Mus domesticus: il Topo delle case. Conosciamolo meglio!

Gli argomenti che tratteremo in questi articoli a carattere etologico su ciascuna delle tre specie di Muridae endemiche , partono dall’idea che non sia conseguibile ne biologicamente corretto, l’eradicazione totale dall’ambiente di una specie per quanto dannosa possa essere, in accordo con i più elementari principi di ecologia. Ribadendo comunque, fermamente l’idea, che non sia possibile tollerarne la presenza negli ambienti dove noi viviamo e ancora meno negli ambienti di lavoro, specialmente quando questi sono destinati alla produzione, deposito e manipolazione degli alimenti.

MUS MUSCULUS, MUS DOMESTICUS

Immagine di un Topo domesticoScheda etologica sui Topi, Topo delle case, Topo domestico

Eccolo il nostro bel topolino domestico, dotato di ottime caratteristiche psico-fisiche , capace di compiere salti fino a 40 cm, di buttarsi da altezze superiori ai 2 metri, di passare attraverso buchi e fessure poco più grandi di 6 mm, di arrampicarsi su qualsiasi tipo di superficie e con una forte resistenza fisiologica ai topicidi che tentiamo in tutti i modi di somministrargli!

Dicono sia scarsamente pauroso ed estremamente curioso, che strano!  Ma noi sicuramente siamo più curiosi di lui, perciò conosciamolo meglio:

Habitat:

Allo stato selvatico il Mus domesticus (Mus musculus) o topo delle case vive in tutti i tipi di ambiente, dalle città, alle campagne, alle zone boschive. Di solito vivono in stretto contatto con gli esseri umani. In realtà è proprio questa simbiosi che gli ha permesso di colonizzare gli ambienti più ostili; dal deserto alle zone sub-artiche.

Nelle campagne preferiscono frequentare i granai e i fienili dove, ovviamente possono trovare cibo in abbondanza, ma è anche un assiduo abitatore di magazzini e industrie alimentari. Nelle nostre abitazioni, trovano rifugio nelle cantine e nei solai , quando non incontrano la concorrenza di altre specie quali il Rattus rattus e il Rattus norvegicus che rispettivamente prediligono la parte alta (tetti, solai) e la parte bassa (cantine legnaie, fognature) delle nostre case, in questo caso occupano tranquillamente la parte più abitata. Costruiscono i propri nidi nei mobili,nelle imbottiture, nelle fessure dei muri e addirittura negli apparecchi elettronici, utilizzando materiali soffici quali carta,paglia, stracci,polistirolo, mentre nelle zone agresti, i topi creano tane, per ricavarne nidi, scavando cunicoli con complesse reti di gallerie e varie vie di fuga garantite.

Immagine disegnata del caratteristico habitat del Topo domestico

Morfologia:

Lunghezza del corpo: esclusa la coda è di 6-12 cm;
Lunghezza della coda: può arrivare fino a 10 cm. Ed è in pratica senza peli;
Peso corporeo : tra i 12 e i 50 g nell’adulto.
Colore del pelo: varia dal bianco (albino) fino al grigio scuro o brunastro con ventre e fianchi normalmente più chiari.
Vista: non particolarmente sviluppata, ha gli occhi di colore nero con eccezione dei topi albini nei quali assumono un colore rosso. Non riconoscono i colori e non vedono più lontano di 2-3 m.
Denti: 16 denti, diastema lungo per mancanza di premolari e canini e gli incisivi sono a crescita continua, contenuta attraverso un costante consumo sulle superfici masticatorie.
La distanza tra gli incisivi del topo maschio è di 1,5 mm e nella femmina di 3 mm
Orecchie: sistema uditivo dei topi è molto sviluppato, orecchie grandi e sporgenti, ha un udito molto aguzzato; percepisce una vasta gamma di ultrasuoni.
Olfatto: anche questo molto sviluppato che gli permette di sentire a distanza i ferormoni utilizzati comunemente per la comunicazione tra la specie.
Torace: provvisto di 3 paia di mammelle e 2 sono presenti sull’inguine.
Feci: appuntite , piccole , marrone scuro,di circa 6 mm di larghezza, defeca +/- 50 volte al giorno. L’urina è visibile nell’oscurità mediante una luce UV. Le feci sono per noi, un ottimo indicatore della loro presenza.

Topo domesticoImmagini di topiImmagine di impronte di Topo domestico

Metabolismo:

Molto elevato dovuto alle sue ridotte dimensioni;

frequenza cardiaca:325-780 /min;
frequenza respiratoria: 60-220/min;
temperatura corporea: tra i 36,5 e i 38°C.

I Topi si termoregolano dilatando le vene della coda e quelle delle orecchie e sudando dalle ghiandole sudoripare poste sotto i cuscinetti plantari.

Durata della vita:

2 o 3 anni , dipendendo dal ceppo genetico.

Riproduzione:

Il sessaggio del topo e dei ratti in generale si rileva dalla presenza dei capezzoli, che sono ben visibili nella femmina e sulla distanza tra l’ano e gli organi genitali esterni che nel maschio è superiore di 1,5-2 volte rispetto a quella della femmina.
Quando i topi si installano in uno spazio aperto, il periodo riproduttivo spazia dalla primavera fino al tardo autunno , al contrario, dentro le case, nei magazzini, in posti chiusi e protetti, al calduccio insomma, può riprodursi durante tutto l’anno.
Le femmine raggiungono la maturità sessuale dopo circa 6 settimane e possono partorire fino a 10 nidiate all’anno, in ogni nidiata partoriscono tra i 4 e i 7 piccoli topini glabri, che avranno bisogno di cure continue per circa due settimane.

Comportamento sociale:

La struttura sociale e le abitudini dei topi sono molto marcate.
In natura il topo domestico ha prevalentemente abitudini notturne, ma quando è in cattività lo vediamo nutrirsi sia di giorno che di notte. È estremamente rapido nei movimenti (arriva a 12km/h) considerando che il raggio di azione di ogni individuo non supera i 10 metri alle volte sembrano quasi invisibili, seppure i maschi abbiano la tendenza all’esplorazione di nuovi territori.
Vive in gruppi con una forte struttura gerarchica ed è difficile trovare, a causa dell’aggressività dei maschi, un gruppo con più di un maschio dominante. Questa aggressività viene influenzata dagli alti livelli di testosterone presente proprio nei maschi e non è raro che giovani maschi siano allontanati dal gruppo. Tutti, topi, ratti e pantegane marcano il territorio con la propria urina, sono quindi molto abitudinari per quanto riguarda i tracciati percorsi che memorizzano meticolosamente.

Il Mus musculos é territoriale e coloniale anche se la territorialità è più marcata allo stato selvatico. I maschi dominanti creano le loro proprie colonie all’interno del territorio, composte da numerose femmine con i loro piccoli. Sono rare le lotte interne alla colonia ma quando aggrediti dall’esterno si difendono in gruppo,tutti insieme lottano contro gli intrusi.
Anche le femmine , specialmente per difendere i loro piccoli topolini, manifestano a volte ostilità nei confronti degli altri soggetti ma possono anche manifestarsi forme di collaborazione tra di esse, sia per la costruzione del nido che per l’allattamento nel caso di parti sincroni. I sintomi d’interazione sociale caratteristici della specie ( difesa, aggressività, accoppiamento, cure parentali ) sono anche i sintomi del loro benestare, quando questi vengono a mancare abbiamo la comparsa di comportamenti stereotipati (movimenti circolari troppo frequenti, andatura a salti) che chiaramente indicano uno stato di malessere.

Preferenze alimentari:

Onnivoro, il Mus domesticus ha come alimento preferito tutti i tipi di semi,e generalmente ha molte fonti da cui trarre alimentazione , dentro il proprio raggio d’azione, che, come dicevamo, non è particolarmente esteso. Quando però vengono a mancare le fibre vegetali, mangia e rosicchia tutto quello che trova appetibile. Egli apprezza molto i resti incustoditi o gli avanzi dell’alimentazione umana, ma anche fili elettrici (non sono rari i corto circuiti causati dal topo domestico), materie plastiche e tessuti. Pratica anche la coprofagia (il mangiare le proprie feci), in caso di necessità. Può consumare acqua allo stato normale o può ottenerla dagli stessi alimenti che mangia, sempre che questi abbiano almeno il 18% di umidità.

Il topo ha anche una notevole resistenza fisiologica a molti tipi di topicidi comunemente in commercio, il che può creare non pochi problemi alla derattizzazione.

Riconoscere i segnali della presenza di topi:

•    Rumori: specialmente notturni ( un’ora dopo il tramonto fino ad un ora prima dell’alba)
•    Feci: piccole, scure, appuntite, normalmente si trovano negli angoli e a ridosso delle pareti, l’urina come dicevamo oltre all’odore si può vedere con la lampada di Wood (lampada UV).
•    Materiali rosicchiati: specialmente il legno, che diventa color chiaro quando è stato rosicchiato recentemente, e dopo qualche giorno, diventa nero. Si riconoscono anche abbastanza facilmente i caratteristici segni degli incisivi.
•    Altri segnali: I topi creano i loro propri cammini, essendo abitudinari. Su questi cammini si trovano tracce oleose e con un particolare odore quando fresche , le tracce più vecchie invece si distaccano quando toccate.

Quanto ai metodi per riconoscere i danni dovuti alla presenza dei topi , la tipologia e le malattie trasmesse dai topi e soprattutto come difenderci dai topi, essendo argomenti comuni alle due specie di Muridae,( il Ratto e la Pantegana) li affronteremo in altri e più specifici articoli a seguire.

Sempre e comunque non ci stancheremo di mettere in guardia i nostri lettori che, qualsiasi dubbio sulla presenza di qualsiasi specie di roditori nell’ambiente prossimo al nostro, sia essa la nostra casa, il nostro posto di lavoro, il nostro cibo, richiede una pronta e qualificata attenzione da parte di personale qualificato e competente.

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