Sostanze usate per il controllo dei Roditori. Rodenticidi, Topicidi acuti. No ratings yet.

Sostanze usate per il controllo dei Roditori. Rodenticidi, Topicidi acuti.

Da millenni l’uomo si è trovato a contrastare la presenza dei roditori, certo non subito ci si era accorti che gli stessi erano portatori di gravi malattie, ma comunque fin dall’antichità erano associati a un concetto di degrado, sporcizia, e contaminazione delle provviste alimentari.  Lo sta a dimostrare la presenza iconografica dei gatti fin dal 3000 a.C. in Egitto, la loro fama come abilissimi cacciatori di ratti si sparse rapidamente e nonostante fosse severamente proibito farli uscire dalla terra dei faraoni, i Romani trovarono il modo di portarli al di fuori dall’Africa un po’ ovunque. Questo fu uno tra i primi sistemi di controllo conosciuti in campo internazionale.

Essendo i Roditori parassiti al pari di tanti altri, il metodo più ovvio per eliminarli è ucciderli. Purtroppo nel caso dei Ratti, Topi e affini la loro spiccata neofobia e la loro adattabilità, ha portato l’uomo a escogitare sistemi e tecnologie sempre diversi, ma a tutt’oggi sono ancora i vari rodenticidi e i dispositivi di cattura per topi a costituire la quasi totalità delle soluzioni effettivamente disponibili.

Le sostanze rodenticide usate per la derattizzazione si possono dividere in tre gruppi:rodenticidi

  • Rodenticidi acuti
  • Rodenticidi sub acuti
  • Rodenticidi cronici (anticoagulanti)

Analizziamone i pro e i contro.

Rodenticidi acuti:

La definizione generale vuole che si possa definire veleno acuto un veleno in grado di condurre alla morte del roditore in meno di 24 ore. Purtroppo alla rapidità si associa anche la tossicità e la mancanza di antidoti per queste sostanze e quindi  la loro pericolosità in caso di ingestione accidentale è grande, e necessitano sempre di un accurata supervisione da parte di personale specializzato.

Altro inconveniente è la diffidenza per l’esca che si può sviluppare nel roditore altrettanto rapidamente, nel caso di un ingestione non sufficiente (dose sub-letale), specialmente nei primi giorni di somministrazione; non scordiamoci che il ratto si approssima sempre cautamente a tutto quello che di nuovo trova sul suo cammino e difficilmente mangerà tutto il veleno in una volta. A questo problema si può ovviare utilizzando la tecnica del pre-adescamento, ossia collocando esche simili in formato e sapore ma non tossiche, in antecedenza.

È importante sottolineare comunque che la normativa Comunitaria Europea in materia di biocidi, prevede una futura  (2010) esclusione di queste sostanze dalla commercializzazione.

FOSFURO DI ZINCO:

Ha avuto ed ha, una grande diffusione in tutto il mondo, a partire della prima guerra mondiale.

Come colpisce: Nell’ambiente umido dello stomaco.

Dose letale: Rattus norvegicus (ratto delle chiaviche) 40 mg • kg¹
Mus musculus (topo domestico)32 mg • kg¹

Tempo di azione: Primi sintomi entro i 25 minuti dall’ingestione. Morte nell’arco delle 24 ore

Pro:

  • Il fosfuro di zinco non viene accumulato nei muscoli o in altri organi, riducendo i rischi di intossicazione per altri animali non bersaglio.
  • Si degrada abbastanza rapidamente se collocato in esche fresche artigianali a base di frutta o verdura e in ambienti umidi

Contro:

  • Non esiste antidoto, molta attenzione deve essere collocata nel preparare le esche in quanto le polveri di fosfuro di zinco sono estremamente pericolose se inalate.
  • In caso di dosi sub-letali, causa diffidenza nei roditori bersaglio. È necessario usare la tecnica di pre-adescamento.

Si sconsiglia l’uso se non in determinate condizioni (esche preparate e collocate da ditte di derattizzazione specializzate) e con precise garanzie di sicurezza.

ALFACLORALOSIO:Rodenticidi veleni

Narcotico usato in passato come repellente e anestetico per uccelli. La sua azione rodenticida fu scoperta  per caso nella decada del ’60.

Come colpisce: Agisce sul sistema nervoso producendo un rallentamento dei processi metabolici,l’animale muore per ipotermia (assideramento),che è la morte più rapida per i roditori di piccola taglia.

Dose letale: Più attivo per il Topo domestico , 190-300mg • kg¹; Ratto 200-400mg • kg¹ la temperatura ambientale ideale, perché il veleno svolga la sua azione tossica, deve essere inferiore a 16°C.

Tempo di azione: sintomi entro la prima ora dall’ingestione

Pro:

  • Minor livello di rischio, tra i rodenticidi acuti per gli animali non bersaglio, di taglia media o grossa.
  • L’Alfacloralosio dà una Morte rapida con basso livello di sofferenza per l’animale intossicato.

Contro:

  • Considerata la rapidità dell’azione induce facilmente una maggiore diffidenza all’esca.
  • Necessita di tecnica pre-adescamento.

Pur non esistendo antidoto in caso di avvelenamento accidentale bisogna tentare di riscaldare al più presto l’animale intossicato, coprendolo e non massaggiando gli arti, perché in quel caso si rischia di allontanare il sangue dal cuore.

NORMORBIDE:

Anche questo è un veleno scoperto a metà degli anni ’60. È utilizzabile solo per i Ratti, ha poco o quasi nullo effetto sui Topi domestici e altri Roditori. In realtà ancora non si è capito bene il perché funziona in questo modo.

Come colpisce: Azione tossica sull’apparato circolatorio, agisce da vasocostrittore. Uno dei sintomi sono gli arti che tendono a sbiancare.

Dose letale: Funziona, come dicevamo sopra, solamente per il Ratto delle chiaviche o pantegana (Rattus norvegicus) nella dose di 5-15mg • kg¹ ; per il Rattus Rattus (ratto dei tetti) già la dose del rodenticida deve essere di 50mg • kg¹.

Tempo di azione: tra i 15 minuti e le 4 ore successive dall’ingestione della dose letale.

Pro:

  • È praticamente il meno pericoloso per l’uomo e gli animali domestici.
  • Non ha conseguenze per altri animali non bersaglio (predatori ecc.).

Contro:

  • Bassa appetibilità anche se incapsulato.
  • Scarsa efficacia su Topo domestico e altre specie di Roditori.

ANTU (Alpha-naphtyl-thiourea):

Sviluppato negli Stati Uniti intorno agli anni ’40, anche questo è un Rodenticida acuto particolarmente efficace per il Ratto delle chiaviche, la cui azione non è ancora del tutto conosciuta.

Come colpisce: si sa che agisce aumentando la permeabilità dei capillari dei polmoni, provocando edema polmonare e difficoltà respiratorie.

Dose letale: Varia molto secondo il peso e dell’età dei Roditori.

Tempo di azione: rapida comparsa dei sintomi, morte nelle prime 2-4 ore dall’ingestione.

Contro:

  • Tra le specie non bersaglio; i cani e i maiali, possono subirne gravi conseguenze.
  • Diffidenza all’esca. Necessaria tecnica di pre-adescamento.
  • Difficoltà nello stabilire la dose letale.
  • Si sospetta azione cancerogena nei confronti delle persone.

ALFACLORIDINA:topolino

Questa sostanza ha un interessante principio attivo; può agire sia come veleno che come sterilizzante per i Ratti e altre specie di Roditori.

Come colpisce: provoca lesioni nelle cellule epiteliali, impedendo il trasporto degli spermatozoi.

Dose letale: come veleno acuto: 152mg • kg¹ per il Ratto delle chiaviche; 160mg • kg¹ per il Topo domestico

Pro:

  • La sterilizzazione non influisce sulle dinamiche sociali dei Ratti, perciò l’animale rimane come maschio dominante, continuando ad accoppiarsi.
  • Come sterilizzante quindi non provoca un eccessiva diffidenza.

Contro:

  • Come sterilizzante funziona bene per il Ratto nero e il Ratto delle chiaviche ma non sterilizza il Topo domestico
  • Scarsa appetibilità, la sostanza deve essere microincapsulata.

SCILLIROSIDE:

Questa è una sostanza prodotta attraverso la sintetizzazione chimica avvenuta nel 1959, di un estratto naturale chiamata Scilla rossa preso dalla pianta Urginea maritima della famiglia delle Liliacee usata fin dal tempo degli antichi Egizi sia per le proprietà medicinali che come Topicida.

Come colpisce: Agisce sul cuore provocando convulsioni, paralisi e quindi morte.

Dose letale: 50mg • kg¹ per il Topo domestico e 200 – 250 mg • kg¹ per le femmine del Ratto delle chiaviche, mentre per il maschio del Rattus norvegicus, meno sensibile, ci vogliono 500mg • kg¹

Tempo di azione: I sintomi per l’ingestione di scilliroside appaiono dopo alcune ore , la morte sopravviene spesso entro le prime 12 ore.

Pro:

  • La formula chimica ora sintetizzata è  un prodotto omogeneo e biologicamente stabile con tossicità elevata.

Contro:

  • L’estratto di Scilla rossa ha un appetibilità  bassa per le specie bersaglio, sapore amaro.
  • Rischi maggiori per esseri umani e animali non target, numerosi i casi di avvelenamenti accidentali.

SODIO MONOFLUOROACETATO e SODIO FLUORACETAMIDE:

Prodotto non registrato in Italia

Il Sodio Monofluoroacetato conosciuto anche come 1080, dato il suo basso costo e la sua elevata tossicità, non ha un target specifico, e per questo viene spesso usato in altri paesi come la Nuova Zelanda per controllare specie diverse dai Roditori, come gli opossum e i conigli, a volte con gravi conseguenze per altri erbivori e canidi. Stessa cosa vale per il Sodio Fluoracetamide detto: 1081, che è molto simile ma più leggero.

Come colpisce: agisce causando l’accumulo di acido citrico, quando viene ingerita una dose non letale, l’animale si riprende nel giro di 1-4 giorni. La morte avviene quasi sempre per arresto cardiaco, negli erbivori, nei carnivori per blocco della respirazione.

Tempo di azione: i primi sintomi si manifestano dopo mezz’ora dall’ingestione la morte nelle 24 ore successive.

Contro: La sua tossicità per le specie non bersaglio, soprattutto Carnivori e canidi.

Altri tipi di Rodenticidi Acuti:

Molti Topicidi acuti sono stati abbandonati nel tempo perchè basati su metalli pesanti quali fosforo, arsenico, stricnina, crimidina e come dicevamo, in un prossimo futuro saranno messi fuorilegge dalle nuove normative Comunitarie sui biocidi, lasciando spazio alle nuove generazioni di anticoagulanti ( rodenticidi cronici ) dei quali parleremo più avanti. Comunque per correttezza d’informazione vogliamo fornire alcune informazioni basiche:topi in casa

FOSFORO: molto tossico per l’ambiente

ARSENICO: è una tossina che si incontra diffusamente in natura ma è più tossico per l’uomo che per le specie bersaglio. È una sostanza già proibita ovunque oltretutto perché provoca notevoli sofferenze agli animali intossicati.

SOLFATO di TALLIO: provoca danni a carico dell’apparato intestinale, del sistema nervoso e respiratorio. I sintomi ci mettono vari giorni per apparire ( da 1 a 3 giorni). È una sostanza troppo sensibile all’umidità e quindi dissolvendosi inquina facilmente le acque  e il terreno.

STRICNINA: è un alcaloide del frutto dell’albero Srychnos nux vomica , agisce molto rapidamente (1 ora) , agisce sul sistema nervoso centrale, è proibita in Italia da tempo come topicida, ma purtroppo viene ancora illegalmente usata per uccidere cani, volpi, lupi ed altri animali.

CRIMIDINA: È stata usata fino a qualche tempo fa in basse concentrazioni nelle esche pronte, molto tossica per i Mammiferi, agisce sul sistema nervoso centrale. Ha come svantaggio il fatto che si decompone troppo rapidamente in ambienti umidi e le esche con questa sostanza sono poco appetibili per i Roditori. Di buono ha che se ne conosce l’antidoto ; la piridossina.

Questi che abbiamo accuratamente presentato sono i Rodenticidi o Topicidi acuti, sostanze che pur essendo proibite, in quanto biocidi, dalla normativa Comunitaria, a partire da quest’anno 2010, sono argomento di ricorso presso la Corte europea da parte delle multinazionali specializzate nella produzione di prodotti per la derattizzazione.

Pur essendo ormai gli anticoagulanti di terza generazione (rodenticidi cronici) i prodotti derattizzanti più usati, sicuramente più efficienti e meno pericolosi dei rodenticidi acuti, le sostanze qui nominate sono ancora purtroppo,  presenti in molte esche attualmente in commercio.

Raccomandiamo a tutti lettori che ci seguono, la massima attenzione, in caso di contatto accidentale con queste sostanze e, pensando alla vita e alla salute dei nostri cari, quanto sia meglio contattare in caso di presenza accertata di roditori nocivi, personale specializzato in derattizzazioni e competente in materia.

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