Rimedi casalinghi contro i topi

I topi riescono ad entrare anche nelle case più pulite, se sentite rumore di picchiettio sul pavimento potreste avere un topo che girovaga per la vostra abitazione. Potrebbe essere nascosto nella cucina, oppure in qualche armadio o in qualche angolo del capannone. Se l’idea di utilizzare esce velenose o trappole mortali è troppo insopportabile, potete contare su alcuni rimedi casalinghi che sono in grado di allontanare i piccoli animali pelosi.

Ovviamente i consigli che seguono non sono applicabili nel caso di una vera propria infestazione da topi, in questo caso è bene rivolgersi ad una azienda professionista come la nostra che vanta esperienza nella disinfestazione e attrezzature specifiche e adeguate.

I primi segnali

Il topo come tanti sanno è un animale notturno che si muove ed agisce sopratutto nel buio dove la luce del sole non arriva. Infatti, raramente i topi vengono avvistati durante il giorno, salvo casi di forti infestazioni. I primi segnali della presenza di topi e ratti in casa sono:

menta

 

  • Nidi: solita,ente i topi utilizzano carta e stoffa per creare dei nidi in posti come scantinati, soffitte, tettoie e cassetti.
  • Odore: il forte odore di muffa è uno dei segnali di un’infestazione di topi in casa.
  • Suono:rumori di passi e suoni come graffi sulle pareti, in particolare di notte, è la certezza della presenza di topi.
  • Fori: dei piccoli fori possono comparire sulle scatole e sulle confezioni presente nella nostra credenza degli alimenti. È consigliabile sempre controllare bene i cibi presenti.
  • Escrementi: le feci dei topi sono umide, morbide, scure e lucide. Con pochi giorni si seccano e diventano di un colore giallastro.

Rimedi casalinghi

Senza utilizzare trappole mortali o bocconi velenosi, vediamo alcuni ri

 

medi che vi aiuteranno sbarazzarvi dei topi e tenerli lontano dalla casa:

  • Menta: è uno dei rimedi più conosciuti per allontanare i topi. Il forte odore di menta piperita o olio di menta peperita scaccerà i topi dalla casa. Basterà spargere foglie di menta o olio in un batuffolo di cotone e spargerlo nei luoghi preferiti dai topi. Se invece, av
    ete individuato il buco da dove entrano ed escono i topi, potete cospargere del dentifricio alla menta: il forte odore disorienta i topi.
  • Foglie d’alloro: disporre le foglie nelle dispense per proteggere i cibi e confezioni.

alloro

Vota qui

Come si effettua una corretta derattizzazione

Una corretta derattizzazione migliora l’ambiente in cui si vive perché una infestazione da topi e ratti può provocare danni economici alla casa e problemi di tipo igenico sanitari come la trasmissione di malattie infettive.

Topi e ratti sono davvero un elemento negativo per molte città italiane e la sanità pubblica: trasmettono patologie a uomini e animali domestici, sporcano l’ambiente con riflessi psicologici negativi e compromettono l’igiene e la sicurezza di locali e abitazioni private.

ratto comune

Molti corti circuiti, inoltre, fughe di gas e molti altri danni collegati ad incendi o esplosioni sono molto spesso causati dalla attività roditoria dei topi. I roditori spesso, infatti, vengono considerati dei veri e propri indicatori ecologici: dimostrano il grado e lo stato di igiene o degrado di un ambienti.La derattizzazione è per questi motivi un intervento di salvaguardia della salute e un’operazione che riequilibra l’ambiente. La derattizzazione ha significato e valore se gli interventi vengono effettuati con un dovuto e costante monitoraggio perché interventi sporadici non sono abbastanza efficaci e non garantiscono la buona riuscita della disinfestazione da topi e ratti.

Corretta derattizzazione

Le prime cose da fare per una corretta derattizzazione è la ricerca dei punti di annidamento per prevedere gli spostamenti; la ricerca delle tracce come escrementi, impronte e rosicchiamenti; e pianificare delle planimetrie per applicare e iniziare la lotta.

In primo luogo vi è l’accertamento dell’infestazione eseguendo la ricerca delle tracce, partendo dagli escrementi: forma, dimensioni e lucidità. L’individuazione degli escrementi è molto importante per determinare la tipologia di specie che ha infestato l’abitazione (Mus domesticus o topolini di campagna).

In alcuni casi anche il forte odore di urina può essere un segnale di un’infestazione avanzata. Come anche d’altra parte il rosicchiamento di pareti, tubature, cavi elettivi.

Dopodiché si passa alla ricerca dei punti di annidamento e delle tane. Molte colonie di topi si stabiliscono in zone dove vi è bassa presenza di attività umana. È importante dunque monitorare le zone interessate ed anche quelle limitrofe per evitare nuovi arrivi di ratti successivamente.

Queste fasi preliminari fanno si che la derattizzazione venga organizzata in modo strategico e la bonifica dell’ambiente avvenga col minor impatto ambientale possibile.

  • Organizzazione
  • Pianificazione
  • Tempi
  • Metodi
  • Attrezzature adeguate
  • Continuo monitoraggio

Queste sono le principali caratteristiche per la riuscita di una corretta derattizzazione, di interventi che tengono conto dell’impatto ecologico e di un servizio con tecniche e mezzi sicuri per le persone che vivono gli ambienti che hanno subito un’infestazione da topi e ratti.

Vota qui

Escrementi di topo in casa? 5/5 (4)

Come agire quando troviamo escrementi di topo in casa

Sospettate di avere topi in casa? I primi segnali per capire se abbiamo i topi nella nostra casa sono:

      • Presenza di cacca di topo
      • Rumori di graffi nelle pareti e nei controsoffitti (non dimentichiamo che i topi si arrampicano)
      • Trovare impronte di topo
      • Danni causati dal rosicchiamento (i topi mordono qualunque cosa)

Bisogna ricordare che i topi, quando sentono la presenza di persone in casa, si nascondono. Per questo motivo la loro presenza si rileva spesso in ritardo. Se abbiamo notato i principali segnali della presenza dei topi non bisogna esitare e perdere tempo per effettuare una disinfestazione poiché i topi sono vettori di pericolose malattie per l’uomo.

Come pulire gli escrementi di topo

Ogni infestazione è diversa a causa dei differenti tipi di topo (topo di campagna, Rattus Rattus, topo selvatici, arvicole, Rattus Norvegicus). È importante dunque adottare fin da subito alcuni metodi efficaci per pulire a fondo e igienizzare il posto in cui abbiamo rinvenuto
gli escrementi di topo.
Prima di tutto dobbiamo rimuovere con cura tutti gli escrementi, dopodiché possiamo passare alla disinfestazione utilizzando i seguenti prodotti:

      • Candeggina – per sfruttare a pieno il potere della candeggina dobbiamo utilizzarla pura. Il problema è che la candeggina pura può risultare dannosa sui tessuti e superfici delicate. L’alternativa è diluirla con nell’acqua oppure mescolarla con un disinfestante per bagno.
      • Aceto bianco – in alternativa alla candeggina c’è la possibilità di utilizzare una sostanza naturale contro gli escrementi di topo, l’aceto bianco. L’aceto è un buon disinfestante ma ha un odore acre e non può essere utilizzato sulle pietre naturali visto che è un acido.
      • Disinfestanti – ovviamente ogni tipo di disinfestante che si trova in commercio può andar bene per disinfestare la cacca di topo. È importante comunque leggere le indicazione dei prodotti prima di usarli su ogni superficie.

Escrementi e topi

La presenza di escrementi è la prova inconfutabile per confermare che la nostra abitazione sia stata infestata dai topi. Anche se sgradevole, esaminare gli escrementi può aiutare ad identificare quale tipo di roditore sta infestando la nostra casa.cacca di topi

      • Topo Domestico: quantità di 50-75 granuli quotidiani, dimensione di 0,6 cm in lunghezza con le estremità appuntite.
      • Ratto Grigio detto “topo di fogna”: quantità di 40 a 50 granuli giornalieri, lunghezza escrementi di 1,9 cm, forma rettangolare con estremità a punta e raggruppati in piccoli mucchi.
      • Ratto dei tetti: quantità 40 a 50 granuli ogni giorno, di 1,3 cm di lunghezza, a forma di salsiccia con le estremità appuntite.

 

Vota qui

Quanto costa una derattizzazione? 5/5 (3)

Qual è il costo di una derattizzazione?

Sul mercato ci sono diverse offerte per quanto riguarda il prezzo di una disinfestazione dai topi; i prezzi derattizzazione variano, ovviamente, dalle dimensioni dell’immobile da disinfestare. Affidandosi alla nostra azienda avrete la certezza e la garanzia di ottimi risultati oltre alla sicurezza e la professionalità dei mezzi utilizzati. I nostri professionisti non si limitano ad un singolo intervento, ma ad una serie di interventi effettuati per un periodo di tempo per eliminare i topi. Questo perché una singola operazione di derattizzazione può non essere sufficiente a stanare ed eliminare l’intera colonia di topi presenti nell’abitazione o nel condominio. Se la colonia di roditori è molto numerosa, diventa praticamente impossibile debellarla con i metodi fai da te o con le varie trappole esistenti. In questo caso è utile sapere che il prezzo della derattizzazione varia anche in base alla portata dell’intervento effettuano.

[contact-form-7 id=”570″ title=”Senza titolo”]

immagine topo

Costo e prezzo derattizzazione: quali fattori influiscono

In alcune città, in particolare per i condomini, la derattizzazione è un obbligo sancito dal regolamento comunale e dalle ordinanze del Sindaco. In questo caso il costo disinfestazione topi può essere contenuto per ogni singolo condomino, visto che, ovviamente, la spesa viene divisa per tutti i proprietari. Come già detto gli interventi ripetuti sono quelli più efficienti ed efficaci nel caso sia presente una colonia di roditori numerosa. Naturalmente il costo di derattizzazione

si abbassa notevolmente se si opera su ambienti di dimensioni ridotte, come per esempio una casa. Nel caso si effettua la derattizzazione su un’abitazione possono essere sufficienti anche due interventi solamente, effettuati però a distanza temporale ravvicinata.

Attuando una pulizia su tutta la casa, inoltre, faciliteremo la riuscita della disinfestazione. Cosi facendo il prezzo derattizzazione si abbasserà notevolmente. Per maggiori informazioni sui costi di derattizzazione, sulla efficacia degli interventi e sui metodi utilizzati, contatta i nostri tecnici specializzati. Dopo aver valutato la situazione riceverai tutte le informazioni necessarie per attuare la derattizzazione nella tua abitazione per tutti i vari tipi di topi. Non esitare a metterti in contatto con noi poiché i roditori possono trasmettere anche pericolose malattie per l’uomo.

Prezzi e richiesta di preventivo gratuito

Naturalmente il prezzo della derattizzazione varia a seconda dell’ambiente in cui si necessita di operare: maggiori saranno le dimensioni, superiori saranno i costi di disinfestazioni da topi. In genere il costo per una abitazione varia dai 100 ai 160 euro in base ai tipi di trattamenti che si effettuano.

prezzi disinfestazione topi

I trattamenti ripetuti sono quelli più efficaci poichè riescono a sterminare intere colonie di roditori. Uccidere molti topi può essere un’operazione estremamente difficile se non si interviene con molteplici interventi in un breve periodo di tempo. Se consideriamo un condominio di normali dimensioni, in due mesi, con soltanto 4 interventi, si può estinguere il problema con un costo che si aggira intorno ai 400 euro. Mentre una disinfestazione annuale, con un intervento al mese, il costo complessivo si aggira intorno ai mille euro annui (da dividere ovviamente tra tutti i condomini).

Per maggiori informazioni sui costi di derattizzazioni nella tua città c’è la possibilità di richiedere un preventivo in maniera del tutto gratuita!

La richiesta è molto semplice da effettuare: inserisci le tue generalità nel form presente su questa pagina ed invialo. Oppure chiama il numero telefonico indicato su questo sito. I nostri collaboratori nel giro di poco tempo ti invieranno tutte le informazioni ed i costi precisi per effettuare la tua derattizzazione.

Per conoscere i costi di altri tipi di disinfestazioni che non riguardano i topi consulta il listino prezzi sulle disinfestazioni.

Vota qui

Topo di fogna: il Rattus Norvegicus 5/5 (2)

MORFOLOGIA
METABOLISMO
RIPRODUZIONE
COMPORTAMENTO SOCIALE
PREFERENZE ALIMENTARI
RICONOSCERE I SEGNALI DELLA PRESENZA DEL RATTO

Immagine di un Rattus norvegicusRattus norvegicus, ratto delle fogne, ratto delle chiaviche, surmolotto, ratto grigio, pantegana.

Scheda etologica:

Abilissimo nuotatore, antico abitante delle steppe asiatiche, le sue invasioni ricordano l’arrivo dei mongoli ,la sua mole e la sua aggressività nel difendersi mette paura alle volte anche ai gatti e ai piccoli cani, quando se lo ritrovano davanti all’improvviso. Ha una sfilza di nomi popolari (non tutti riportabili) uno più terribile dell’altro, che più che titoli nobiliari indicano chiaramente l’idea creata del suo personaggio, pelo duro, coda corta, insaziabile onnivoro, nostro commensale…per non invitarlo più alle nostre mense è bene imparare a riconoscerlo!

Habitat:

Allo stato selvatico come dicevamo , la specie abita le aree steppiche( niente a che vedere con la Norvegia dove appare solamente nel 1790) da onde lontanamente proviene, insediandosi dopo il tardo Pleistocene in una zona al sud del Mar Caspio, seguendo sembra, in epoca più recente, la costruzione della ferrovia transiberiana ha poi attraversato il Volga e dato origine alla colonizzazione dell’Europa orientale, susseguentemente a partire dal delta del Danubio, è entrato in quella occidentale. In Inghilterra lo incontriamo nel 1731, mentre negli Stati Uniti, il surmolotto appare nel 1740 dando però origine a una vera infestazione solamente negli anni ’60 e ’70 di quel secolo, in coincidenza con la grande immigrazione umana proveniente dalla Gran Bretagna.

Ormai sempre più raramente incontriamo questa specie in ambienti isolati, al contrario del Rattus rattus (ratto nero dei tetti) che è una specie prettamente arboricola, il Rattus norvegicus (ratto grigio delle fogne) è prettamente terrestre, nidifica in lunghe gallerie poco profonde e con molte vie di fuga, costruisce i suoi nidi anche sotto i pavimenti delle case. La pantegana (può anche tarttarsi di pantegana gigante) “frequenta” abitualmente le discariche ( discarica.roma.it ), le fogne, ogni tipo di scarpata o di fosso, come quelli ferroviari e stradali, in prossimità dell’acqua, anche stagnante,possibilmente incrementata da rifiuti organici, parchi urbani e giardini.

Immagine disegnata di Rattus norvegicus

Nelle nostre case colonizza quasi esclusivamente le parti inferiori, legnaie, cantine, stalle dove è maggiore la quantità del suo cibo preferito: il mangime degli animali domestici. La penetrazione nelle parti superiori delle case può avvenire però attraverso le tubazioni di scarico. Il Rattus norvegicus , non essendo un buon arrampicatore ha però la capacità di salire in tubi fino a 10 cm di diametro facendo leva su entrambe le pareti con le zampe aperte come uno scalatore di free climbing.

Essendo una specie a carattere terrestre frequenta anche le zone rurali, dove trova un abbondante disponibilità alimentare nei campi dove ancora non si è provveduto al raccolto, distruggendo e contaminando derrate, e comodi rifugi nei fossi e canali di drenaggio tra una coltivazione e l’altra.
Le gallerie scavate dal Ratto grigio si distinguono da quelle delle Arvicole campestri giacché queste ultime asportano lontano la terra di scavo, mentre il surmolotto non ha quest’accorgimento e lascia grandi quantità di terra all’imboccatura della tana.

 

Morfologia:

  • Lunghezza del corpo: 18 a 27 cm alle volte raggiunge persino i 40 cm, corporatura più robusta esteriormente di quella del rattus rattus
  • Lunghezza della coda: 15-21 cm più corta e spessa di quella del ratto dei tetti, bicolore; sopra scura e più chiara inferiormente, con rada peluria. Lunghezza sempre inferiore alla lunghezza del corpo.
  • Peso corporeo: tra i 200 e i 400 g. , arriva anche ai 700 g.
  • Colore del pelo: pelo apparentemente ispido e ruvido, colore che va dal marroncino grigiastro, alle volte grigio scuro con il ventre più chiaro, possono essere presenti macchie o strisce bianche nella colorazione.
  • Vista: pur avendo la vista debole dovuto alle sue abitudini notturne, i ratti sono in grado di percepire alcune frequenze dell’ultravioletto. Occhi più piccoli rispetto al muso, neri, con due evidenti creste ossee suborbitali parallele. Scarsamente sensibile ai colori ma molto sensibile ai cambiamenti di luminosità. Scarsa percezione di profondità.
  • Denti: Il Rattus norvegicus ha 16 denti, stessa formula dentaria degli altri due roditori infestanti e stesso tipo di incisivi appuntiti a crescita continua.
  • Orecchie: più piccole rispetto a quelle del rattus rattus e provviste di peli molto fini. Udito sensibile agli ultrasuoni, come quelli che emettono i loro piccoli per sollecitare la madre a dar loro la poppata.
  • Olfatto: molto aguzzato, sicuramente è il senso più sviluppato nel Ratto grigio, usato anche per riconoscere i sentieri sicuri che portano al cibo e al nido, attraverso il riconoscimento dei ferormoni presenti nelle loro feci e urine.
  • Tatto: Sono dotati anche di lunghe vibrisse o baffi, molto sensibili. È stato notato che gli individui con le vibrisse intere sono dominanti rispetto agli altri, visto che i roditori e i ratti in particolare,hanno la tendenza a muoversi sempre a diretto contatto con gli oggetti.
  • Feci: Le feci del Ratto delle chiaviche sono più grandi e senza punte rispetto a quelle dei Ratti dei tetti anche se in alcuni casi possono essere anche con una sola punta. Le urine come le feci servono anche per marcare il territorio e i cammini soliti, e sono visibili con la lampada UV. (lampada di Wood) . Defeca tra le 30 e 180 volte al giorno.

Immagine del profilo di Rattus norvegicusImmagine di escrementi di Rattus norvegicusImmagine di impronte di rattus norvegicus

Metabolismo

Molto elevato dovuto alle sue ridotte dimensioni; è anche per questo che deve mangiare molto in rapporto al suo peso, ed avere nella sua dieta sufficienti proteine.

  • frequenza cardiaca:325-780 /min;
  • frequenza respiratoria: 60-220/min;
  • temperatura corporea: tra i 36,5 e i 38°C.

I Ratti come i Topi si termoregolano dilatando le vene della coda e quelle delle orecchie e sudando dalle ghiandole sudoripare poste sotto i cuscinetti plantari.

Durata della vita:

L’elevata riproduttività del Rattus norvegicus, o Surmolotto è controbilanciata da una durata della vita molto corta, in natura la longevità massima riscontrata è difficilmente superiore all’anno(18 mesi), ma in media i valori sono più bassi, uno dei fattori importanti che la condiziona, sembra essere la densità della specie e la conseguente mancanza o abbondanza di cibo.

Riproduzione:

La Pantegana, in presenza di abbondanza di cibo e condizioni climatiche adatte (non troppo freddo),prolunga il suo periodo fertile anche per tutto l’anno. Le femmine della pantegana sono pronte per l’accoppiamento all’eta di 8-12 settimane, la gestazione dura tra i 20 e 24 giorni, al termine della quale danno alla luce da 6-a 9 piccoli ratti glabri in nidi terrei, generalmente ricoperti, da materiale morbido rimediato ovunque ; giornali, polistirolo, tessuti rosicchiati ecc.
Nella femmina del Surmolotto è presente l’estro post partum ossia che sono in grado di accoppiarsi subito dopo aver partorito, nonostante questa possibilità però in condizioni normali è difficile che si verifichino più di cinque parti all’anno. I piccoli ratti avranno bisogno delle cure continue della madre per lo meno durante le prime due settimane di vita.

Comportamento sociale

Come le altre due specie anche il Ratto delle chiaviche (detto anche ratto di fogna) è attivo soprattutto nelle ore notturne, in alcune zone dove sono presenti predatori come le volpi (anche loro notturne) si è riscontrata una maggiore attività diurna , oltretutto come abbiamo spiegato per le altre specie, durante la notte nelle ore più sicure, hanno accesso al cibo i maschi e le femmine dominanti e gravide, mentre i maschi subordinati devono correre più rischi, questi inoltre sono costretti ad allontanarsi dalle aree centrali della colonia  normalmente formate da un maschio dominante e varie femmine.

La gerarchia si stabilisce inizialmente attraverso combattimenti tra maschi dove generalmente vincono quelli con corporatura maggiore , mentre con il passare del tempo la supremazia appare più legata all’età, e quelli più giovani, anche se con corporatura maggiore, alle volte cedono senza neanche combattere.
Gli individui maschi del Rattus norvegicus (topo di fogna) sono quelli inoltre, che percorrono un territorio più vasto alla ricerca di cibo, nell’ordine di alcune migliaia di metri, mentre nelle zone urbane le distanze si fanno minori (65 m in media). Il gruppo nel suo insieme difende il territorio dagli estranei.

Il Ratto delle chiaviche o Surmolotto è un attivo scavatore, realizza gallerie sotterranee estese e con più uscite di fuga, colloca il nido all’interno di queste e sicuramente nell’unico posto dove non è possibile scavare da sopra, egli è tra l’altro un ottimo saltatore capace di compiere salti in alto di un metro o più. Pur non essendo capace di scalare pareti lisce o poco ruvide, è tuttavia in grado, come già accennato all’inizio di quest’articolo, di risalire tubazioni di un massimo di 10 cm.

Il Rattus norvegicus (ratto di fogna) è inoltre un ottimo nuotatore, sembra documentato infatti che sia capace di nuotare per parecchie ore anche in mare aperto. In Nuova Zelanda ha attraversato un braccio di mare aperto lungo 400 m che separava due isole (Russel et al. 2005).
Anche loro come i ratti neri dei tetti comunicano tra loro attraverso una notevole varietà di suoni e ultrasuoni e posture comportamentali.

Preferenze alimentari

Il Ratto delle chiaviche o Pantegana o Topi di fogna è una specie onnivora in grado di adattarsi a tutte le condizioni alimentari, sia allo stato selvatico che in associazione con l’uomo.

Allo stato selvatico si nutre delle parti verdi delle piante, dei semi come delle radici, ma si ciba anche di Molluschi, invertebrati,crostacei, anfibi, uova di uccello e soprattutto di altri piccoli roditori quali le Arvicole e topi domestici, pratica anche il cannibalismo nei confronti di individui anziani, malati e addirittura moribondi intossicati dagli stessi rodenticidi.

A contatto con l’uomo la pantegana riesce a trasformare in cibo qualsiasi rifiuto urbano e qualunque tipo di sostanza organica presente per esempio nelle fogne. Adora , e non mi stancheró mai di ripeterlo, il cibo destinato agli allevamenti zootecnici e ai nostri animali da compagnia, per lui completo in tutto e per tutto, dalle vitamine ai sali minerali al sapore, anche se secondo le persone specializzate nell’allevamento dei ratti di estimazione, questo tipo di cibo è sconsigliato in quanto pesante per il loro fegato.

Questa specie di ratti accumula il cibo in eccedenza, quando è facile da trasportare all’interno di in un luogo, anche se in minor quantità rispetto al ratto dei tetti. Da qui l’importanza dell’uso di esche rodenticidi  fisse, dato che la sparizione di quelle mobili non necessariamente significa che sono state mangiate dal soggetto.

Ricordiamo che il Surmolotto o Rattus norvegicus è una specie di topi particolarmente neofobica e quindi difficile da derattizzare, passerà molto tempo prima che si avvicini alle nuove esche e sarà necessaria molta pazienza.  Il numero dei pasti differisce tra maschi e femmine nell’arco delle 24 ore; queste ultime hanno la tendenza a fare pasti più frequenti ma brevi, al contrario dei maschi che rimangono più tempo nei siti di alimentazione.

È inutile sottolineare anche in questa occasione, quali gravi danni possono provocare le colonie di ratti sia all’agricoltura che alla produzione industriale di alimenti, quali e quanti problemi di salute possono provocare all’uomo.

Riconoscere i segnali della presenza dei ratti:Immagine di traccie untose di Rattus norvegicus

  • Rumori: sono meno rumorosi dei ratti dei tetti, comunque una colonia si sente distintamente dagli squittii e brontolii delle “litigate” anche diurne. In questo caso i rumori provengono per lo più dalle cantine o legnaie. Il norvegicus si individua per i frequenti rumori di rosicchiamento e scavo, è un animale più pesante degli altri, quindi i suoi spostamenti sono più manifesti.
  • Feci: queste sono il segno più evidente della presenza dei Ratti, quelle del ratto delle chiaviche come si può vedere dalla scheda sono più grandi e senza punte, solitamente di colore scuro marcano il cammino usuale dell’animale come le urine.
  • Materiali rosicchiati: nelle strutture dove è presente l’infestazione si incontrano molti tipi di materiali rosicchiati, soprattutto plastica e legno, cartoni di imballaggio, cemento e terra ed anche metalli morbidi. Ricordiamoci che il Surmolotto, come le altre due specie infestanti, ha un disperato bisogno di consumare i suoi incisivi appuntiti, che se non usati a sufficienza possono crescere fino a perforargli il cervello.Per chiudere le tane scavate nel cemento si consiglia l’uso di una mistura di cemento e pezzi di vetro.
  • Altri segnali: Il ripetuto passaggio attraverso i cammini usati dai ratti è a sua volta facilmente identificabile, dentro le case e gli ambienti umani, da tracce di untuosità sui muri,dovute allo strofinamento del pelo, sui bordi delle fessure di entrata ai nidi, sulle tubature che usano per salire, così come accumuli di residui di cibo. In ambiente aperto, invece, si notano piste nell’erba alta della larghezza di 10 cm ripetutamente calpestate, o dove la vegetazione è addirittura completamente assente mentre all’uscita delle tane si vedono chiaramente accumuli di terra di scavo.

Non è l’animale in se che è “malvagio”, ma l’ambiente che frequenta e di conseguenza i suoi parassiti che sono estremamente pericolosi per la salute dell’uomo.

Immagine di escrementi di Rattus norvegicus

Dopo questa, speriamo esauriente, spiegazione sull’etologia del Rattus norvegicus, se vogliamo allontanare i ratti consigliamo caldamente ai nostri lettori che in caso di sospetta infestazione, di optare per interventi di protezione immediata di noi stessi e dei nostri animali domestici; disinfettandoci

frequentemente le mani (anche se usiamo i guanti) quando entriamo in contatto con oggetti e/o ambienti specifici , eliminando qualsiasi cibo possa essere stato contaminato dalle nostre case e contattando al più presto personale qualificato e specializzato che possa indicarvi una corretta derattizzazione mirata e consona all’ambiente e alle persone che ci vivono.

Link utili:

Vota qui

Sostanze usate per il controllo dei Roditori. Rodenticidi, Topicidi acuti.

Sostanze usate per il controllo dei Roditori. Rodenticidi, Topicidi acuti.

Da millenni l’uomo si è trovato a contrastare la presenza dei roditori, certo non subito ci si era accorti che gli stessi erano portatori di gravi malattie, ma comunque fin dall’antichità erano associati a un concetto di degrado, sporcizia, e contaminazione delle provviste alimentari.  Lo sta a dimostrare la presenza iconografica dei gatti fin dal 3000 a.C. in Egitto, la loro fama come abilissimi cacciatori di ratti si sparse rapidamente e nonostante fosse severamente proibito farli uscire dalla terra dei faraoni, i Romani trovarono il modo di portarli al di fuori dall’Africa un po’ ovunque. Questo fu uno tra i primi sistemi di controllo conosciuti in campo internazionale.

Essendo i Roditori parassiti al pari di tanti altri, il metodo più ovvio per eliminarli è ucciderli. Purtroppo nel caso dei Ratti, Topi e affini la loro spiccata neofobia e la loro adattabilità, ha portato l’uomo a escogitare sistemi e tecnologie sempre diversi, ma a tutt’oggi sono ancora i vari rodenticidi e i dispositivi di cattura per topi a costituire la quasi totalità delle soluzioni effettivamente disponibili.

Le sostanze rodenticide usate per la derattizzazione si possono dividere in tre gruppi:rodenticidi

  • Rodenticidi acuti
  • Rodenticidi sub acuti
  • Rodenticidi cronici (anticoagulanti)

Analizziamone i pro e i contro.

Rodenticidi acuti:

La definizione generale vuole che si possa definire veleno acuto un veleno in grado di condurre alla morte del roditore in meno di 24 ore. Purtroppo alla rapidità si associa anche la tossicità e la mancanza di antidoti per queste sostanze e quindi  la loro pericolosità in caso di ingestione accidentale è grande, e necessitano sempre di un accurata supervisione da parte di personale specializzato.

Altro inconveniente è la diffidenza per l’esca che si può sviluppare nel roditore altrettanto rapidamente, nel caso di un ingestione non sufficiente (dose sub-letale), specialmente nei primi giorni di somministrazione; non scordiamoci che il ratto si approssima sempre cautamente a tutto quello che di nuovo trova sul suo cammino e difficilmente mangerà tutto il veleno in una volta. A questo problema si può ovviare utilizzando la tecnica del pre-adescamento, ossia collocando esche simili in formato e sapore ma non tossiche, in antecedenza.

È importante sottolineare comunque che la normativa Comunitaria Europea in materia di biocidi, prevede una futura  (2010) esclusione di queste sostanze dalla commercializzazione.

FOSFURO DI ZINCO:

Ha avuto ed ha, una grande diffusione in tutto il mondo, a partire della prima guerra mondiale.

Come colpisce: Nell’ambiente umido dello stomaco.

Dose letale: Rattus norvegicus (ratto delle chiaviche) 40 mg • kg¹
Mus musculus (topo domestico)32 mg • kg¹

Tempo di azione: Primi sintomi entro i 25 minuti dall’ingestione. Morte nell’arco delle 24 ore

Pro:

  • Il fosfuro di zinco non viene accumulato nei muscoli o in altri organi, riducendo i rischi di intossicazione per altri animali non bersaglio.
  • Si degrada abbastanza rapidamente se collocato in esche fresche artigianali a base di frutta o verdura e in ambienti umidi

Contro:

  • Non esiste antidoto, molta attenzione deve essere collocata nel preparare le esche in quanto le polveri di fosfuro di zinco sono estremamente pericolose se inalate.
  • In caso di dosi sub-letali, causa diffidenza nei roditori bersaglio. È necessario usare la tecnica di pre-adescamento.

Si sconsiglia l’uso se non in determinate condizioni (esche preparate e collocate da ditte di derattizzazione specializzate) e con precise garanzie di sicurezza.

ALFACLORALOSIO:Rodenticidi veleni

Narcotico usato in passato come repellente e anestetico per uccelli. La sua azione rodenticida fu scoperta  per caso nella decada del ’60.

Come colpisce: Agisce sul sistema nervoso producendo un rallentamento dei processi metabolici,l’animale muore per ipotermia (assideramento),che è la morte più rapida per i roditori di piccola taglia.

Dose letale: Più attivo per il Topo domestico , 190-300mg • kg¹; Ratto 200-400mg • kg¹ la temperatura ambientale ideale, perché il veleno svolga la sua azione tossica, deve essere inferiore a 16°C.

Tempo di azione: sintomi entro la prima ora dall’ingestione

Pro:

  • Minor livello di rischio, tra i rodenticidi acuti per gli animali non bersaglio, di taglia media o grossa.
  • L’Alfacloralosio dà una Morte rapida con basso livello di sofferenza per l’animale intossicato.

Contro:

  • Considerata la rapidità dell’azione induce facilmente una maggiore diffidenza all’esca.
  • Necessita di tecnica pre-adescamento.

Pur non esistendo antidoto in caso di avvelenamento accidentale bisogna tentare di riscaldare al più presto l’animale intossicato, coprendolo e non massaggiando gli arti, perché in quel caso si rischia di allontanare il sangue dal cuore.

NORMORBIDE:

Anche questo è un veleno scoperto a metà degli anni ’60. È utilizzabile solo per i Ratti, ha poco o quasi nullo effetto sui Topi domestici e altri Roditori. In realtà ancora non si è capito bene il perché funziona in questo modo.

Come colpisce: Azione tossica sull’apparato circolatorio, agisce da vasocostrittore. Uno dei sintomi sono gli arti che tendono a sbiancare.

Dose letale: Funziona, come dicevamo sopra, solamente per il Ratto delle chiaviche o pantegana (Rattus norvegicus) nella dose di 5-15mg • kg¹ ; per il Rattus Rattus (ratto dei tetti) già la dose del rodenticida deve essere di 50mg • kg¹.

Tempo di azione: tra i 15 minuti e le 4 ore successive dall’ingestione della dose letale.

Pro:

  • È praticamente il meno pericoloso per l’uomo e gli animali domestici.
  • Non ha conseguenze per altri animali non bersaglio (predatori ecc.).

Contro:

  • Bassa appetibilità anche se incapsulato.
  • Scarsa efficacia su Topo domestico e altre specie di Roditori.

ANTU (Alpha-naphtyl-thiourea):

Sviluppato negli Stati Uniti intorno agli anni ’40, anche questo è un Rodenticida acuto particolarmente efficace per il Ratto delle chiaviche, la cui azione non è ancora del tutto conosciuta.

Come colpisce: si sa che agisce aumentando la permeabilità dei capillari dei polmoni, provocando edema polmonare e difficoltà respiratorie.

Dose letale: Varia molto secondo il peso e dell’età dei Roditori.

Tempo di azione: rapida comparsa dei sintomi, morte nelle prime 2-4 ore dall’ingestione.

Contro:

  • Tra le specie non bersaglio; i cani e i maiali, possono subirne gravi conseguenze.
  • Diffidenza all’esca. Necessaria tecnica di pre-adescamento.
  • Difficoltà nello stabilire la dose letale.
  • Si sospetta azione cancerogena nei confronti delle persone.

ALFACLORIDINA:topolino

Questa sostanza ha un interessante principio attivo; può agire sia come veleno che come sterilizzante per i Ratti e altre specie di Roditori.

Come colpisce: provoca lesioni nelle cellule epiteliali, impedendo il trasporto degli spermatozoi.

Dose letale: come veleno acuto: 152mg • kg¹ per il Ratto delle chiaviche; 160mg • kg¹ per il Topo domestico

Pro:

  • La sterilizzazione non influisce sulle dinamiche sociali dei Ratti, perciò l’animale rimane come maschio dominante, continuando ad accoppiarsi.
  • Come sterilizzante quindi non provoca un eccessiva diffidenza.

Contro:

  • Come sterilizzante funziona bene per il Ratto nero e il Ratto delle chiaviche ma non sterilizza il Topo domestico
  • Scarsa appetibilità, la sostanza deve essere microincapsulata.

SCILLIROSIDE:

Questa è una sostanza prodotta attraverso la sintetizzazione chimica avvenuta nel 1959, di un estratto naturale chiamata Scilla rossa preso dalla pianta Urginea maritima della famiglia delle Liliacee usata fin dal tempo degli antichi Egizi sia per le proprietà medicinali che come Topicida.

Come colpisce: Agisce sul cuore provocando convulsioni, paralisi e quindi morte.

Dose letale: 50mg • kg¹ per il Topo domestico e 200 – 250 mg • kg¹ per le femmine del Ratto delle chiaviche, mentre per il maschio del Rattus norvegicus, meno sensibile, ci vogliono 500mg • kg¹

Tempo di azione: I sintomi per l’ingestione di scilliroside appaiono dopo alcune ore , la morte sopravviene spesso entro le prime 12 ore.

Pro:

  • La formula chimica ora sintetizzata è  un prodotto omogeneo e biologicamente stabile con tossicità elevata.

Contro:

  • L’estratto di Scilla rossa ha un appetibilità  bassa per le specie bersaglio, sapore amaro.
  • Rischi maggiori per esseri umani e animali non target, numerosi i casi di avvelenamenti accidentali.

SODIO MONOFLUOROACETATO e SODIO FLUORACETAMIDE:

Prodotto non registrato in Italia

Il Sodio Monofluoroacetato conosciuto anche come 1080, dato il suo basso costo e la sua elevata tossicità, non ha un target specifico, e per questo viene spesso usato in altri paesi come la Nuova Zelanda per controllare specie diverse dai Roditori, come gli opossum e i conigli, a volte con gravi conseguenze per altri erbivori e canidi. Stessa cosa vale per il Sodio Fluoracetamide detto: 1081, che è molto simile ma più leggero.

Come colpisce: agisce causando l’accumulo di acido citrico, quando viene ingerita una dose non letale, l’animale si riprende nel giro di 1-4 giorni. La morte avviene quasi sempre per arresto cardiaco, negli erbivori, nei carnivori per blocco della respirazione.

Tempo di azione: i primi sintomi si manifestano dopo mezz’ora dall’ingestione la morte nelle 24 ore successive.

Contro: La sua tossicità per le specie non bersaglio, soprattutto Carnivori e canidi.

Altri tipi di Rodenticidi Acuti:

Molti Topicidi acuti sono stati abbandonati nel tempo perchè basati su metalli pesanti quali fosforo, arsenico, stricnina, crimidina e come dicevamo, in un prossimo futuro saranno messi fuorilegge dalle nuove normative Comunitarie sui biocidi, lasciando spazio alle nuove generazioni di anticoagulanti ( rodenticidi cronici ) dei quali parleremo più avanti. Comunque per correttezza d’informazione vogliamo fornire alcune informazioni basiche:topi in casa

FOSFORO: molto tossico per l’ambiente

ARSENICO: è una tossina che si incontra diffusamente in natura ma è più tossico per l’uomo che per le specie bersaglio. È una sostanza già proibita ovunque oltretutto perché provoca notevoli sofferenze agli animali intossicati.

SOLFATO di TALLIO: provoca danni a carico dell’apparato intestinale, del sistema nervoso e respiratorio. I sintomi ci mettono vari giorni per apparire ( da 1 a 3 giorni). È una sostanza troppo sensibile all’umidità e quindi dissolvendosi inquina facilmente le acque  e il terreno.

STRICNINA: è un alcaloide del frutto dell’albero Srychnos nux vomica , agisce molto rapidamente (1 ora) , agisce sul sistema nervoso centrale, è proibita in Italia da tempo come topicida, ma purtroppo viene ancora illegalmente usata per uccidere cani, volpi, lupi ed altri animali.

CRIMIDINA: È stata usata fino a qualche tempo fa in basse concentrazioni nelle esche pronte, molto tossica per i Mammiferi, agisce sul sistema nervoso centrale. Ha come svantaggio il fatto che si decompone troppo rapidamente in ambienti umidi e le esche con questa sostanza sono poco appetibili per i Roditori. Di buono ha che se ne conosce l’antidoto ; la piridossina.

Questi che abbiamo accuratamente presentato sono i Rodenticidi o Topicidi acuti, sostanze che pur essendo proibite, in quanto biocidi, dalla normativa Comunitaria, a partire da quest’anno 2010, sono argomento di ricorso presso la Corte europea da parte delle multinazionali specializzate nella produzione di prodotti per la derattizzazione.

Pur essendo ormai gli anticoagulanti di terza generazione (rodenticidi cronici) i prodotti derattizzanti più usati, sicuramente più efficienti e meno pericolosi dei rodenticidi acuti, le sostanze qui nominate sono ancora purtroppo,  presenti in molte esche attualmente in commercio.

Raccomandiamo a tutti lettori che ci seguono, la massima attenzione, in caso di contatto accidentale con queste sostanze e, pensando alla vita e alla salute dei nostri cari, quanto sia meglio contattare in caso di presenza accertata di roditori nocivi, personale specializzato in derattizzazioni e competente in materia.

Vota qui