
  • Non sono noti casi di resistenza.

CONTRO:

  • Molto pericoloso nei confronti di altri animali non bersaglio, soprattutto per i cani.
  • Meno tossico nei confronti del Topo domestico e del Ratto dei Tetti.

Difethialone:

È l’ultima novità in fatto di anticoagulanti, è considerato il precursore di una nuova famiglia di principi attivi; i benzotiopiranoni.

PRO:

  • Elevata tossicità sia contro il Ratto delle chiaviche che contro il Topo domestico.
  • Presente sul mercato in molte formulazioni.
  • Non sono stati segnalati casi di resistenza.

CONTRO:

  • Pericoloso per le specie non bersaglio anche se il tempo di eliminazione nel fegato dei roditori è il più breve tra tutti gli anticoagulanti di seconda generazione.

Concludiamo questa breve e sintetica descrizione delle sostanze anticoagulanti utilizzate nei procedimenti di derattizzazione, ricordando a tutti gli interessati, quanto sia importante usare queste sostanze con assoluto discernimento e responsabilità, sempre e comunque assessorati da personale specializzato e  preferendo quando possibile altri metodi di derattizzazione come ad esempio le trappole erogatrici d’esca non tossica, come ad esempio il sistema EKOmille , decisamente più ecosostenibili e causa di minore sofferenza per gli animali da derattizzare.

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Ultrasuoni, Infrasuoni, Onde Elettromagnetiche per allontanare i Roditori

LA DERATTIZZAZIONE CON ULTRASUONI

La possibilità di allontanare i Roditori usando questi mezzi tecnologici, quali gli emettitori di onde a ultrasuoni, ha generato e genera notevoli controversie tra gli operatori del settore derattizzazioniultrasuoni per roditori .

Nonostante che, i costi di un impianto ad ultrasuoni a volte possano essere più elevati di una programmazione specialistica di derattizzazione, sicuramente più efficiente, applicata con metodi tradizionali quali; elementari misure di esclusione, erogatori d’esca e trappole come l’Ekomille per esempio, si nota curiosamente come la gente ha una propensione maggiore ad investire nell’acquisto di questi sistemi dalla non comprovata efficienza.

Le Basi Scientifiche

Le basi scientifiche che vengono prese in considerazione sono quelle che in realtà, molte specie di Roditori, tra i quali i Ratti e i Topi, emettono e captano ultrasuoni.

Gli Ultrasuoni sono suoni con una frequenza superiore a quella udibile dall’orecchio umano, cioè oltre i 20 Khz, e addirittura, i Roditori ne possono venire uccisi (quando arrivano a circa 160 decibel), attraverso un eccessivo aumento della temperatura corporea.

Sappiamo inoltre che quando si è esposti per un periodo di tempo prolungato
agli ultrasuoni, questo può indurre ad un forte stress e a modificazioni nel sistema endocrino dei Roditori.

Prove in campo

Purtroppo non si è riuscito ad avere prove scientifiche di reale efficienza in campo di queste tecniche, nella maggior parte dei casi risulta infatti solo un momentaneo diminuire nell’attività dei Roditori, quindi ad un attenta analisi si è dedotto che i limiti di questi sistemi sono:topo selvatico

  1. Dato che i suoni ad alta frequenza si propagano in linea retta, la loro efficienza diminuisce a breve distanza dal punto di emissione, in quanto vengono facilmente assorbiti dai corpi solidi.
  2. Come gli esseri umani, a loro volta i Roditori si abituano a vivere in posti molto rumorosi e quindi, entro certi limiti, si crea un abitudine agli ultrasuoni.
  3. Sull’abitudine e il passare della sensazione di pericolo, si basa anche questa terza ipotesi, alcuni apparecchi dovrebbero imitare il suono dei predatori, tipo i rapaci, dopo un certo periodo i Ratti e i Topi capiscono che il suono non è  collegato alla loro presenza e riprendono la loro normale attività.
  4. Gli Ultrasuoni veramente efficaci contro i Roditori, parliamo di quelli che uccidono, sono pericolosi anche per l’uomo.

Comunque i dispositivi ad Ultrasuoni che hanno l’effetto di allontanare i roditori, ossia  che possono ridurre un infestazione grave di Ratti e Topi, sono solamente quelli che emanano una gamma di Ultrasuoni variabile non ad un unico tono, che non permettono insomma al Roditore di sviluppare un abitudine agli ultrasuoni.

Sicuramente la ditta di derattizzazioni o il personale specializzato al quale vi rivolgerete saprà indicarvi dopo l’analisi del vostro caso e un attento monitoraggio, il sistema più adatto al tipo di derattizzazione necessaria.

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