Topi bianchi: caratteristiche e rimedi

I topi bianchi sono una delle specie diffuse in Italia, la meno diffusa ma altrettanto pericolosa delle altre che infestano normalmente case, aziende e terreni.
Le infestazioni da topi sono oltre modo spiacevoli ma soprattutto pericolosa per la salute dell’uomo.

Come avviene il contagio dai topi bianchi?

Gli esseri umano hanno compreso nel corso degli anni quali sono i rischi che provengono dai  topi bianchi compresi quelli bianchi. Il pericolo è molto serio e consistente oltre ad avere una grande diffusione sul territorio italiano.topi bianchiIn realtà non tutti i roditori sono pericolosi a contatto con l’uomo ma la maggior parte di essi possono comunque portare malattie molto gravi anche da contatto.
I danni che potrebbero procurare i topi bianchi sono legati non solo ai mobili rovinati e cavi elettrici scoperti dai rosicchiamenti ma anche dalla minaccia diretta sulla salute in caso si contragga una malattia dai topi.

Come si contraggono le malattie dai topi bianchi?

Le malattie dei topi Bianchi si possono contrarre in diversi modi per esempio attraverso le urine infette. Basta venire in contatto con tali emissioni organiche che possono essere sui mobili o sugli oggetti senza che ci si renda conto della loro presenza.
I topi utilizzano le urine per segnare il territorio che riconoscono come appartenere a loro per questo è facile contrarre una malattia dai topi.
La presenza di urina dei topi in un ambiente rappresenta un chiaro segno di infestazione da parte di questi roditori. Bisogna fare attenzione per vederla ma ci si può accorgere che si tratta di urina di topo in quanto essi hanno l’abitudine di depositarla sempre negli stessi luoghi. La continua minzione nella stessa area per un periodo temporale prolungato si mischia con lo sporco e la polvere creando una sorta di stalagmiti. In questo modo si possono riconoscere con più facilità.

Come si prende una malattia dall’urina di topo bianco?

Le malattie si contraggono tramite il contatto con l’urina dei topi Bianchi entrando in contatto con essa attraverso l’utilizzo di oggetti o superfici contaminate.
Anche il cibo può essere contaminato con l’urina dei roditori, nello stesso modo le minzioni possono essere presenti nell’acqua o nei liquidi. Alimenti e bevande non devono essere mai lasciati sul tavolo o sui mobili della cucina ma riposti in contenitori sigillati nella credenza o in frigorifero.
La polvere che si mischia con l’urina creando accumuli di sporcizia che seccandosi si diffondono nell’aria e vengono respirati inconsapevolmente dalle persone. I tal modo si possono contrarre malattie pericolose.
Le ferite aperte sono un ingresso facile per i batteri che portano alle malattie e infezioni trasmesse dai topi.

Quali malattie si contraggono dai topi bianchi?

Le malattie che si possono contrarre sono molte e di diverso genere.
La leptospirosi, la malattia di Weil, la febbre da morso di ratto, l’Antavirus sono solo alcune delle molte patologie che vengono veicolate dai roditori infestanti.

Come contrarre le malattie dai topi tramite gli escrementi dei topi?

Le malattie vengono trasmesse non solo con il contatto con l’urina ma anche dagli escrementi dei topi Bianchi. Le modalità di trasmissione sono le medesime delle urine.
I topi emettono una quantità tra i 60 e i 90 escrementi per ogni notte, essi vengono sparsi in ordine casuale nella zona in cui vivono abitualmente.
Le probabilità di ammalarsi a causa dei topi sono maggiori nei casi di infestazione diffusa.
Le malattie contraibili dalle feci dei roditori sono molte, tra queste si possono annoverare la salmonella, la febbre da tifo, la meningite linfocitaria, la tenia.

Come si contraggono le malattie dai topi morti?

Le malattie si contraggono quindi dalle urine, dagli escrementi ma anche dai topi morti che sono un vero e proprio contenitore di batteri, virus e agenti patogeni gravi anche se non sempre portano a malattie mortali.
I cadaveri dei topi possono essere veicoli di malattie semplicemente entrando a contatto con essi. Non bisogna mai toccare un topo morto per evitare qualsiasi contatto.
In caso si trovino dei corpi di topo in casa o in giardino è necessario rimuoverli utilizzando dei guanti monouso che andranno buttati subito dopo.
È inoltre necessario contattare immediatamente la disinfestazione per verificare se si tratta di un caso isolato e casuale o sia in corso una vera e propria infestazione da topi bianchi. In caso di infestazione conclamata è necessario procedere con una derattizzazione professionale per scongiurare il pericolo di contagio.

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Sognare topi in casa 5/5 (1)

Sognare topi in casa è uno dei sogni ricorrente. Il topo infatti, animale spesso associato a connotazioni negative quali la malattia e il pericolo, diventa spesso protagonista dei nostri sogni (o incubi). Vediamo dunque, secondo l’interpretazione dei sogni, cosa significa sognare topi e roditori.

Sognare topi: significato

sognare topo significato

Sognare topi o, più precisamente, topi in casa può assumere diversi significati a seconda del colore del roditore e dell’azione che esso compie. Vediamo quali sono i sogni più ricorrenti e qual è il loro significato.

Per prima cosa, possiamo dire che l’immagine del topo nei sogni può considerarsi una proiezione delle nostre ansie o paure. Al topo, infatti, viene generalmente associata una sensazione di disgusto e ribrezzo che, proiettata nei nostri sogni, può significare il timore di superare un ostacolo o un limite, la paura di non saper gestire determinate situazione. Così come, nella realtà, il topo corrode oggetti e materiali, nel sogno il topo diventa “roditore dell’anima”, diventando metafora delle ansie o dei turbamenti che possono destabilizzare la nostra psiche.

Il significato del sogno e, dunque, della sua interpretazione varia a seconda della tipologia di roditore e del colore del suo manto. Vediamo quali sono i sogni più comuni che vedono come protagonisti topi e roditori.

Sognare un topo bianco

Sognare un topo bianco è un’eccezione al significato generale dei sogni che vedo questo piccolo mammifero come protagonista. Il topo di colore bianco, infatti, simbolo di purezza ed innocenza, è associato alla tenerezza e alla positività. Non vi è nessuna connotazione riconducibile all’ansia o alla paura.

Sognare un topo nero

Sognare topi di fogna, generalmente di colore nero, al contrario del topo bianco, simboleggia negatività e terrore. Il topo nero, infatti, simboleggia un pericolo imminente e racchiude la paura di non saperlo affrontare. In questo caso, entra in gioco anche la dimensione del roditore: più il topo sarà grande maggiore sarà l’entità del pericolo da affrontare.

Sognare morsi di topi

Sognare un topo che morde o sognare di essere morsi da un topo è, insieme a quello di vedere topi girovagare per casa, uno dei sogni più comuni. Essere morso da un topo nel sogno oppure sognare un topo rosicchiare oggetti simboleggia turbamenti e preoccupazioni.

Sognare di uccidere topi

sognare topiSognare di uccidere topi o semplicemente sognare topi morti simboleggia il riuscire a sconfiggere le nostre paure e superare gli ostacoli. L’interpretazione dei sogni vede nell’immagine del topo morto un segnale di buon auspicio per il futuro poiché indicava la fine di un periodo difficile.

Significato simile è attribuito anche all’immagine di topolini che corrono. In questo caso occorre fare attenzione alla direzione intraprese dai topolini: se questi corrono allontanandosi da noi, significa che stiamo uscendo da un cattivo periodo; se invece i topolini si dirigono verso di noi, il significato diventa negativo e simboleggia l’arrivo di imminenti pericolo e difficoltà.

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Come allontanare talpe in giardino e topi di campagna

Esistono molti rimedi contro le talpe o i topi di campagna: installazioni di piante repellenti con funzione preventiva, sostanze aromatiche, ultrasuoni e trappole. Topi di campagna e talpe, ovviamente, sono molto diversi tra loro, si distinguono in: arvicole e talpe. Anche l’impatto che hanno sulle coltivazioni di orto e giardino è molto differente.

Buchi in giardino: topi o talpe

Come riconoscere se i buchi in giardino sono causati da topi di campagna o talpe? Per capire quale sia la specie presente nel nostro orti o giardino occorre fare attenzione alle abitudini alimentari del nostro “ospite”.

La talpa è un animale carnivoro: si ciba di lombrichi, vermi, larve, insetti e piccoli rettili. Giardini ed orti, essendo fertilizzati ed avendo un terreno ben arieggiato, consentono alla talpa di trovare maggiori fonti di nutrimento e di muoversi agevolmente nel sottosuolo. La talpa, quindi, nutrendosi di altri piccoli animali, non rosicchia bulbi, ortaggi e piante e, se radici ed ortaggi vengono sdradicati, è soltanto per realizzare una fitta rete di gallerie.

E’ nello stato superficiale del terreno che, durante il periodo primaverile ed estivo, si trova il maggior numero di insetti e lombrichi e dunque è proprio in questo strato che le talpe si muovono in cerca di cibo, provocando il ribaltamento del terreno.

I topi di campagna invece si nutrono di bulbi e radici, utilizzando le gallerie sottorranee scavate anche da altri al fine di raggiungere.

Topi di campagna e arvicole infatti:

  • Sono ghiotti di tulipani e delle radici delle bulbose.
  • Non attaccano i narcisi perché contengono un alcaloide velenoso.

Quindi se avere trovati bulbi o radici rosicchiate, sicuramente si tratterà di topi di campagna e non di talpe.

Le talpe vanno il letargo?

Le talpe hanno un metabolismo molto veloce. Il suo continuo scavare per creare gallerie e cunicoli obbliga la talpa a nutrirsi molto spesso. Questo piccolo mammifero non accumula grasso corporeo e dunque, per avere le energie necessarie deve nutrirsi con molta frequenza. Anche solo 12 ore senza cibo per una talpa potrebbero essere letali. Questo è il motivo per cui la talpa non va in letargo.

Il fatto che buche e gallerie sulla superficie del giardino siano presenti maggiormente nei mesi primaverili ed estivi non è legata ad un letargo ma piuttosto al punto di maggiore disponibilità di cibo. Nei mesi in cui il clima è più mite, infatti, insetti e lombrichi si trovano sullo strato superficiale del terreno, dove la temperatura è più calda. In inverno, invece, insetto ed invertebrati di spostano più in profondità, andando ad occupare gli strati più in basso del sottosuolo. Anche la talpa, di conseguenza, sposta la sua attività in profondità.

talpa foto

Come eliminare le talpe in giardino

Vediamo i rimedi naturali contro talpe e topi di campagna.

talpe in giardino segnali presenzaPuò capitare che il nostro giardino sia invaso da talpe e che, a causa delle gallerie scavate da queste, il manto erboso venga danneggiato. Smottamenti di terra e piccole buche sono infatti il segnale della presenza di talpe all’interno del nostro orto o giardino. Ma cosa fare nel caso si noti la presanza di talpe in giardino?

Talpe in giardino cosa fare

Se il nostro giardino è stato preso d’attacco dalle talpe, difficilmente riusciremo a risolvere il problema uccidendo il singolo esemplare. Dopo non molto tempo, infatti, quasi sicuramente un altro esemplare colonizzerà il nostro giardino. Il metodo migliore per eliminare la presenza di talpe, dunque, non è eliminare il singolo animale ma piuttosto scoraggiare la talpa e restare all’interno del nostro giardino, facendo in modo che sia la talpa stessa ad allontanarsi. Ecco di seguito alcuni metodi e rimedi per allontanare le talpe dal nostro giardino od orto.

Suoni e ultrasuoni

I rumori a specifiche frequenze infastidiscono e allontanano tutti i roditori e non solo talpe e topolini di campagna. Un sistema elementare e di semplice creazione è interrare bottiglie vuote in posizione inclinata: il vento che si infila nella bottiglia produrrà un fischio in grado di infastidire topi e talpe.

Il sistema degli ultrasuoni è ovviamente più tecnologico: esistono semplici dispositivi che si infilano nel terreno nei punti da difendere. Esistono:

  • Modelli alimentati a energia solare.
  • Modelli alimentati a batteria.

Entrambi si acquistano facilmente anche online.

Piante repellenti per talpe

Alcune piante sgradite per il loro odore molto intenso possono essere dei validi repellenti contro topi e talpe. La Corona imperiale (Fritillaria), l’erba rogna, la lingua di cane, il ribes nero e persino l’aglio.

Le piante da difesa possono essere usate anche come prevenzione. Basterà posizionare le piante in punti strategici da difendere, come il perimetro del giardino e le aiuole fiorite.

Trappole

I rimedi sopra citati non hanno un’efficacia garantita al 100%. Per ridurre la presenza di roditori e talpe nell’orto o nel giardino possono essere necessarie le trappole. Esistono diversi tipologie e basta posizionarle nei punti giusti.

Spesso per semplicità vengono chiamate ‘trappole per talpe’, ma funzionano con tutti i roditori e con le esche si può fare selezione tra topi di campagna e talpe, che hanno alimentazioni differenti.

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Derattizzazione ecologica con EKOMILLE

EKOmille un nuovo, innovativo e sicuro prodotto di derattizzazione ecologica

La lotta contro i roditori è una lotta antica, una lotta che l’uomo ha combattuto con molte armi e con molti strumenti, è una lotta che nonostante la tecnologia moderna, l’uomo spesso affronta con metodi antichi e talvolta pericolosi e questo proprio oggi in cui sono massime le aspettative dei consumatori in termini di qualità, di sicurezza, di igiene e di ecologia soprattutto per i prodotti alimentari. Finalmente questa lotta vede affacciarsi sul mercato una nuova arma particolarmente efficace, un congegno per la continua cattura di topi e ratti, che viene incontro alle moderne esigenze dei consumatori, eliminando veleni e pericoli per l’uomo, per i bambini e per gli animali domestici .ekomille sistema eco

La soluzione moderna a questa lotta oggi si chiama EKOMILLE, un congegno in grado di catturare in continuo topi e ratti, utilizzando esche assolutamente naturali, e garantendo la soluzione e la prevenzione del problema, nel rispetto dell’igiene e dell’ecologia.

Lo studio progettuale e la successiva attenta fase di sperimentazione e perfezionamento ha visto l’impiego di numerosi prototipi utilizzati per le catture sia in laboratorio sia negli ambienti tipicamente frequentati da topi e ratti . Ekomille è stato sperimentato per un anno nello zoo di Roma così come nel mercato rionale del Testaccio, notoriamente infestato da ratti dal tempo della disattivazione del Mattatoio Comunale.
Tutto questo nell’ambito di una ricerca scientifica diretta dall’Università la Sapienza, che ha portato alla piena approvazione di questo sistema di cattura. Il sistema EKOMILLE funziona senza la dispersione nell’ambiente di alcuna sostanza velenosa o nociva, come i comuni veleni, pericolosi in special modo, per il rischio di contaminazione dei prodotti alimentari in vendita o in stoccaggio nel luogo da derattizzare.

Ma come funziona EKOmille?

Grazie alle esche naturali percepib
ili anche a distanza, l’animale viene attirato all’interno dell’apparecchio dove viene catturato al tentativo di mangiare l’esca stessa, EKOMILLE è dotato di un sensore tarato ad sistema ecologico appena 1,8 g di pressione il che lo rende praticamente infallibile ,inoltre possiede alcuni accorgimenti in grado di vincere la nota diffidenza e l’accorgimento dei topi. La chiusura ermetica e il liquido disinfettante nel serbatoio di raccolta, garantiscono l’igiene e sicurezza, al tempo stesso , l’uso delle esche naturali assicura la totale ecologicità di EKOMILLE. Si presta pertanto ad essere impiegato con estrema sicurezza in molti ambienti, anche dove deve essere protetta la presenza di animali domestici e bambini, nelle comunità ospedaliere o negli asili per anziani, oltreché direttamente nelle fognature senza alcun problema.
L’apparecchio contiene fino a 200 piccoli topi, quindi necessita di una rimozione degli stessi solamente ogni 15-20 giorni, ovviamente con il cambio del liquido disinfettante al suo interno ed un controllo dell’esca naturale usata.

Cerchi un servizio di pulizia post-derattizzazione in ufficio?

I metodi di derattizzazione utilizzati per disinfestare un ufficio sono pressoché identici a quelli impiegati in un’abitazione privata o all’interno di un locale commerciale o industriale. Una volta conclusa la disinfestazione dei topi è sempre opportuno rivolgersi ad una ditta di pulizie uffici roma che possa disinfettare in maniera efficace tutta l’area trattata, rendendo gli ambienti sicuri e puliti.

Finalmente un grande passo verso una derattizzazione economica, comoda e con assistenza tecnica qualificata.

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Sostanze usate per il controllo dei Roditori. Rodenticidi,Topicidi sub acuti

Rodenticidi sub-acuti

Ciò che caratterizza i Rodenticidi sub acuti è che al contrario di quelli acuti, pur con una dose unica di sostanza ingerita, il Ratto o il Topo muoiono nell’arco di alcuni giorni e non nelle 24 ore che seguono.

  • Pro: Negli animali che hanno ingerito la sostanza rodenticida, anche in dosi sub-letali si genera una forma di anoressia e quindi cessano i danni prodotti dall’alimentazione degli stessi Roditori.
  • Contro: Allo stesso modo però in cui causa anoressia (ossia mancanza di appetito) impedisce di continuare a mangiare l’esca collocata e impedisce l’eliminazione totale di quei soggetti che hanno ingerito dosi sub-letali.

I Rodenticidi/Topicidi sub-acuti agiscono basandosi sull’alterazione della funzione digestiva dei Roditori, e sono:

  • veleno per topi (Vitamina D2)
  • Colecalciferolo (Vitamina D3)

Ergocalciferolo e Colecalciferolo

Queste due sostanze stimolano l’assorbimento del calcio da parte dell’intestino, causando la morte per calcificazione dei reni e arterie.

La morte sopraggiunge dopo alcuni giorni ( di media 2) causando un elevato e prolungato livello do sofferenza, sono perciò considerati veleni il cui uso è definito disumano.

Tutte e due le sostanze hanno più effetto sopra il Topo domestico (mus musculus) a seguire sul Ratto dei Tetti (rattus rattus) e minor effetto sul Ratto delle chiaviche ( rattus norvegicus).

Brometalina:

È un principio attivo dell’azione neurotossica, la morte sopraggiunge per blocco della respirazione, causando tremori, convulsioni, e paralisi degli arti posteriori.

La tossicità di questo Rodenticida è elevata sia nei confronti dei Ratti che dei Topi, ma anche purtroppo nei confronti dei Cani e soprattutto dei Gatti.

Ricordiamo che come per i biocidi, Rodenticidi acuti, queste sostanze sono escluse da una futura commercializzazione nell’Unione Europea.trappole per ratti

Conclusioni

Noi, e parlo come derattizzazioni.org , siamo perfettamente d’accordo sulla limitazione posta dalla Commissione, dato che siamo decisamente più propensi a consigliare a chi lo chiede, un erogatore d’esca,completamente innovativo, privo di qualsiasi veleno, come EKOmille, perfettamente ecocompatibile, funzionale, igienico e soprattutto che evita inutili sofferenze al Roditore.

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Sostanze usate per il controllo dei Roditori. Rodenticidi, Topicidi acuti

Sostanze usate per il controllo dei Roditori – Rodenticidi, Topicidi acuti

Da millenni l’uomo si è trovato a contrastare la presenza dei roditori, certo non subito ci si era accorti che gli stessi erano portatori di gravi malattie, ma comunque fin dall’antichità erano associati a un concetto di degrado, sporcizia, e contaminazione delle provviste alimentari.  Lo sta a dimostrare la presenza iconografica dei gatti fin dal 3000 a.C. in Egitto, la loro fama come abilissimi cacciatori di ratti si sparse rapidamente e nonostante fosse severamente proibito farli uscire dalla terra dei faraoni, i Romani trovarono il modo di portarli al di fuori dall’Africa un po’ ovunque. Questo fu uno tra i primi sistemi di controllo conosciuti in campo internazionale.

Essendo i Roditori parassiti al pari di tanti altri, il metodo più ovvio per eliminarli è ucciderli. Purtroppo nel caso dei Ratti, Topi e affini la loro spiccata neofobia e la loro adattabilità, ha portato l’uomo a escogitare sistemi e tecnologie sempre diversi, ma a tutt’oggi sono ancora i vari rodenticidi e i dispositivi di cattura per topi a costituire la quasi totalità delle soluzioni effettivamente disponibili.

Le sostanze rodenticide usate per la derattizzazione si possono dividere in tre gruppi:rodenticidi

  • Rodenticidi acuti
  • Rodenticidi sub acuti
  • Rodenticidi cronici (anticoagulanti)

Analizziamone i pro e i contro.

Rodenticidi acuti:

La definizione generale vuole che si possa definire veleno acuto un veleno in grado di condurre alla morte del roditore in meno di 24 ore. Purtroppo alla rapidità si associa anche la tossicità e la mancanza di antidoti per queste sostanze e quindi  la loro pericolosità in caso di ingestione accidentale è grande, e necessitano sempre di un accurata supervisione da parte di personale specializzato.

Altro inconveniente è la diffidenza per l’esca che si può sviluppare nel roditore altrettanto rapidamente, nel caso di un ingestione non sufficiente (dose sub-letale), specialmente nei primi giorni di somministrazione; non scordiamoci che il ratto si approssima sempre cautamente a tutto quello che di nuovo trova sul suo cammino e difficilmente mangerà tutto il veleno in una volta. A questo problema si può ovviare utilizzando la tecnica del pre-adescamento, ossia collocando esche simili in formato e sapore ma non tossiche, in antecedenza.

È importante sottolineare comunque che la normativa Comunitaria Europea in materia di biocidi, prevede una futura  (2010) esclusione di queste sostanze dalla commercializzazione.

FOSFURO DI ZINCO:

Ha avuto ed ha, una grande diffusione in tutto il mondo, a partire della prima guerra mondiale.

Come colpisce: Nell’ambiente umido dello stomaco.

Dose letale: Rattus norvegicus (ratto delle chiaviche) 40 mg • kg¹
Mus musculus (topo domestico)32 mg • kg¹

Tempo di azione: Primi sintomi entro i 25 minuti dall’ingestione. Morte nell’arco delle 24 ore

Pro:

  • Il fosfuro di zinco non viene accumulato nei muscoli o in altri organi, riducendo i rischi di intossicazione per altri animali non bersaglio.
  • Si degrada abbastanza rapidamente se collocato in esche fresche artigianali a base di frutta o verdura e in ambienti umidi

Contro:

  • Non esiste antidoto, molta attenzione deve essere collocata nel preparare le esche in quanto le polveri di fosfuro di zinco sono estremamente pericolose se inalate.
  • In caso di dosi sub-letali, causa diffidenza nei roditori bersaglio. È necessario usare la tecnica di pre-adescamento.

Si sconsiglia l’uso se non in determinate condizioni (esche preparate e collocate da ditte di derattizzazione specializzate) e con precise garanzie di sicurezza.

ALFACLORALOSIO:Rodenticidi veleni

Narcotico usato in passato come repellente e anestetico per uccelli. La sua azione rodenticida fu scoperta  per caso nella decada del ’60.

Come colpisce: Agisce sul sistema nervoso producendo un rallentamento dei processi metabolici,l’animale muore per ipotermia (assideramento),che è la morte più rapida per i roditori di piccola taglia.

Dose letale: Più attivo per il Topo domestico , 190-300mg • kg¹; Ratto 200-400mg • kg¹ la temperatura ambientale ideale, perché il veleno svolga la sua azione tossica, deve essere inferiore a 16°C.

Tempo di azione: sintomi entro la prima ora dall’ingestione

Pro:

  • Minor livello di rischio, tra i rodenticidi acuti per gli animali non bersaglio, di taglia media o grossa.
  • L’Alfacloralosio dà una Morte rapida con basso livello di sofferenza per l’animale intossicato.

Contro:

  • Considerata la rapidità dell’azione induce facilmente una maggiore diffidenza all’esca.
  • Necessita di tecnica pre-adescamento.

Pur non esistendo antidoto in caso di avvelenamento accidentale bisogna tentare di riscaldare al più presto l’animale intossicato, coprendolo e non massaggiando gli arti, perché in quel caso si rischia di allontanare il sangue dal cuore.

NORMORBIDE:

Anche questo è un veleno scoperto a metà degli anni ’60. È utilizzabile solo per i Ratti, ha poco o quasi nullo effetto sui Topi domestici e altri Roditori. In realtà ancora non si è capito bene il perché funziona in questo modo.

Come colpisce: Azione tossica sull’apparato circolatorio, agisce da vasocostrittore. Uno dei sintomi sono gli arti che tendono a sbiancare.

Dose letale: Funziona, come dicevamo sopra, solamente per il Ratto delle chiaviche o pantegana (Rattus norvegicus) nella dose di 5-15mg • kg¹ ; per il Rattus Rattus (ratto dei tetti) già la dose del rodenticida deve essere di 50mg • kg¹.

Tempo di azione: tra i 15 minuti e le 4 ore successive dall’ingestione della dose letale.

Pro:

  • È praticamente il meno pericoloso per l’uomo e gli animali domestici.
  • Non ha conseguenze per altri animali non bersaglio (predatori ecc.).

Contro:

  • Bassa appetibilità anche se incapsulato.
  • Scarsa efficacia su Topo domestico e altre specie di Roditori.

ANTU (Alpha-naphtyl-thiourea):

Sviluppato negli Stati Uniti intorno agli anni ’40, anche questo è un Rodenticida acuto particolarmente efficace per il Ratto delle chiaviche, la cui azione non è ancora del tutto conosciuta.

Come colpisce: si sa che agisce aumentando la permeabilità dei capillari dei polmoni, provocando edema polmonare e difficoltà respiratorie.

Dose letale: Varia molto secondo il peso e dell’età dei Roditori.

Tempo di azione: rapida comparsa dei sintomi, morte nelle prime 2-4 ore dall’ingestione.

Contro:

  • Tra le specie non bersaglio; i cani e i maiali, possono subirne gravi conseguenze.
  • Diffidenza all’esca. Necessaria tecnica di pre-adescamento.
  • Difficoltà nello stabilire la dose letale.
  • Si sospetta azione cancerogena nei confronti delle persone.

ALFACLORIDINA:topolino

Questa sostanza ha un interessante principio attivo; può agire sia come veleno che come sterilizzante per i Ratti e altre specie di Roditori.

Come colpisce: provoca lesioni nelle cellule epiteliali, impedendo il trasporto degli spermatozoi.

Dose letale: come veleno acuto: 152mg • kg¹ per il Ratto delle chiaviche; 160mg • kg¹ per il Topo domestico

Pro:

  • La sterilizzazione non influisce sulle dinamiche sociali dei Ratti, perciò l’animale rimane come maschio dominante, continuando ad accoppiarsi.
  • Come sterilizzante quindi non provoca un eccessiva diffidenza.

Contro:

  • Come sterilizzante funziona bene per il Ratto nero e il Ratto delle chiaviche ma non sterilizza il Topo domestico
  • Scarsa appetibilità, la sostanza deve essere microincapsulata.

SCILLIROSIDE:

Questa è una sostanza prodotta attraverso la sintetizzazione chimica avvenuta nel 1959, di un estratto naturale chiamata Scilla rossa preso dalla pianta Urginea maritima della famiglia delle Liliacee usata fin dal tempo degli antichi Egizi sia per le proprietà medicinali che come Topicida.

Come colpisce: Agisce sul cuore provocando convulsioni, paralisi e quindi morte.

Dose letale: 50mg • kg¹ per il Topo domestico e 200 – 250 mg • kg¹ per le femmine del Ratto delle chiaviche, mentre per il maschio del Rattus norvegicus, meno sensibile, ci vogliono 500mg • kg¹

Tempo di azione: I sintomi per l’ingestione di scilliroside appaiono dopo alcune ore , la morte sopravviene spesso entro le prime 12 ore.

Pro:

  • La formula chimica ora sintetizzata è  un prodotto omogeneo e biologicamente stabile con tossicità elevata.

Contro:

  • L’estratto di Scilla rossa ha un appetibilità  bassa per le specie bersaglio, sapore amaro.
  • Rischi maggiori per esseri umani e animali non target, numerosi i casi di avvelenamenti accidentali.

SODIO MONOFLUOROACETATO e SODIO FLUORACETAMIDE:

Prodotto non registrato in Italia

Il Sodio Monofluoroacetato conosciuto anche come 1080, dato il suo basso costo e la sua elevata tossicità, non ha un target specifico, e per questo viene spesso usato in altri paesi come la Nuova Zelanda per controllare specie diverse dai Roditori, come gli opossum e i conigli, a volte con gravi conseguenze per altri erbivori e canidi. Stessa cosa vale per il Sodio Fluoracetamide detto: 1081, che è molto simile ma più leggero.

Come colpisce: agisce causando l’accumulo di acido citrico, quando viene ingerita una dose non letale, l’animale si riprende nel giro di 1-4 giorni. La morte avviene quasi sempre per arresto cardiaco, negli erbivori, nei carnivori per blocco della respirazione.

Tempo di azione: i primi sintomi si manifestano dopo mezz’ora dall’ingestione la morte nelle 24 ore successive.

Contro: La sua tossicità per le specie non bersaglio, soprattutto Carnivori e canidi.

Altri tipi di Rodenticidi Acuti:

Molti Topicidi acuti sono stati abbandonati nel tempo perchè basati su metalli pesanti quali fosforo, arsenico, stricnina, crimidina e come dicevamo, in un prossimo futuro saranno messi fuorilegge dalle nuove normative Comunitarie sui biocidi, lasciando spazio alle nuove generazioni di anticoagulanti ( rodenticidi cronici ) dei quali parleremo più avanti. Comunque per correttezza d’informazione vogliamo fornire alcune informazioni basiche:topi in casa

FOSFORO: molto tossico per l’ambiente

ARSENICO: è una tossina che si incontra diffusamente in natura ma è più tossico per l’uomo che per le specie bersaglio. È una sostanza già proibita ovunque oltretutto perché provoca notevoli sofferenze agli animali intossicati.

SOLFATO di TALLIO: provoca danni a carico dell’apparato intestinale, del sistema nervoso e respiratorio. I sintomi ci mettono vari giorni per apparire ( da 1 a 3 giorni). È una sostanza troppo sensibile all’umidità e quindi dissolvendosi inquina facilmente le acque  e il terreno.

STRICNINA: è un alcaloide del frutto dell’albero Srychnos nux vomica , agisce molto rapidamente (1 ora) , agisce sul sistema nervoso centrale, è proibita in Italia da tempo come topicida, ma purtroppo viene ancora illegalmente usata per uccidere cani, volpi, lupi ed altri animali.

CRIMIDINA: È stata usata fino a qualche tempo fa in basse concentrazioni nelle esche pronte, molto tossica per i Mammiferi, agisce sul sistema nervoso centrale. Ha come svantaggio il fatto che si decompone troppo rapidamente in ambienti umidi e le esche con questa sostanza sono poco appetibili per i Roditori. Di buono ha che se ne conosce l’antidoto ; la piridossina.

Questi che abbiamo accuratamente presentato sono i Rodenticidi o Topicidi acuti, sostanze che pur essendo proibite, in quanto biocidi, dalla normativa Comunitaria, a partire da quest’anno 2010, sono argomento di ricorso presso la Corte europea da parte delle multinazionali specializzate nella produzione di prodotti per la derattizzazione.

Pur essendo ormai gli anticoagulanti di terza generazione (rodenticidi cronici) i prodotti derattizzanti più usati, sicuramente più efficienti e meno pericolosi dei rodenticidi acuti, le sostanze qui nominate sono ancora purtroppo,  presenti in molte esche attualmente in commercio.

Raccomandiamo a tutti lettori che ci seguono, la massima attenzione, in caso di contatto accidentale con queste sostanze e, pensando alla vita e alla salute dei nostri cari, quanto sia meglio contattare in caso di presenza accertata di roditori nocivi, personale specializzato in derattizzazioni e competente in materia.

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Sostanze usate per il controllo dei Roditori. Rodenticidi cronici, gli Anticoagulanti.

Come agiscono i Rodenticidi cronici
Anticoagulanti di Prima Generazione
Anticoagulanti di Seconda Generazione

Affrontiamo ora l’argomento dei Rodenticidi cronici, anche chiamati Anticoagulanti, che sono a tutt’oggi i rodenticidi più usati.

Cenni storici sulla loro scoperta

La scoperta degli Anticoagulanti nella loro applicazione come Rodenticidi è avvenuta per caso. Nel 1922 si cominciò a studiare una malattia che colpiva il bestiame che a sua volta si nutriva di foraggio, e in particolare di trifoglio depositato nei silos (insilato). I vitelli morivano per emorragia e non si riusciva a capire il perché , fino a quando un contadino del Wisconsin (USA), non portò un animale morente a far analizzare in laboratorio, venne cosí trovata la causa delle morti e identificata in un composto specifico a base di cumarina, da qui venne isolato e sintetizzato il Dicoumarol.

La ricerca fu interrotta a causa dello scoppio della seconda guerra mondiale, unanticoagulanti topi a volta finita, le ricerche ripresero fino all’individuazione di un composto , il numero 42, che otteneva i risultati migliori nell’eliminazione di Topi e Ratti. Queste ricerche vennero svolte dalla Wisconsin Alumni Research Foundation, che nel 1952 ottenne la licenza . Il nome  del primo anticoagulante Warfarin, per l’appunto prende il nome da questa fondazione, più il suffisso arin che indica la sostanza come appartenete alla famiglia delle cumarine.

Come agiscono i Rodenticidi cronici

I Rodenticidi cronici pur essendo di struttura chimica differente, hanno lo stesso meccanismo d’azione; agiscono sui fattori della coagulazione del sangue che richiedono la presenza della vitamina K, che proprio per questo è anche l’antidoto usato in caso di ingestione accidentale.

L’organo principale che colpiscono nei Roditori è il fegato, inibendo il processo di sintesi, l’animale deve ricorrere alla fonte alimentare per ottenere vitamina K, ma la vitamina che viene assorbita attraverso gli alimenti non è sufficiente se non per un breve lasso di tempo, di solito per pochi giorni, poi cominciano a verificarsi le emorragie.

I sintomi sono costituiti da debolezza, letargia, riflessi lenti, postura con la schiena incurvata, e a volte sono visibili tracce di sangue attorno a naso, occhi, bocca e ano. Il sopraggiungere dei primi segni clinici avviene dopo 1-5 giorni dall’ingestione e la morte entro i 3 e i 5 giorni.
Oltre che per via orale, gli anticoagulanti sono estremamente tossici anche in caso di  contatto con la pelle,o per inalazione.

Dovuto alla loro  bassa solubilità non vengono assorbiti dalle piante alimentari nel caso di un uso sulle colture, possono tuttavia essere assai persistenti sul suolo.

PRO:

  • Dovuto alla loro azione che si manifesta nel tempo, è praticamente impossibile che gli animali associno il malore con l’ingestione dell’esca, questo fa si che non si sviluppi la diffidenza e che continuino a mangiarne.
  • Esiste un efficace antidoto, al contrario dei Rodenticidi acuti e sub-acuti, che è la vitamina K e che, ha l’opportunità di essere somministrato in tempo, dovuto al fatto che i rodenticidi cronici, non hanno azione immediata.

CONTRO:

  • Il fenomeno dell’insorgere di ceppi di roditori geneticamente resistenti agli anticoagulanti.

È vero che gli anticoagulanti mummificano i Roditori?anticoagulanti per roditori

Innanzi tutto ci piacerebbe sfatare la leggenda che queste sostanze mummificano i Roditori che le ingeriscono, al contrario queste sostanze producono emorragie, e i liquidi che fuoriescono da corpo morente; sangue, liquidi interni sono contenute. Piuttosto dobbiamo notare che il ritrovamento di animali mummificati quasi sempre riguarda Topi, e più raramente Ratti. Questa mummificazione si rinviene normalmente in climi caldi e asciutti, quali le abitazioni umane, e più frequentemente nel Topo in quanto questi, hanno un rapporto superficie/volume minore rispetto ai Ratti, il  che consente una più facile evaporazione, dovuta appunto al clima, dei liquidi corporei.

Il fenomeno della resistenza agli anticoagulanti

È bene specificare che, si sono manifestati fenomeni di resistenza al principio attivo delle sostanze anticoagulanti , ormai in tutto il mondo.

Dovuto a questa resistenza ai Rodenticidi cronici che, per la prima volta si è evidenziata in una zona agricola della Scozia nel 1958, probabilmente trasmessa geneticamente da alcuni individui, e allargatasi radialmente con una velocità media di 4,8 km l’anno,  è cominciata la ricerca per trovare nuove sostanze in grado di contrastare il fenomeno della resistenza agli anticoagulanti.

In caso di sospetta resistenza agli anticoagulanti, bisogna ricordare l’importanza che la derattizzazione in atto venga eseguita da personale specializzato, che sarà capace di analizzare i molteplici fattori cause del fallimento e proporre una soluzione adeguata.

Non tentate di risolvere il problema da soli perché:

  1. Potreste contribuire involontariamente all’allargamento del fenomeno non riuscendo a debellare gli individui geneticamente resistenti.
  2. Potreste contribuire involontariamente a sviluppare il cosiddetto fenomeno delle “resistenze incrociate”, somministrando un altro tipo di anticoagulante inadatto.

La soluzione consigliata da qualsiasi ditta di derattizzazione che si rispetti, difficilmente sarà  quella della somministrazione di un rodenticida acuto, in sostituzione dell’anticoagulante, eccetto casi di estrema gravità e urgenza, ma quella di un erogatore d’esca o trappola che dir si voglia, che funziona senza l’uso di esche tossiche, tipo EKOmille, che per mia esperienza è ecocompatibile, sicuro e quando ben collocato, di estrema efficienza.

Anticoagulanti di prima generazione

Analizziamo qui a seguire gli anticoagulanti di prima generazione, anche chiamati Rodenticidi cronici, mettendo in evidenza i pro e i contro di ogni sostanza.

Sono:

  • Wafarin
  • Coumatetralyl
  • Coumacloro
  • Pindone (Pival)
  • Chlorophacinone
  • Diphacinone

Wafarin:

È conosciuto in altri paesi come Zoocumarin o Coumafene, primo anticoagulante in commercio dall’inizio degli anni ’50. Disponibile in un grande numero di formulazioni.

PRO:

  • Dovuto appunto alla scoperta di ceppi resistenti, è stato potenziato inserendo nella formulazione un antibiotico, che elimina i batteri intestinali che sintetizzano la vitamina K (responsabile per la coagulazione del sangue).veleno per topi
  • Il principio attivo si presenta in formulazione come una polvere secca e quindi può essere usato anche come veleno da pista, ossia cospargendo il cammino dei Ratti di modo che attaccandosi all’animale questo si ripulisca  leccando dalle sue zampe il veleno.

CONTRO:

  • Alcuni mettono in dubbio la sua reale efficacia nei confronti del Topo domestico e del Ratto nero.
  • Sono stati riscontrati molti casi di resistenza.
  • Scarsa appetibilità.
  • Necessita di più assunzioni da parte dell’animale.

Coumatetralyl:

Sintetizzato in Germania e messo in commercio nel 1956 , simile al Wafarin

PRO:

  • Maggiore appetibilità rispetto al Wafarin.
  • Funziona anche come polvere da pista (vedi sopra).

CONTRO:

  • Sono riscontrati casi di resistenza anche di resistenza incrociata con il Wafarin.
  • Effetti rilevanti sui pesci , idrosolubile nelle acque.

Coumacloro:

Derivato cumarinico, anche questo sintetizzato in Germania.

PRO:

  • Tossicità elevata anche se ancora non molto ben conosciuta nei riguardi di Topi e Ratti.
  • Non è facilmente solubile in acqua.
  • Funziona anche come polvere da pista.

CONTRO:

  • Poca appetibilità sia nei riguardi del Topo domestico che del Ratto delle chiaviche

Pindone:

Introdotto nel mercato statunitense nel 1953 è un derivato dell’indanedione, il primo ad essere sintetizzato. Conosciuto in Europa come Pival o Pivaldione.

PRO:

  • Non è facilmente solubile in acqua.

Chlorophacinone:

Anche questo è un derivato dell’indanedione, è il più diffuso in Italia. Introdotto in Francia nel 1961, molto usato sia in Europa che negli Stati Uniti.

PRO:

  • Efficacia sul campo maggiore del Wafarin.
  • Bassa tossicità per le specie non bersaglio,viene usato nelle colture a pieno campo nella lotta alle Arvicole

CONTRO:

  • Meno appetibile del Wafarin.
  • Sono riscontrati casi di resistenza.
  • Meno efficace nei confronti del Topo domestico.

Diphacinone:

Derivato dell’indanedione, molto usato negli Stati Uniti anche nella lotta alle Arvicole e Ratti nei frutteti.

PRO:

  • Poco solubile in acqua e degradato lentamente nel suolo.roditori
  • Molto efficace nella lotta al Ratto delle chiaviche.
  • Usato anche nella lotta ai pipistrelli vampiri in Sud America.

CONTRO:

  • Meno efficace nella lotta al Topo domestico.

Anticoagulanti di seconda generazione

Sono:

  • Difenacoum
  • Bromadiolone
  • Brodifacoum
  • Flocoumafen
  • Difethialone

Difenacoum:

Primo anticoagulante della seconda generazione , messo in commercio nel 1976, è uno dei Rodenticidi più usati al mondo.

PRO:

  • Molto efficace nella lotta ai Ratti e Topi sia nei confronti del Rattus rattus (Ratto dei tetti) che del Rattus norvegicus (Ratto delle chiaviche) come del Mus domesticus (Topo domestico).
  • Poco tossico per tutti i principali animali domestici.
  • Tempo di dimezzamento nel fegato dei roditori intossicati di 118-120 gg, tra i più brevi tra gli anticoagulanti di seconda generazione. Questo significa meno pericolo di avvelenamento per le specie predatorie.

CONTRO:

  • Si sono presentati casi di resistenza pur essendo un rodenticida cronico di seconda generazione, sia nel Ratto delle chiaviche (Inghilterra) che nel Topo domestico (Inghilterra)che per il Ratto dei tetti (Francia).
  • Appetibilità inferiore al Bromadiolone.

Bromadiolone:

Immesso sul mercato nel 1976 a pochi mesi di distanza dal Difenacoum. Anche questo è tra i rodenticidi più usati al mondo.

PRO:

  • È sufficiente una sola ingestione per causare la morte dei roditori.
  • Ottima appetibilità.
  • Bassa solubilità nell’acqua e degradazione lenta nel suolo.

CONTRO:

  • Il tempo di dimezzamento nel fegato dei roditori colpiti è il più lungo tra gli anticoagulanti (170 gg), quindi ne è sconsigliato l’uso in pieno campo, se non un uso attentamente monitorato. Può causare la morte involontaria dei  predatori.
  • Sono stati segnalati casi di resistenza.

Brodifacoum:

Sul mercato dal 1979, ancora oggi largamente utilizzato, la sua eleva tossicità ne fa il più potente tra gli anticoagulanti in commercio.

PRO:

  • Fortemente insolubile in acqua e non degrada nel suolo.
  • A tutt’oggi immune dal fenomeno di resistenza.

CONTRO:

  • Ridotta appetibilità.
  • In gran Bretagna ne è vietato l’uso nelle aree esterne degli edifici, dato il suo potenziale tossico per gli animali non bersaglio.

Flocoumafen:anticoagulanti per topi selvatici

Anticoagulante molto potente si trova sul mercato dal 1984. Tossicità di poco inferiore al Brodifacoum per quanto riguarda il Ratto delle chiaviche.

PRO:

  • Il Flocoumafen non è facilmente solubile in acqua ed è degradato lentamente nel suolo.
  • Non sono noti casi di resistenza.

CONTRO:

  • Molto pericoloso nei confronti di altri animali non bersaglio, soprattutto per i cani.
  • Meno tossico nei confronti del Topo domestico e del Ratto dei Tetti.

Difethialone:

È l’ultima novità in fatto di anticoagulanti, è considerato il precursore di una nuova famiglia di principi attivi; i benzotiopiranoni.

PRO:

  • Elevata tossicità sia contro il Ratto delle chiaviche che contro il Topo domestico.
  • Presente sul mercato in molte formulazioni.
  • Non sono stati segnalati casi di resistenza.

CONTRO:

  • Pericoloso per le specie non bersaglio anche se il tempo di eliminazione nel fegato dei roditori è il più breve tra tutti gli anticoagulanti di seconda generazione.

Concludiamo questa breve e sintetica descrizione delle sostanze anticoagulanti utilizzate nei procedimenti di derattizzazione, ricordando a tutti gli interessati, quanto sia importante usare queste sostanze con assoluto discernimento e responsabilità, sempre e comunque assessorati da personale specializzato e  preferendo quando possibile altri metodi di derattizzazione come ad esempio le trappole erogatrici d’esca non tossica, come ad esempio il sistema EKOmille , decisamente più ecosostenibili e causa di minore sofferenza per gli animali da derattizzare.

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Ultrasuoni, Infrasuoni, Onde Elettromagnetiche per allontanare i Roditori

LA DERATTIZZAZIONE CON ULTRASUONI

La possibilità di allontanare i Roditori usando questi mezzi tecnologici, quali gli emettitori di onde a ultrasuoni, ha generato e genera notevoli controversie tra gli operatori del settore derattizzazioniultrasuoni per roditori .

Nonostante che, i costi di un impianto ad ultrasuoni a volte possano essere più elevati di una programmazione specialistica di derattizzazione, sicuramente più efficiente, applicata con metodi tradizionali quali; elementari misure di esclusione, erogatori d’esca e trappole come l’Ekomille per esempio, si nota curiosamente come la gente ha una propensione maggiore ad investire nell’acquisto di questi sistemi dalla non comprovata efficienza.

Le Basi Scientifiche

Le basi scientifiche che vengono prese in considerazione sono quelle che in realtà, molte specie di Roditori, tra i quali i Ratti e i Topi, emettono e captano ultrasuoni.

Gli Ultrasuoni sono suoni con una frequenza superiore a quella udibile dall’orecchio umano, cioè oltre i 20 Khz, e addirittura, i Roditori ne possono venire uccisi (quando arrivano a circa 160 decibel), attraverso un eccessivo aumento della temperatura corporea.

Sappiamo inoltre che quando si è esposti per un periodo di tempo prolungato
agli ultrasuoni, questo può indurre ad un forte stress e a modificazioni nel sistema endocrino dei Roditori.

Prove in campo

Purtroppo non si è riuscito ad avere prove scientifiche di reale efficienza in campo di queste tecniche, nella maggior parte dei casi risulta infatti solo un momentaneo diminuire nell’attività dei Roditori, quindi ad un attenta analisi si è dedotto che i limiti di questi sistemi sono:topo selvatico

  1. Dato che i suoni ad alta frequenza si propagano in linea retta, la loro efficienza diminuisce a breve distanza dal punto di emissione, in quanto vengono facilmente assorbiti dai corpi solidi.
  2. Come gli esseri umani, a loro volta i Roditori si abituano a vivere in posti molto rumorosi e quindi, entro certi limiti, si crea un abitudine agli ultrasuoni.
  3. Sull’abitudine e il passare della sensazione di pericolo, si basa anche questa terza ipotesi, alcuni apparecchi dovrebbero imitare il suono dei predatori, tipo i rapaci, dopo un certo periodo i Ratti e i Topi capiscono che il suono non è  collegato alla loro presenza e riprendono la loro normale attività.
  4. Gli Ultrasuoni veramente efficaci contro i Roditori, parliamo di quelli che uccidono, sono pericolosi anche per l’uomo.

Comunque i dispositivi ad Ultrasuoni che hanno l’effetto di allontanare i roditori, ossia  che possono ridurre un infestazione grave di Ratti e Topi, sono solamente quelli che emanano una gamma di Ultrasuoni variabile non ad un unico tono, che non permettono insomma al Roditore di sviluppare un abitudine agli ultrasuoni.

Sicuramente la ditta di derattizzazioni o il personale specializzato al quale vi rivolgerete saprà indicarvi dopo l’analisi del vostro caso e un attento monitoraggio, il sistema più adatto al tipo di derattizzazione necessaria.

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