Le Malattie trasmesse dai Roditori 5/5 (1)

Le Zoonosi

Le zoonosi sono malattie trasmesse dai vertebrati all’uomo. Numerose specie di roditori sono coinvolte nella trasmissione di svariate malattie. L’importanza di queste malattie si è manifestata anche e soprattutto in ambito storico.
Il caso più emblematico e ampiamente descritto è certo quello della peste (malattia trasmessa dai topi), anche detta “la morte nera” . Il susseguirsi di cicliche infezioni pandemiche nei secoli XIV e XV ha causato in Europa drastici cali di popolazione e gravi recessioni economiche.

Le zoonosi si possono distinguere in:

  • Epidemiche: quando il numero di casi che si verificano è nettamente superiore al normale.
  • Endemiche: quando si presentano in numero di casi maggiore solo in una determinata regione.
  • Pandemiche : quando l’epidemia un numero elevato di casi in un ampia zona geografica.

Come entrano i Roditori in questi cicli

In molti casi i Roditori, costituiscono il serbatoio epidemiologico dell’agente patogeno (che causa la malattia), mentre in altri casi rimangono solo ospiti secondari.

La trasmissione del virus o batterio che sia (agente patogeno) dai Roditori all’uomo può avvenire per:

  • Inoculazione
  • Ingestione
  • Inalazione
  • Contatto

Si definisce “per inoculazione”  quando l’infezione passa attraverso un altro animale, come nel caso delle malattie trasmesse da zecche e pulci. Questi parassiti assumono il patogeno pungendo i Roditori, e in seguito lo trasmettono all’uomo appunto per inoculazione.

L’agente patogeno può essere trasmesso tramite ingestione di cibi o liquidi contaminati come nel caso della toxoplasmosi, o semplicemente bevendo acqua infettata da escrementi dei Roditori (Leptospirosi, Tularemia).

La trasmissione tramite Inalazione o aerosol (sospensione di particelle liquide di piccole dimensioni) avviene soprattutto per i virus che sono più piccoli appunto dei batteri e data la sua natura può appunto raggiungere grandi distanze.

Il contatto della nostra pelle con gli escrementi del ratto in questo caso, , trasmette invece il patogeno attraverso piccole lesioni presenti sulla cute umana, come nel caso della Leptospirosi o della febbre da morso di ratto.
La maggior parte delle volte i Roditori sono portatori sani, ossia non presentano nessun segno o alterazione causata dalla malattia.

LE MALATTIE, I SINTOMI, I VETTORI

Forse non è questa la sede adatta per spiegare approfonditamente malattia per malattia, ma vorremmo dare un idea generale sui vari tipi di patogeni e primi sintomi, quando questi esulano da quelli tipicamente influenzali come: febbre, mal di testa, senso di malessere, nausea etc. e soprattutto se esistono vettori oltre appunto ai roditori, che possano trasmetterle.

Cercheremo nello schema a seguire di sintetizzare il più possibile le malattie trasmesse dai topi più comuni presenti in Europa:

Innanzi tutto parliamo delle Malattie virali e delle Rickettiosi

Malattie viraliSintomi particolariCome si prendeDiffusioneRoditori coinvoltiVettore
Encefalite da zecchePrimi sintomi simili all’influenza tra i 7 e i 14 giorni. Pausa di 8 giorni poi viene colpito il sistema nervoso centrale. Si manifesta come una meningiteDalla puntura delle zecche. Attraverso il latte non pastorizzato, di vacche capre e pecore. Non si trasmette da un essere umano all’altro.Europa, Asia.In Italia, focolai endemici si trovano in Trentino, Friuli, Toscana. Profilassi raccomandata per chi lavora nei boschi o nelle loro vicinanze.Zecche
Coriomeningite linfocitaria LMCV (Arenavirus)Molto pericolosa se contratta in gravidanza, sintomi tipici della meningite o encefalite.Attraverso il contatto con gli escrementi dei roditori infetti, o per inalazione di polveri fini contaminateCosmopolitaSpecie del genere Mus: Topo domestico ecc.Direttamente dai roditori
Febbre emorragica con sindrome renale (HFRS)(Hantavirus)Comprende cinque stadi: febbrile (fase delle eventuali emorragie), ipotensivo, oligurico, diuretico e convalescenza (molto lunga). La maggior parte delle emorragie colpiscono le gengive e le mucose, esiste anche una forma più grave che è quella polmonareAttraverso il contatto  e/o ingestione degli escrementi dei roditori, per inalazione di aerosol infetti, raramente dal morso. I Roditori infetti non presentano sintomi.Cosmopolita, ma in Europa è endemica in Russia, presente nei paesi Scandinavi, Bulgaria, Ungheria, Grecia, Jugoslavia e Francia. A rischio chi si occupa di derattizzazioni o sta in presenza di infestazioni da Roditori.Topi selvatici, Arvicola rossastra, Ratto delle chiaviche, Odantra, Lemmings.Direttamente dai roditori
Rickettsiosi
Tifo murinoMal di testa, febbre, dolori alle ossa e alla schiena, nausea vomito e tosse, dolori addominali. E’ più leggero del tipo epidemico.Attraverso ferite nella cute e mucose a contatto con feci dei roditori infettiCome il tifo epidemico, è presente nelle aree costiere e portuali con clima caldo e umido. Tutto il mediterraneoImportante serbatoio è il Ratto nero e il Ratto delle chiaviche, in modo minore il Topo domesticoPrincipalmente le Pulci, ma anche acari, zecche e pidocchi.
Anche le pulci del gatto domestico.
Febbre bottonosa mediterraneaPrimi sintomi dopo 5-7 giorni, febbre alta mal di testa, brividi dolori esantema maculo-papuloso sotto le piante dei piedi e il palmo delle mani. Zona necrotica scura intorno alla puntura della zecca.Attraverso la puntura della zecca del caneEuropa mediterraneaRatto nero, Ratto delle chiaviche, Topo domestico, topo selvaticoZecca del cane
Ehrlichiosi granulocitica umana, Febbre QPrimi sintomi dopo 8-10 giorni, febbre alta, mal di testa, brividi, alle volte nausea e eruzioni cutanee. Pericolosa per gli anziani e le persone debilitateAttraverso la puntura della zecca e nel caso della febbre Q, mediante inalazione di aerosol infettiCosmopolitaArvicola rossastra, Topi selvatici, Ratto delle chiaviche,Gatto domestico, zecche, artropodi (ragni) o direttamente dal roditore.

Le Rickettsiosi al contrario delle malattie virali dove l’agente patogeno è un virus, è un gruppo di malattie le cui cause sono da attribuire a batteri gram negativi appartenenti al genere Rickettsia. Alcune di queste malattie sono state, come il Tifo murino, descritte e studiate fin dal V secolo AC (Tucidide), altre invece sono state identificate solo negli ultimi anni.

Abbiamo voluto inserirle in questa prima tabella pur essendo batteriche, in quanto categoria a parte e ben delimitata. Esistono tuttavia altre forme di Rickettsiosi, oltre quelle qui sopra descritte, come la febbre bottonosa delle Montagne Rocciose o la rickettsiosi vescicolare, volutamente non inserite, perché non particolarmente comuni nelle nostre regioni, o perché non hanno una forma di virulenza  che si manifesta in modo particolarmente grave.

Sono tutte comunque trasmesse da parassiti dei roditori siano essi acari, pulci o zecche (per la disinfestazione degli acari leggi l’articolo di approfondimento sugli: psocotteri come eliminarli)

LA PESTE E ALTRE MALATTIE BATTERICHE

Adesso affrontiamo invece un’altra importante categoria di malattia dei topi, anche queste di origine batterica, che tanti danni hanno causato in passato, distrutto dinastie e rovesciato in un attimo poteri secolari. Molte delle quali ancora al giorno d’oggi ci spaventano e con ragione.

Malattie
batteriche
Sintomi particolariCome si prendeDiffusioneRoditori
coinvolti
Vettore
Borrelliosi di LymePresenta tre fasi, che possono essere molto distanti nel tempo tra loro:

  1. infiammazione e lesione della pelle in corrispondenza della puntura (eritema migrante).
  2. dolori agli arti, eritemi migranti multipli, meningiti, miocarditi.
  3. artriti, problemi alla cute, problemi cardio-vascolari, problemi al sistema nervoso centrale e periferico
Nei boschi, attraverso la puntura della zecca Ixodes ricinus  che è parassita oltre che dei roditori anche di pecore, cani, bovini, conigli ecc.
Esiste un vaccino.
Cosmopolita e molto diffusa anche in ItaliaTopi selvatici, Arvicola rossastra, Ratto delle chiaviche, QuercinoZecche
Leptospirosi

topi

Primi sintomi dopo dieci giorni in media, è difficile da diagnosticare, molti sintomi sono uguali a quelli dell’influenza in più si manifestano congiuntiviti, itterizia, anoressia, emorragie nel tratto intestinale, nausee. Si cura con gli antibiotici ed esiste un metodo di analisi rapido e sicuro.Attraverso urina di topo infetto, o  l’ingerimento di acqua o cibi contaminati, attraverso le lesioni della pelle o attraverso la mucosa.Cosmopolita anche in contesti urbani e rurali.Ratto delle chiaviche, Ratto dei tetti, Topo domestico e molti altri roditori.Direttamente dai roditori
PestePeriodo di incubazione tra i 2 e gli 8 giorni.
febbre alta, cefalea, rigonfiamento dei linfonodi con conseguente formazione di pus, delirio. Nella peste polmonare; difficoltà respiratorie, cianosi, alla fine si muore per edema polmonare.
Attraverso la puntura della pulce del ratto nero ma anche attraverso il contatto diretto con i tessuti degli animali infetti. Solo la forma di peste chiamata “polmonare”è trasmettibile da uomo a uomo, tramite la tosse e gli starnuti, ma attraverso la puntura delle pulci si può trasmettere anche la “bubbonica” e la “setticemica”.Africa Asia e AmericaRatto nero dei tetti, meno potenziale di trasmissione ha invece il Ratto delle chiaviche.Pulci, da ratto a uomo e da uomo a uomo
SalmonellosiAcute infezioni gastroenteriche, vomito febbre e diarrea, pericolosa specialmente per i bambini.Quando si consuma acqua contaminata, uova e carni infette non ben cotte.CosmopolitaL’infezione è assai diffusa in molte specie di Roditori.Direttamente dai roditori
TularemiaIncubazione di 3-6 giorni. Febbre alta, mal di testa, spossatezza, faringite, tosse secca, vomito, dolori addominali, diarrea.Ingestione di acqua o cibi contaminati e per inalazione, muovendo il fieno per esempio, o per contatto con carcasse di animali infetti o attraverso la puntura di zecche e zanzare infette. Questo batterio sopravvive lunghi periodi nelle carcasse di animaliEuropa, Asia, America del NordDiversi tipi di Roditori: Lepri e arvicole, Scoiattoli, Nutrie, Castori,Zecche, zanzare, o direttamente dai roditori.
Febbre da
morso di
ratto
Manifestazioni febbrili, eruzioni cutanee nelle estremità, alle volte marcate con placche rosse, dolori muscolari.Morso topo o contatto con secrezioni di roditori infetti, quindi anche mediante ingestione di cibi contaminati con escrementi di Ratti.CosmopolitaDiversi tipi di Roditori ma soprattutto RattiDirettamente dai roditori.

LA TOXOPLASMOSI e altre MALATTIE TRASMESSE DAI PROTOZOI

I protozoi sono organismi unicellulari, alcune specie tra le 35000 conosciute sono parassiti infettivi, si muovono e sopravvivono sempre in ambienti umidi. Sono presenti nei mari e nelle acque dolci, così come possono sguazzare piacevolmente dentro il nostro sangue, stomaco, urine, lo fanno anche in quello dei ratti ovviamente.

Seguiamo insieme quest’altra tabella:

MalattieSintomi particolariCome si prendeDiffusioneRoditori coinvoltiVettore
ToxoplasmosiSintomi simili all’influenza.
Molto pericolosa per le donne gravide
(malformazione del feto) provocando danni
irreversibili alla vista del
neonato, e per i malati di AIDS (encefaliti)
Attraverso il consumo di carni infette,
e poco cotte, specialmente quella di maiale, o vegetali crudi contaminati.
CosmopolitaRattus norvegicus, Ratto dei tetti e Topo domestico.Direttamente dai roditori , ma l’agente patogeno è presente anche nelle feci dei gatti e di altri predatori.
LeishmaniosiPuò presentarsi in due forme: cutanea o viscerale nella prima appaiono molte lesioni cutanee, nella seconda: febbri irregolari, ingrossamento di fegato e milza e dimagrimento.Attraverso la puntura di zanzare infette, che a loro volta hanno punto roditori infetti.America, Asia, Africa, EuropaRatto nero, ratto delle chiavichePappataci (zanzare)
GiardiasiInfezioni intestinali, talvolta è  asintomatica, ma comunque può causare problemi vari all’intestino.Attraverso il consumo di acqua o cibo contaminato dalle feci.CosmopolitaArvicole, Ratto delle chiaviche, ratto nero, topo domestico, Nutria, Apodemus, Microtus.Direttamente dai roditori
CriptosporidiosiGli stessi sintomi dell’enterite, enterocoliteAttraverso l’acqua o il cibo contaminato.CosmopolitaRoditori commensali dell’uomo e degli animali domestici.Direttamente dai roditori

INFEZIONI DA VERMI (elminti)

Come ultima, qui presentata, ma non per questo meno importante, è la serie di malattie trasmesse dai roditori dove l’agente patogeno è il vero e proprio verme. I Roditori possono essere ospiti di numerose specie di elminti che eliminano le loro uova attraverso le feci degli animali infetti, escrementi di roditori che a loro volta infettano animali domestici e non (volpi, altri predatori). L’infezione dell’uomo molte volte è casuale ma non rara.

Spesso il serbatoio epidemiologico è costituito da molluschi acquatici così piccoli che vengono bevuti inavvertitamente con l’acqua, o mangiati insieme alla verdura cruda.

La situazione è talmente grave che si dice per esempio a proposito della Schistosomiasi che nel mondo ci sono 20 milioni di persone con questa malattia trasmessa dai roditori, già accertata e presentando sintomi, prevalentemente in Africa, ma anche in Asia ( Cina, Filippine, Indonesia) e in Sud America, dove è arrivata addirittura portata dagli schiavi africani. E`per importanza la seconda malattia tropicale per importanza, dopo la malaria.

Vediamo nella tabella quali sono e come si manifestano:

MalattieSintomi particolariCome si prendeDiffusioneRoditori coinvoltiVettore
SchistosomiasiLesioni ai tessuti, rash cutaneo, dermatiti, febbre, ingrandimento del fegato, cisti. Può rimanere asintomatica per molto tempo. Può interessare anche in alcune forme il sistema nervoso o l’intestino.Penetra nella cute creando lesioni. Contatti accidentali con acque dolci infestate con feci umane o di ratto.Cosmopolita, ma specialmente in Asia è trasmessa dai Ratti.Genere RattusDirettamente dal Ratto
AngiostrongilosiLa malattia colpisce il sistema nervoso centrale, si colloca nel cervello o nei polmoni.Mangiando verdura cruda mal lavata, acqua con i molluschi infetti, cibo contaminato da feci di roditori, che in questo caso sono ospiti intermedi.Asia, Africa, CaraibiDiverse specie di roditori, più frequente nel Ratto delle chiavicheDirettamente dai Roditori
Echinococcosi alveolareColpisce il fegato, ma anche ossa, muscoli, linfonodi e polmoni, creando lesioni cistiche, si manifestano: febbre, brividi, coliche biliari, respirazione difficoltosa. Può essere per anni asintomatica.L’uomo la prende accidentalmente, mangiando frutti di sottobosco contaminati da feci di animali infetti, o altri tipi di cibi contaminati.Cosmopolita, ma in Italia è ancora limitata all’arco alpino.Arvicole, Nutria e Topo domesticoDirettamente dai roditori

Come possiamo vedere, i Roditori non sempre sono gli unici portatori di queste terribili malattie, molte volte vengono infettati anche e primariamente gli animali domestici a noi cari, come il cane e il gatto, ma anche quelli di cui noi ci cibiamo come il maiale e i bovini.

Importantissimo è quindi:

  • lavare e disinfettare la verdura con acqua potabile e disinfettanti appropriati,
  • usare abbondantemente polveri insetticide lungo i percorsi del ratto e del topo, per sterminare pulci e cimici,
  • mantenere sempre liberi da questi parassiti i nostri cari amici cani e gatti,
  • mangiare carne e pesce crudi solo quando siamo ben sicuri della loro provenienza
  • mantenere i nostri giardini puliti e privi di erbacce per evitare le zecche,
  • usare sempre elementari e supplementari norme di igiene, in caso di infestazione da roditori.
  • Fare un controllo medico in caso di sospetto, specialmente dopo un viaggio in paesi “esotici”

Debellare al più presto queste infestazioni da ratti o topi che siano, per noi esseri umani è di fondamentale importanza e rivolgersi a personale specializzato in derattizzazioni al più presto è a dir poco vitale, basta  dare un occhiata alle tabelle qui sopra per rendersi conto della pericolosità delle malattie trasmesse dai roditori che la nostra indifferenza o “pietismo”, alle volte possono provocare.

Oltretutto è importante in caso di infestazione di roditori che lo stesso personale specializzato in derattizzazioni possa controllare e individuare l’eventuale presenza della malattia nelle carcasse e darne tempestiva comunicazione alle autorità competenti.

I percorsi del ratto non si limitano più quindi a qualche decina di metri dentro casa nostra, ma rientrano ormai in un discorso di prevenzione e disinfestazione globale urgentemente necessario che risponde ad una semplice equazione: meno diversificazione negli ecosistemi più si amplifica il rischio di infezioni per le popolazioni umane.

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Derattizzazione ecologica con EKOMILLE

EKOmille un nuovo, innovativo e sicuro prodotto di derattizzazione ecologica

La lotta contro i roditori è una lotta antica, una lotta che l’uomo ha combattuto con molte armi e con molti strumenti, è una lotta che nonostante la tecnologia moderna, l’uomo spesso affronta con metodi antichi e talvolta pericolosi e questo proprio oggi in cui sono massime le aspettative dei consumatori in termini di qualità, di sicurezza, di igiene e di ecologia soprattutto per i prodotti alimentari. Finalmente questa lotta vede affacciarsi sul mercato una nuova arma particolarmente efficace, un congegno per la continua cattura di topi e ratti, che viene incontro alle moderne esigenze dei consumatori, eliminando veleni e pericoli per l’uomo, per i bambini e per gli animali domestici .ekomille sistema eco

La soluzione moderna a questa lotta oggi si chiama EKOMILLE, un congegno in grado di catturare in continuo topi e ratti, utilizzando esche assolutamente naturali, e garantendo la soluzione e la prevenzione del problema, nel rispetto dell’igiene e dell’ecologia.

Lo studio progettuale e la successiva attenta fase di sperimentazione e perfezionamento ha visto l’impiego di numerosi prototipi utilizzati per le catture sia in laboratorio sia negli ambienti tipicamente frequentati da topi e ratti . Ekomille è stato sperimentato per un anno nello zoo di Roma così come nel mercato rionale del Testaccio, notoriamente infestato da ratti dal tempo della disattivazione del Mattatoio Comunale.
Tutto questo nell’ambito di una ricerca scientifica diretta dall’Università la Sapienza, che ha portato alla piena approvazione di questo sistema di cattura. Il sistema EKOMILLE funziona senza la dispersione nell’ambiente di alcuna sostanza velenosa o nociva, come i comuni veleni, pericolosi in special modo, per il rischio di contaminazione dei prodotti alimentari in vendita o in stoccaggio nel luogo da derattizzare.

Ma come funziona EKOmille?

Grazie alle esche naturali percepib
ili anche a distanza, l’animale viene attirato all’interno dell’apparecchio dove viene catturato al tentativo di mangiare l’esca stessa, EKOMILLE è dotato di un sensore tarato ad sistema ecologico appena 1,8 g di pressione il che lo rende praticamente infallibile ,inoltre possiede alcuni accorgimenti in grado di vincere la nota diffidenza e l’accorgimento dei topi. La chiusura ermetica e il liquido disinfettante nel serbatoio di raccolta, garantiscono l’igiene e sicurezza, al tempo stesso , l’uso delle esche naturali assicura la totale ecologicità di EKOMILLE. Si presta pertanto ad essere impiegato con estrema sicurezza in molti ambienti, anche dove deve essere protetta la presenza di animali domestici e bambini, nelle comunità ospedaliere o negli asili per anziani, oltreché direttamente nelle fognature senza alcun problema.
L’apparecchio contiene fino a 200 piccoli topi, quindi necessita di una rimozione degli stessi solamente ogni 15-20 giorni, ovviamente con il cambio del liquido disinfettante al suo interno ed un controllo dell’esca naturale usata.

Cerchi un servizio di pulizia post-derattizzazione in ufficio?

I metodi di derattizzazione utilizzati per disinfestare un ufficio sono pressoché identici a quelli impiegati in un’abitazione privata o all’interno di un locale commerciale o industriale. Una volta conclusa la disinfestazione dei topi è sempre opportuno rivolgersi ad una ditta di pulizie uffici roma che possa disinfettare in maniera efficace tutta l’area trattata, rendendo gli ambienti sicuri e puliti.

Finalmente un grande passo verso una derattizzazione economica, comoda e con assistenza tecnica qualificata.

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Sostanze usate per il controllo dei Roditori. Rodenticidi,Topicidi sub acuti

Rodenticidi sub-acuti

Ciò che caratterizza i Rodenticidi sub acuti è che al contrario di quelli acuti, pur con una dose unica di sostanza ingerita, il Ratto o il Topo muoiono nell’arco di alcuni giorni e non nelle 24 ore che seguono.

  • Pro: Negli animali che hanno ingerito la sostanza rodenticida, anche in dosi sub-letali si genera una forma di anoressia e quindi cessano i danni prodotti dall’alimentazione degli stessi Roditori.
  • Contro: Allo stesso modo però in cui causa anoressia (ossia mancanza di appetito) impedisce di continuare a mangiare l’esca collocata e impedisce l’eliminazione totale di quei soggetti che hanno ingerito dosi sub-letali.

I Rodenticidi/Topicidi sub-acuti agiscono basandosi sull’alterazione della funzione digestiva dei Roditori, e sono:

  • veleno per topi (Vitamina D2)
  • Colecalciferolo (Vitamina D3)

Ergocalciferolo e Colecalciferolo

Queste due sostanze stimolano l’assorbimento del calcio da parte dell’intestino, causando la morte per calcificazione dei reni e arterie.

La morte sopraggiunge dopo alcuni giorni ( di media 2) causando un elevato e prolungato livello do sofferenza, sono perciò considerati veleni il cui uso è definito disumano.

Tutte e due le sostanze hanno più effetto sopra il Topo domestico (mus musculus) a seguire sul Ratto dei Tetti (rattus rattus) e minor effetto sul Ratto delle chiaviche ( rattus norvegicus).

Brometalina:

È un principio attivo dell’azione neurotossica, la morte sopraggiunge per blocco della respirazione, causando tremori, convulsioni, e paralisi degli arti posteriori.

La tossicità di questo Rodenticida è elevata sia nei confronti dei Ratti che dei Topi, ma anche purtroppo nei confronti dei Cani e soprattutto dei Gatti.

Ricordiamo che come per i biocidi, Rodenticidi acuti, queste sostanze sono escluse da una futura commercializzazione nell’Unione Europea.trappole per ratti

Conclusioni

Noi, e parlo come derattizzazioni.org , siamo perfettamente d’accordo sulla limitazione posta dalla Commissione, dato che siamo decisamente più propensi a consigliare a chi lo chiede, un erogatore d’esca,completamente innovativo, privo di qualsiasi veleno, come EKOmille, perfettamente ecocompatibile, funzionale, igienico e soprattutto che evita inutili sofferenze al Roditore.

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Sostanze usate per il controllo dei Roditori. Rodenticidi, Topicidi acuti.

Sostanze usate per il controllo dei Roditori. Rodenticidi, Topicidi acuti.

Da millenni l’uomo si è trovato a contrastare la presenza dei roditori, certo non subito ci si era accorti che gli stessi erano portatori di gravi malattie, ma comunque fin dall’antichità erano associati a un concetto di degrado, sporcizia, e contaminazione delle provviste alimentari.  Lo sta a dimostrare la presenza iconografica dei gatti fin dal 3000 a.C. in Egitto, la loro fama come abilissimi cacciatori di ratti si sparse rapidamente e nonostante fosse severamente proibito farli uscire dalla terra dei faraoni, i Romani trovarono il modo di portarli al di fuori dall’Africa un po’ ovunque. Questo fu uno tra i primi sistemi di controllo conosciuti in campo internazionale.

Essendo i Roditori parassiti al pari di tanti altri, il metodo più ovvio per eliminarli è ucciderli. Purtroppo nel caso dei Ratti, Topi e affini la loro spiccata neofobia e la loro adattabilità, ha portato l’uomo a escogitare sistemi e tecnologie sempre diversi, ma a tutt’oggi sono ancora i vari rodenticidi e i dispositivi di cattura per topi a costituire la quasi totalità delle soluzioni effettivamente disponibili.

Le sostanze rodenticide usate per la derattizzazione si possono dividere in tre gruppi:rodenticidi

  • Rodenticidi acuti
  • Rodenticidi sub acuti
  • Rodenticidi cronici (anticoagulanti)

Analizziamone i pro e i contro.

Rodenticidi acuti:

La definizione generale vuole che si possa definire veleno acuto un veleno in grado di condurre alla morte del roditore in meno di 24 ore. Purtroppo alla rapidità si associa anche la tossicità e la mancanza di antidoti per queste sostanze e quindi  la loro pericolosità in caso di ingestione accidentale è grande, e necessitano sempre di un accurata supervisione da parte di personale specializzato.

Altro inconveniente è la diffidenza per l’esca che si può sviluppare nel roditore altrettanto rapidamente, nel caso di un ingestione non sufficiente (dose sub-letale), specialmente nei primi giorni di somministrazione; non scordiamoci che il ratto si approssima sempre cautamente a tutto quello che di nuovo trova sul suo cammino e difficilmente mangerà tutto il veleno in una volta. A questo problema si può ovviare utilizzando la tecnica del pre-adescamento, ossia collocando esche simili in formato e sapore ma non tossiche, in antecedenza.

È importante sottolineare comunque che la normativa Comunitaria Europea in materia di biocidi, prevede una futura  (2010) esclusione di queste sostanze dalla commercializzazione.

FOSFURO DI ZINCO:

Ha avuto ed ha, una grande diffusione in tutto il mondo, a partire della prima guerra mondiale.

Come colpisce: Nell’ambiente umido dello stomaco.

Dose letale: Rattus norvegicus (ratto delle chiaviche) 40 mg • kg¹
Mus musculus (topo domestico)32 mg • kg¹

Tempo di azione: Primi sintomi entro i 25 minuti dall’ingestione. Morte nell’arco delle 24 ore

Pro:

  • Il fosfuro di zinco non viene accumulato nei muscoli o in altri organi, riducendo i rischi di intossicazione per altri animali non bersaglio.
  • Si degrada abbastanza rapidamente se collocato in esche fresche artigianali a base di frutta o verdura e in ambienti umidi

Contro:

  • Non esiste antidoto, molta attenzione deve essere collocata nel preparare le esche in quanto le polveri di fosfuro di zinco sono estremamente pericolose se inalate.
  • In caso di dosi sub-letali, causa diffidenza nei roditori bersaglio. È necessario usare la tecnica di pre-adescamento.

Si sconsiglia l’uso se non in determinate condizioni (esche preparate e collocate da ditte di derattizzazione specializzate) e con precise garanzie di sicurezza.

ALFACLORALOSIO:Rodenticidi veleni

Narcotico usato in passato come repellente e anestetico per uccelli. La sua azione rodenticida fu scoperta  per caso nella decada del ’60.

Come colpisce: Agisce sul sistema nervoso producendo un rallentamento dei processi metabolici,l’animale muore per ipotermia (assideramento),che è la morte più rapida per i roditori di piccola taglia.

Dose letale: Più attivo per il Topo domestico , 190-300mg • kg¹; Ratto 200-400mg • kg¹ la temperatura ambientale ideale, perché il veleno svolga la sua azione tossica, deve essere inferiore a 16°C.

Tempo di azione: sintomi entro la prima ora dall’ingestione

Pro:

  • Minor livello di rischio, tra i rodenticidi acuti per gli animali non bersaglio, di taglia media o grossa.
  • L’Alfacloralosio dà una Morte rapida con basso livello di sofferenza per l’animale intossicato.

Contro:

  • Considerata la rapidità dell’azione induce facilmente una maggiore diffidenza all’esca.
  • Necessita di tecnica pre-adescamento.

Pur non esistendo antidoto in caso di avvelenamento accidentale bisogna tentare di riscaldare al più presto l’animale intossicato, coprendolo e non massaggiando gli arti, perché in quel caso si rischia di allontanare il sangue dal cuore.

NORMORBIDE:

Anche questo è un veleno scoperto a metà degli anni ’60. È utilizzabile solo per i Ratti, ha poco o quasi nullo effetto sui Topi domestici e altri Roditori. In realtà ancora non si è capito bene il perché funziona in questo modo.

Come colpisce: Azione tossica sull’apparato circolatorio, agisce da vasocostrittore. Uno dei sintomi sono gli arti che tendono a sbiancare.

Dose letale: Funziona, come dicevamo sopra, solamente per il Ratto delle chiaviche o pantegana (Rattus norvegicus) nella dose di 5-15mg • kg¹ ; per il Rattus Rattus (ratto dei tetti) già la dose del rodenticida deve essere di 50mg • kg¹.

Tempo di azione: tra i 15 minuti e le 4 ore successive dall’ingestione della dose letale.

Pro:

  • È praticamente il meno pericoloso per l’uomo e gli animali domestici.
  • Non ha conseguenze per altri animali non bersaglio (predatori ecc.).

Contro:

  • Bassa appetibilità anche se incapsulato.
  • Scarsa efficacia su Topo domestico e altre specie di Roditori.

ANTU (Alpha-naphtyl-thiourea):

Sviluppato negli Stati Uniti intorno agli anni ’40, anche questo è un Rodenticida acuto particolarmente efficace per il Ratto delle chiaviche, la cui azione non è ancora del tutto conosciuta.

Come colpisce: si sa che agisce aumentando la permeabilità dei capillari dei polmoni, provocando edema polmonare e difficoltà respiratorie.

Dose letale: Varia molto secondo il peso e dell’età dei Roditori.

Tempo di azione: rapida comparsa dei sintomi, morte nelle prime 2-4 ore dall’ingestione.

Contro:

  • Tra le specie non bersaglio; i cani e i maiali, possono subirne gravi conseguenze.
  • Diffidenza all’esca. Necessaria tecnica di pre-adescamento.
  • Difficoltà nello stabilire la dose letale.
  • Si sospetta azione cancerogena nei confronti delle persone.

ALFACLORIDINA:topolino

Questa sostanza ha un interessante principio attivo; può agire sia come veleno che come sterilizzante per i Ratti e altre specie di Roditori.

Come colpisce: provoca lesioni nelle cellule epiteliali, impedendo il trasporto degli spermatozoi.

Dose letale: come veleno acuto: 152mg • kg¹ per il Ratto delle chiaviche; 160mg • kg¹ per il Topo domestico

Pro:

  • La sterilizzazione non influisce sulle dinamiche sociali dei Ratti, perciò l’animale rimane come maschio dominante, continuando ad accoppiarsi.
  • Come sterilizzante quindi non provoca un eccessiva diffidenza.

Contro:

  • Come sterilizzante funziona bene per il Ratto nero e il Ratto delle chiaviche ma non sterilizza il Topo domestico
  • Scarsa appetibilità, la sostanza deve essere microincapsulata.

SCILLIROSIDE:

Questa è una sostanza prodotta attraverso la sintetizzazione chimica avvenuta nel 1959, di un estratto naturale chiamata Scilla rossa preso dalla pianta Urginea maritima della famiglia delle Liliacee usata fin dal tempo degli antichi Egizi sia per le proprietà medicinali che come Topicida.

Come colpisce: Agisce sul cuore provocando convulsioni, paralisi e quindi morte.

Dose letale: 50mg • kg¹ per il Topo domestico e 200 – 250 mg • kg¹ per le femmine del Ratto delle chiaviche, mentre per il maschio del Rattus norvegicus, meno sensibile, ci vogliono 500mg • kg¹

Tempo di azione: I sintomi per l’ingestione di scilliroside appaiono dopo alcune ore , la morte sopravviene spesso entro le prime 12 ore.

Pro:

  • La formula chimica ora sintetizzata è  un prodotto omogeneo e biologicamente stabile con tossicità elevata.

Contro:

  • L’estratto di Scilla rossa ha un appetibilità  bassa per le specie bersaglio, sapore amaro.
  • Rischi maggiori per esseri umani e animali non target, numerosi i casi di avvelenamenti accidentali.

SODIO MONOFLUOROACETATO e SODIO FLUORACETAMIDE:

Prodotto non registrato in Italia

Il Sodio Monofluoroacetato conosciuto anche come 1080, dato il suo basso costo e la sua elevata tossicità, non ha un target specifico, e per questo viene spesso usato in altri paesi come la Nuova Zelanda per controllare specie diverse dai Roditori, come gli opossum e i conigli, a volte con gravi conseguenze per altri erbivori e canidi. Stessa cosa vale per il Sodio Fluoracetamide detto: 1081, che è molto simile ma più leggero.

Come colpisce: agisce causando l’accumulo di acido citrico, quando viene ingerita una dose non letale, l’animale si riprende nel giro di 1-4 giorni. La morte avviene quasi sempre per arresto cardiaco, negli erbivori, nei carnivori per blocco della respirazione.

Tempo di azione: i primi sintomi si manifestano dopo mezz’ora dall’ingestione la morte nelle 24 ore successive.

Contro: La sua tossicità per le specie non bersaglio, soprattutto Carnivori e canidi.

Altri tipi di Rodenticidi Acuti:

Molti Topicidi acuti sono stati abbandonati nel tempo perchè basati su metalli pesanti quali fosforo, arsenico, stricnina, crimidina e come dicevamo, in un prossimo futuro saranno messi fuorilegge dalle nuove normative Comunitarie sui biocidi, lasciando spazio alle nuove generazioni di anticoagulanti ( rodenticidi cronici ) dei quali parleremo più avanti. Comunque per correttezza d’informazione vogliamo fornire alcune informazioni basiche:topi in casa

FOSFORO: molto tossico per l’ambiente

ARSENICO: è una tossina che si incontra diffusamente in natura ma è più tossico per l’uomo che per le specie bersaglio. È una sostanza già proibita ovunque oltretutto perché provoca notevoli sofferenze agli animali intossicati.

SOLFATO di TALLIO: provoca danni a carico dell’apparato intestinale, del sistema nervoso e respiratorio. I sintomi ci mettono vari giorni per apparire ( da 1 a 3 giorni). È una sostanza troppo sensibile all’umidità e quindi dissolvendosi inquina facilmente le acque  e il terreno.

STRICNINA: è un alcaloide del frutto dell’albero Srychnos nux vomica , agisce molto rapidamente (1 ora) , agisce sul sistema nervoso centrale, è proibita in Italia da tempo come topicida, ma purtroppo viene ancora illegalmente usata per uccidere cani, volpi, lupi ed altri animali.

CRIMIDINA: È stata usata fino a qualche tempo fa in basse concentrazioni nelle esche pronte, molto tossica per i Mammiferi, agisce sul sistema nervoso centrale. Ha come svantaggio il fatto che si decompone troppo rapidamente in ambienti umidi e le esche con questa sostanza sono poco appetibili per i Roditori. Di buono ha che se ne conosce l’antidoto ; la piridossina.

Questi che abbiamo accuratamente presentato sono i Rodenticidi o Topicidi acuti, sostanze che pur essendo proibite, in quanto biocidi, dalla normativa Comunitaria, a partire da quest’anno 2010, sono argomento di ricorso presso la Corte europea da parte delle multinazionali specializzate nella produzione di prodotti per la derattizzazione.

Pur essendo ormai gli anticoagulanti di terza generazione (rodenticidi cronici) i prodotti derattizzanti più usati, sicuramente più efficienti e meno pericolosi dei rodenticidi acuti, le sostanze qui nominate sono ancora purtroppo,  presenti in molte esche attualmente in commercio.

Raccomandiamo a tutti lettori che ci seguono, la massima attenzione, in caso di contatto accidentale con queste sostanze e, pensando alla vita e alla salute dei nostri cari, quanto sia meglio contattare in caso di presenza accertata di roditori nocivi, personale specializzato in derattizzazioni e competente in materia.

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Sostanze usate per il controllo dei Roditori. Rodenticidi cronici, gli Anticoagulanti.

Come agiscono i Rodenticidi cronici
Anticoagulanti di Prima Generazione
Anticoagulanti di Seconda Generazione

Affrontiamo ora l’argomento dei Rodenticidi cronici, anche chiamati Anticoagulanti, che sono a tutt’oggi i rodenticidi più usati.

Cenni storici sulla loro scoperta

La scoperta degli Anticoagulanti nella loro applicazione come Rodenticidi è avvenuta per caso. Nel 1922 si cominciò a studiare una malattia che colpiva il bestiame che a sua volta si nutriva di foraggio, e in particolare di trifoglio depositato nei silos (insilato). I vitelli morivano per emorragia e non si riusciva a capire il perché , fino a quando un contadino del Wisconsin (USA), non portò un animale morente a far analizzare in laboratorio, venne cosí trovata la causa delle morti e identificata in un composto specifico a base di cumarina, da qui venne isolato e sintetizzato il Dicoumarol.

La ricerca fu interrotta a causa dello scoppio della seconda guerra mondiale, unanticoagulanti topi a volta finita, le ricerche ripresero fino all’individuazione di un composto , il numero 42, che otteneva i risultati migliori nell’eliminazione di Topi e Ratti. Queste ricerche vennero svolte dalla Wisconsin Alumni Research Foundation, che nel 1952 ottenne la licenza . Il nome  del primo anticoagulante Warfarin, per l’appunto prende il nome da questa fondazione, più il suffisso arin che indica la sostanza come appartenete alla famiglia delle cumarine.

Come agiscono i Rodenticidi cronici

I Rodenticidi cronici pur essendo di struttura chimica differente, hanno lo stesso meccanismo d’azione; agiscono sui fattori della coagulazione del sangue che richiedono la presenza della vitamina K, che proprio per questo è anche l’antidoto usato in caso di ingestione accidentale.

L’organo principale che colpiscono nei Roditori è il fegato, inibendo il processo di sintesi, l’animale deve ricorrere alla fonte alimentare per ottenere vitamina K, ma la vitamina che viene assorbita attraverso gli alimenti non è sufficiente se non per un breve lasso di tempo, di solito per pochi giorni, poi cominciano a verificarsi le emorragie.

I sintomi sono costituiti da debolezza, letargia, riflessi lenti, postura con la schiena incurvata, e a volte sono visibili tracce di sangue attorno a naso, occhi, bocca e ano. Il sopraggiungere dei primi segni clinici avviene dopo 1-5 giorni dall’ingestione e la morte entro i 3 e i 5 giorni.
Oltre che per via orale, gli anticoagulanti sono estremamente tossici anche in caso di  contatto con la pelle,o per inalazione.

Dovuto alla loro  bassa solubilità non vengono assorbiti dalle piante alimentari nel caso di un uso sulle colture, possono tuttavia essere assai persistenti sul suolo.

PRO:

  • Dovuto alla loro azione che si manifesta nel tempo, è praticamente impossibile che gli animali associno il malore con l’ingestione dell’esca, questo fa si che non si sviluppi la diffidenza e che continuino a mangiarne.
  • Esiste un efficace antidoto, al contrario dei Rodenticidi acuti e sub-acuti, che è la vitamina K e che, ha l’opportunità di essere somministrato in tempo, dovuto al fatto che i rodenticidi cronici, non hanno azione immediata.

CONTRO:

  • Il fenomeno dell’insorgere di ceppi di roditori geneticamente resistenti agli anticoagulanti.

È vero che gli anticoagulanti mummificano i Roditori?anticoagulanti per roditori

Innanzi tutto ci piacerebbe sfatare la leggenda che queste sostanze mummificano i Roditori che le ingeriscono, al contrario queste sostanze producono emorragie, e i liquidi che fuoriescono da corpo morente; sangue, liquidi interni sono contenute. Piuttosto dobbiamo notare che il ritrovamento di animali mummificati quasi sempre riguarda Topi, e più raramente Ratti. Questa mummificazione si rinviene normalmente in climi caldi e asciutti, quali le abitazioni umane, e più frequentemente nel Topo in quanto questi, hanno un rapporto superficie/volume minore rispetto ai Ratti, il  che consente una più facile evaporazione, dovuta appunto al clima, dei liquidi corporei.

Il fenomeno della resistenza agli anticoagulanti

È bene specificare che, si sono manifestati fenomeni di resistenza al principio attivo delle sostanze anticoagulanti , ormai in tutto il mondo.

Dovuto a questa resistenza ai Rodenticidi cronici che, per la prima volta si è evidenziata in una zona agricola della Scozia nel 1958, probabilmente trasmessa geneticamente da alcuni individui, e allargatasi radialmente con una velocità media di 4,8 km l’anno,  è cominciata la ricerca per trovare nuove sostanze in grado di contrastare il fenomeno della resistenza agli anticoagulanti.

In caso di sospetta resistenza agli anticoagulanti, bisogna ricordare l’importanza che la derattizzazione in atto venga eseguita da personale specializzato, che sarà capace di analizzare i molteplici fattori cause del fallimento e proporre una soluzione adeguata.

Non tentate di risolvere il problema da soli perché:

  1. Potreste contribuire involontariamente all’allargamento del fenomeno non riuscendo a debellare gli individui geneticamente resistenti.
  2. Potreste contribuire involontariamente a sviluppare il cosiddetto fenomeno delle “resistenze incrociate”, somministrando un altro tipo di anticoagulante inadatto.

La soluzione consigliata da qualsiasi ditta di derattizzazione che si rispetti, difficilmente sarà  quella della somministrazione di un rodenticida acuto, in sostituzione dell’anticoagulante, eccetto casi di estrema gravità e urgenza, ma quella di un erogatore d’esca o trappola che dir si voglia, che funziona senza l’uso di esche tossiche, tipo EKOmille, che per mia esperienza è ecocompatibile, sicuro e quando ben collocato, di estrema efficienza.

Anticoagulanti di prima generazione

Analizziamo qui a seguire gli anticoagulanti di prima generazione, anche chiamati Rodenticidi cronici, mettendo in evidenza i pro e i contro di ogni sostanza.

Sono:

  • Wafarin
  • Coumatetralyl
  • Coumacloro
  • Pindone (Pival)
  • Chlorophacinone
  • Diphacinone

Wafarin:

È conosciuto in altri paesi come Zoocumarin o Coumafene, primo anticoagulante in commercio dall’inizio degli anni ’50. Disponibile in un grande numero di formulazioni.

PRO:

  • Dovuto appunto alla scoperta di ceppi resistenti, è stato potenziato inserendo nella formulazione un antibiotico, che elimina i batteri intestinali che sintetizzano la vitamina K (responsabile per la coagulazione del sangue).veleno per topi
  • Il principio attivo si presenta in formulazione come una polvere secca e quindi può essere usato anche come veleno da pista, ossia cospargendo il cammino dei Ratti di modo che attaccandosi all’animale questo si ripulisca  leccando dalle sue zampe il veleno.

CONTRO:

  • Alcuni mettono in dubbio la sua reale efficacia nei confronti del Topo domestico e del Ratto nero.
  • Sono stati riscontrati molti casi di resistenza.
  • Scarsa appetibilità.
  • Necessita di più assunzioni da parte dell’animale.

Coumatetralyl:

Sintetizzato in Germania e messo in commercio nel 1956 , simile al Wafarin

PRO:

  • Maggiore appetibilità rispetto al Wafarin.
  • Funziona anche come polvere da pista (vedi sopra).

CONTRO:

  • Sono riscontrati casi di resistenza anche di resistenza incrociata con il Wafarin.
  • Effetti rilevanti sui pesci , idrosolubile nelle acque.

Coumacloro:

Derivato cumarinico, anche questo sintetizzato in Germania.

PRO:

  • Tossicità elevata anche se ancora non molto ben conosciuta nei riguardi di Topi e Ratti.
  • Non è facilmente solubile in acqua.
  • Funziona anche come polvere da pista.

CONTRO:

  • Poca appetibilità sia nei riguardi del Topo domestico che del Ratto delle chiaviche

Pindone:

Introdotto nel mercato statunitense nel 1953 è un derivato dell’indanedione, il primo ad essere sintetizzato. Conosciuto in Europa come Pival o Pivaldione.

PRO:

  • Non è facilmente solubile in acqua.

Chlorophacinone:

Anche questo è un derivato dell’indanedione, è il più diffuso in Italia. Introdotto in Francia nel 1961, molto usato sia in Europa che negli Stati Uniti.

PRO:

  • Efficacia sul campo maggiore del Wafarin.
  • Bassa tossicità per le specie non bersaglio,viene usato nelle colture a pieno campo nella lotta alle Arvicole

CONTRO:

  • Meno appetibile del Wafarin.
  • Sono riscontrati casi di resistenza.
  • Meno efficace nei confronti del Topo domestico.

Diphacinone:

Derivato dell’indanedione, molto usato negli Stati Uniti anche nella lotta alle Arvicole e Ratti nei frutteti.

PRO:

  • Poco solubile in acqua e degradato lentamente nel suolo.roditori
  • Molto efficace nella lotta al Ratto delle chiaviche.
  • Usato anche nella lotta ai pipistrelli vampiri in Sud America.

CONTRO:

  • Meno efficace nella lotta al Topo domestico.

Anticoagulanti di seconda generazione

Sono:

  • Difenacoum
  • Bromadiolone
  • Brodifacoum
  • Flocoumafen
  • Difethialone

Difenacoum:

Primo anticoagulante della seconda generazione , messo in commercio nel 1976, è uno dei Rodenticidi più usati al mondo.

PRO:

  • Molto efficace nella lotta ai Ratti e Topi sia nei confronti del Rattus rattus (Ratto dei tetti) che del Rattus norvegicus (Ratto delle chiaviche) come del Mus domesticus (Topo domestico).
  • Poco tossico per tutti i principali animali domestici.
  • Tempo di dimezzamento nel fegato dei roditori intossicati di 118-120 gg, tra i più brevi tra gli anticoagulanti di seconda generazione. Questo significa meno pericolo di avvelenamento per le specie predatorie.

CONTRO:

  • Si sono presentati casi di resistenza pur essendo un rodenticida cronico di seconda generazione, sia nel Ratto delle chiaviche (Inghilterra) che nel Topo domestico (Inghilterra)che per il Ratto dei tetti (Francia).
  • Appetibilità inferiore al Bromadiolone.

Bromadiolone:

Immesso sul mercato nel 1976 a pochi mesi di distanza dal Difenacoum. Anche questo è tra i rodenticidi più usati al mondo.

PRO:

  • È sufficiente una sola ingestione per causare la morte dei roditori.
  • Ottima appetibilità.
  • Bassa solubilità nell’acqua e degradazione lenta nel suolo.

CONTRO:

  • Il tempo di dimezzamento nel fegato dei roditori colpiti è il più lungo tra gli anticoagulanti (170 gg), quindi ne è sconsigliato l’uso in pieno campo, se non un uso attentamente monitorato. Può causare la morte involontaria dei  predatori.
  • Sono stati segnalati casi di resistenza.

Brodifacoum:

Sul mercato dal 1979, ancora oggi largamente utilizzato, la sua eleva tossicità ne fa il più potente tra gli anticoagulanti in commercio.

PRO:

  • Fortemente insolubile in acqua e non degrada nel suolo.
  • A tutt’oggi immune dal fenomeno di resistenza.

CONTRO:

  • Ridotta appetibilità.
  • In gran Bretagna ne è vietato l’uso nelle aree esterne degli edifici, dato il suo potenziale tossico per gli animali non bersaglio.

Flocoumafen:anticoagulanti per topi selvatici

Anticoagulante molto potente si trova sul mercato dal 1984. Tossicità di poco inferiore al Brodifacoum per quanto riguarda il Ratto delle chiaviche.

PRO:

  • Il Flocoumafen non è facilmente solubile in acqua ed è degradato lentamente nel suolo.
  • Non sono noti casi di resistenza.

CONTRO:

  • Molto pericoloso nei confronti di altri animali non bersaglio, soprattutto per i cani.
  • Meno tossico nei confronti del Topo domestico e del Ratto dei Tetti.

Difethialone:

È l’ultima novità in fatto di anticoagulanti, è considerato il precursore di una nuova famiglia di principi attivi; i benzotiopiranoni.

PRO:

  • Elevata tossicità sia contro il Ratto delle chiaviche che contro il Topo domestico.
  • Presente sul mercato in molte formulazioni.
  • Non sono stati segnalati casi di resistenza.

CONTRO:

  • Pericoloso per le specie non bersaglio anche se il tempo di eliminazione nel fegato dei roditori è il più breve tra tutti gli anticoagulanti di seconda generazione.

Concludiamo questa breve e sintetica descrizione delle sostanze anticoagulanti utilizzate nei procedimenti di derattizzazione, ricordando a tutti gli interessati, quanto sia importante usare queste sostanze con assoluto discernimento e responsabilità, sempre e comunque assessorati da personale specializzato e  preferendo quando possibile altri metodi di derattizzazione come ad esempio le trappole erogatrici d’esca non tossica, come ad esempio il sistema EKOmille , decisamente più ecosostenibili e causa di minore sofferenza per gli animali da derattizzare.

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Ultrasuoni, Infrasuoni, Onde Elettromagnetiche per allontanare i Roditori

LA DERATTIZZAZIONE CON ULTRASUONI

La possibilità di allontanare i Roditori usando questi mezzi tecnologici, quali gli emettitori di onde a ultrasuoni, ha generato e genera notevoli controversie tra gli operatori del settore derattizzazioniultrasuoni per roditori .

Nonostante che, i costi di un impianto ad ultrasuoni a volte possano essere più elevati di una programmazione specialistica di derattizzazione, sicuramente più efficiente, applicata con metodi tradizionali quali; elementari misure di esclusione, erogatori d’esca e trappole come l’Ekomille per esempio, si nota curiosamente come la gente ha una propensione maggiore ad investire nell’acquisto di questi sistemi dalla non comprovata efficienza.

Le Basi Scientifiche

Le basi scientifiche che vengono prese in considerazione sono quelle che in realtà, molte specie di Roditori, tra i quali i Ratti e i Topi, emettono e captano ultrasuoni.

Gli Ultrasuoni sono suoni con una frequenza superiore a quella udibile dall’orecchio umano, cioè oltre i 20 Khz, e addirittura, i Roditori ne possono venire uccisi (quando arrivano a circa 160 decibel), attraverso un eccessivo aumento della temperatura corporea.

Sappiamo inoltre che quando si è esposti per un periodo di tempo prolungato
agli ultrasuoni, questo può indurre ad un forte stress e a modificazioni nel sistema endocrino dei Roditori.

Prove in campo

Purtroppo non si è riuscito ad avere prove scientifiche di reale efficienza in campo di queste tecniche, nella maggior parte dei casi risulta infatti solo un momentaneo diminuire nell’attività dei Roditori, quindi ad un attenta analisi si è dedotto che i limiti di questi sistemi sono:topo selvatico

  1. Dato che i suoni ad alta frequenza si propagano in linea retta, la loro efficienza diminuisce a breve distanza dal punto di emissione, in quanto vengono facilmente assorbiti dai corpi solidi.
  2. Come gli esseri umani, a loro volta i Roditori si abituano a vivere in posti molto rumorosi e quindi, entro certi limiti, si crea un abitudine agli ultrasuoni.
  3. Sull’abitudine e il passare della sensazione di pericolo, si basa anche questa terza ipotesi, alcuni apparecchi dovrebbero imitare il suono dei predatori, tipo i rapaci, dopo un certo periodo i Ratti e i Topi capiscono che il suono non è  collegato alla loro presenza e riprendono la loro normale attività.
  4. Gli Ultrasuoni veramente efficaci contro i Roditori, parliamo di quelli che uccidono, sono pericolosi anche per l’uomo.

Comunque i dispositivi ad Ultrasuoni che hanno l’effetto di allontanare i roditori, ossia  che possono ridurre un infestazione grave di Ratti e Topi, sono solamente quelli che emanano una gamma di Ultrasuoni variabile non ad un unico tono, che non permettono insomma al Roditore di sviluppare un abitudine agli ultrasuoni.

Sicuramente la ditta di derattizzazioni o il personale specializzato al quale vi rivolgerete saprà indicarvi dopo l’analisi del vostro caso e un attento monitoraggio, il sistema più adatto al tipo di derattizzazione necessaria.

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Dispositivi di cattura per i roditori 5/5 (1)

Le trappole meccaniche

Sin dalla più remota antichità gli uomini studiarono e utilizzarono trappole per catturare i Roditori che gli rubavano il cibo.

Al giorno d’oggi pertanto esistono i più svariati tipi di trappole e disparati sistemi di cattura.

Le trappole servono anche ai ricercatori impegnati nello studio delle popolazioni animali, al fine di ottenere notizie sui loro spostamenti, uso dell’habitat, struttura e consistenza della popolazione.

A noi, interessano soprattutto per risolvere definitivamente il nostro particolare problema di derattizzazione; per difendere la nostra casa, il nostro negozio, la nostra impresa.

Sono sicura che al tempo stesso in cui vogliamo una garanzia di igiene, la sicurezza di non intossicare con sostanze nocive i nostri figli, i nostri animali domestici, le derrate alimentari, e soprattutto l’ambiente che ci circonda, vorremmo anche evitare sofferenze gratuite ai i “nostri” Roditori, Ratti o Topi che siano, solo per aver scelto un deterrente o un metodo di derattizzazione sbagliato.trappola per topi

Dopo aver analizzato i vari tipi di sostanze rodenticide; i veleni acuti, i sub acuti, gli anticoagulanti, e purtroppo non esserci del tutto convinti, passiamo adesso ai dispositivi di cattura meccanici.

Le cosiddette trappole meccaniche si dividono a loro volta in:

  • Trappole live: Che sono utilizzate in quei casi in cui non sia necessaria l’uccisione degli animali, consentendone la successiva liberazione
  • Trappole killer: trappole che catturano l’animale uccidendolo, in modo più o meno “umanitario”

Un altra classificazione e distinzione si può avere tra le :

  • Trappole a cattura singola
  • Trappole a cattura multipla

È importante considerare le trappole per Roditori come un’alternativa, nell’ambito delle strutture civili, alla uso di sostanze tossiche, specialmente in presenza di derrate alimentari che in un modo o nell’altro ne possono essere contaminate. Detto questo bisogna sottolineare l’importanza della presenza di personale specializzato che controlli con periodicità prestabilita le stesse trappole, siano esse killer  o trappole live, al  fine di garantire l’igiene eliminando o allontanando in modo adeguato i roditori catturati.

Controllo periodico necessario anche alla sostituzione delle esche usate per attirare i Topi e i Ratti nelle trappole, queste esche il più delle volte se non cambiate al momento giusto possono attirare e ospitare altri parassiti, soprattutto Insetti, con il rischio di favorire la diffusione di quest’ultimi.

Altro vantaggio delle trappole è di eliminare l’individuo catturato immediatamente precludendogli la possibilità di continuare a nutrirsi delle derrate alimentari o a contaminarle con urina e escrementi, cosa che non sarebbe possibile con l’uso di esche anticoagulanti, dato che gli animali morirebbero lentamente nel corso di diversi giorni e il loro cadavere non sarebbe immediatamente rintracciabile.

Discorso a parte voglio fare per le trappole collanti, che non sono ne l’una cosa ne l’altra, comunque se avete pazienza e interesse, leggete qua sotto il mio modesto parere

Le Trappole Collanti

colla per topi
Una trappola con collante.

Dopo queste premesse, e avendo ben chiari i principi che animano la mia lotta ai ratti e topi vari, non vorrei nemmeno nominare le famigerate trappole collanti.
Poi, penso che un giorno possiate venire influenzati da qualche venditore poco serio, o crudelmente maldisposto verso di voi e verso i poveri innocenti Roditori, tanto da farvele comprare e quindi decisamente passo ad elencarvi la lista di tutti i CONTRO:

  1. Siamo indotti a pensare che i Roditori siano soliti percorrere percorsi abituali, ed è vero, ma è stato dimostrato che i Ratti e i Topi percepiscono qualcosa di strano davanti ad una tavoletta collante, ricordiamoci delle loro vibrisse sensibili, quindi imparano presto a riconoscerle e ad evitarle.
  2. Le tavolette collanti servono solo per i Topi (mus domesticus) o comunque Roditori di piccola taglia, non sono buone per i Ratti (rattus rattus o norvegicus) per loro ci vorrebbero tavolette con una superficie molto più grande. Difatti spesso e volentieri ci si trovano incollati solo ciuffi di peli.
  3. Le tavolette collanti non possono essere usate in ambienti polverosi come cantine o soffitte, perché lo strato di polvere ne diminuisce l’efficacia.
  4. I professionisti del settore derattizzazioni in Inghilterra hanno ridotto al minimo indispensabile l’uso delle trappole collanti, addirittura ne hanno vietato in tutto il paese la pubblicità, perché dal punto di vista di etica deontologica , le tavolette collanti sono considerate tra i pesticidi meno umanitari al pari dei peggiori veleni a morte lenta.

Dicevo maldisposto verso di voi perché, vi siete mai soffermati a pensare che cosa ne farete poi del topolino terrorizzato, morto di fame e sete, quasi certamente ferito che troverete attaccato su quella tavoletta? Beh io si, e a parte qualche improbabile versione di camera a Co2 per l’eutanasia (viene venduta anche quella) che mi farebbe sentire leggermente “nazista”,  preferisco di gran lunga procurarmi una classica trappola con dispositivo killer dove quell’esserino viene ucciso all’istante e con poca sofferenza, o….un fucile a pallettoni tanto per le probabilità che ci sono che venga preso…

Trappole killer a cattura multipla

Tra le trappole killer a cattura multipla invece troviamo l’innovativo sistema EKomille, che appartiene anche alle cosiddette “Trappole di curiosità“, queste sono trappole che non necessariamente hanno bisogno di un esca (anche se all’interno è prevista un esca non tossica), ma sfruttano l’attrattiva del foro di entrata e scattano al passaggio del Roditore, catturandolo per semplice pressione sul piano di bloccaggio ( a questo tipo di trappole appartengono anche alcune semplici tagliole).
Essendo quindi una “trappola di curiosità”, il sistema Ekomille si può collocare anche in ambienti dove sono presenti altre attrattive commestibili, quali industrie o depositi alimentari poiché l’abbondanza del nutrimento non forza alla ricerca dell’esca che in questo caso dovrebbe essere appetitosissima per riuscire ad attirare il soggetto.

trappola killer
Una trappola killer per topi.

Il funzionamento è semplice: con la semplice pressione del corpo il meccanismo scatta, facendo cadere il Ratto o il Topo, all’interno di un raccoglitore contenente un liquido che uccide l’animale quasi all’istante per le sue esalazioni e al tempo stesso lo conserva contro la putrefazione.

Dal mio punto di vista la trappola Ekomille soddisfa tutte le necessità prima elencate per  una derattizzazione sicura e ecocompatibile. Ricapitoliamole insieme:

  • Il contenitore è igienico, sicuro alla chiusura ermetica e agli urti e di colore non attrattivo per i bambini, fissabile al suolo e inaccessibile agli animali domestici.
  • Il foro d’entrata è sufficientemente attrattivo per stimolare la curiosità innata dei roditori e l’esca pur essendo composta di semplici semi di girasole senza veleno, emana comunque odore.
  • Il peso necessario al ribaltamento e quindi alla cattura del Ratto o Topo che sia, è di solo 1,8 grammi.
  • Il topo muore quasi istantaneamente a causa del liquido velenoso e conservante al suo interno, diciamo in un modo “umanitario”.
  • Non richiede un monitoraggio troppo frequente in quanto le carcasse sono igienicamente isolate e l’apparecchio ne può contenere molte. Ha inoltre un chiaro marca-catture esterno facilmente consultabile.
  • È utilizzabile ovunque.
  • Ha un’ampia rete di assistenza professionale su tutto il territorio italiano

Mi sembra che, se messe al confronto con il sistema Ekomille sinceramente poche altre trappole meccaniche reggano, è certo che soprattutto in internet ne troverete un infinità di tipi;  dai semplici erogatori d’esca a trappole svedesi con il sistema live che sono di tutto rispetto, come rispetto d’altra parte pienamente, la volontà di alcune persone di non uccidere gli animali ma liberarli in lontane zone disabitate, purtroppo il Rattus norvegicus o Pantegana e non solo lui, sono un vero e proprio pericolo per la nostra salute come vedremo nei prossimi articoli dove approfondiremo tra le altre cose, le malattie trasmesse all’uomo dai roditori e dai loro parassiti e altri interessanti concetti come per esempio un programma di sterilizzazione di roditori attualmente allo studio.

Continuiamo perciò a studiare e cercare, facendoci idee nostre, ma intanto utilizziamo quello che c’è di meglio al momento sul mercato, a detta dei professionisti del settore derattizzazioni, la trappola Ekomille è la nostra scelta particolare.

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Il Topo nel negozio! 5/5 (1)

Il Problema dei Roditori nelle piccoleaziende

Cominciamo col parlare delle attività commerciali in qualche modo legate al settore alimentare come: bar, ristoranti, alberghi, i negozi di alimentari, le piccole rivendite, i grandi supermercati, nonché le mense aziendali, insomma in tutti quei posti dove si trattano, passano o si vendono gli alimenti.

Il problema maggiore, soprattutto per le piccole aziende, è che comunque in caso d’infestazione da roditori, pur stando all’interno di un territorio più vasto, e quindi con problematiche ambientali indipendenti dal loro comportamento,  sono costrette ad operare solo nel loro piccolo spazio, ossia tra le mura della loro azienda.

Il secondo problema è che, mentre nelle grandi industrie esiste spesso la figura del controllore di qualità o del consulente esperto nel controllo di parassiti, nelle piccole aziende, che comunque trattano alimenti, questa figura è solitamente rappresentata solo dal: Consulente in materia di procedure (HACCP), che spesso non ha il necessario bagaglio tecnico per combattere un’infestazione da Roditori.

Come stanare un topo? I controlli da parte degli enti certificatori che avvengono frequentemente nelle grandi industrie, non avvengono con la stessa frequenza nelle piccole aziende. Normalmente questi controlli, sono affidati solamente al personale degli enti pubblici preposti che, nonostante esista una normativa in materia (D.Lg.155/97) adottano sempre di più criteri di valutazione decisamente non uguali per tutti.

Il proprietario o esercente della piccola azienda, bar, mensa o negozietto che sia, sicuramente non ha le stesse possibilità economiche di una grande azienda per poter far fronte a una infestazione di roditori in piena regola, si sente abbandonato dalle autorità preposte e timoroso che, in caso di denuncia, venga privato per non so quanto tempo e con quali danni della possibilità di lavorare.

Proprio per quest’ultimo motivo (economico) spesso si richiedono preventivi a più ditte specializzate in derattizzazioni. Il problema sta proprio nel fatto che il più delle volte, la persona che richiede il preventivo e il capitolato, non ha la più pallida idea del vero problema, come non saprebbe distinguere un’infestazione da ratto delle chiaviche da una di ratto nero, e alla fine guarderà purtroppo solamente al prezzo.

Le ditte di derattizzazioni così coinvolte, trovandosi a dover competere sulla base del risparmio saranno le prime a non poter svolgere in modo professionale il loro lavoro di derattizzazione, e il loro intervento, limitato il più possibile nel tempo, allevierà solo momentaneamente la situazione disperata e delicata che troveranno in quella piccola azienda.

È molto importante quindi, che il capitolato affronti numerosi aspetti tecnici della derattizzazione come:

  • Le caratteristiche degli erogatori d’esca
  • Le formulazioni d’esca più adatte ( pensiamo solo a quanto sia pericolosa un esca tossica nella mensa di un piccolo asilo nido).
  • Numero orientativo dei punti d’esca (specificando quanti ne dovranno essere collocati in ciascun ambiente).
  • Si preveda la presentazione di una relazione tecnica dettagliata

Adottare misure di esclusione

Stanche di affrontare una lotta senza fine, fatta di un continuo alternarsi di temporanei miglioramenti e susseguenti e repentine re-infestazioni da roditori, le piccole aziende, circondate da un ambiente esterno indipendente alla loro azione, possono e devono affrontare seriamente l’argomento di possibili quanto indispensabili misure di esclusione dei Roditori infestanti da adottare quando e prima possibile nel loro stabilimento commerciale. Qualsiasi ditta di derattizzazioni seria come prima cosa analizzerà, provvederà a spiegarvi e, metterà in atto le seguenti misure:

  • Bonificare (quando presenti) le aree di vegetazione esterne;
  • Ridurre il più possibile le vie d’accesso;
  • Ridurre le fonti alimentari (depositi di residui della produzione).

Bonificare le aree esterne

Gran parte degli interventi preventivi per allontanare i roditori riguardano la gestione delle aree esterne provviste di vegetazione, soprattutto se consideriamo le opportunità alimentari e di rifugio da esse determinate.
Per allontanare i roditori pertanto, è molto importante che:

Sia rimossa definitivamente o, almeno periodicamente, la vegetazione erbacea in una fascia perimetrale di come minimo 2 o 3 m intorno all’edificio.

Possibilmente sia costruito un marciapiede o collocato uno strato di ghiaia della stessa larghezza tutt’intorno, al posto dell’erba.

Sia evitata la messa a dimora a ridosso delle pareti dell’edificio, di arbusti dalla chioma strisciante o rampicante che di per se facilitano il rifugio ai Roditori. Gli stessi alberi la cui chioma finisce in qualche modo a contatto dei tetti, devono essere potati con frequenza. Non avete idea di come sia facile per un Topo o un Ratto nero entrare nella vostra azienda attraverso queste “autostrade”.

Quando possibile, deve essere evitata la presenza di acque stagnanti, come fossati, fontane o laghetti decorativi che forniscono al Roditore, soprattutto ai Ratti un’indispensabile disponibilità d’acqua, oltre che essere un focolaio perenne di zanzare.

Fate rimuovere qualsiasi tipo di detrito si trovi a ridosso delle pareti del vostro negozio o azienda (macchinari in disuso, assi di legno, eventuali depositi di pallets). È sufficiente anche solo collocarli distanti dall’edificio.

Per allontanare i roditori è molto importante anche che i depositi di rifiuti esterni, siano speciali contenitori, impenetrabili ai roditori stessi e ad altri parassiti e che siano collocati, anche questi, il più distante possibile dall’edificio da proteggere. E’necessario, inoltre, seguire la “derattizzione normativa”.

Ridurre le vie di accesso

Altro procedimento fondamentale per allontanare i roditori, è provvedere alla chiusura di qualsiasi varco ne renda possibile l’ingresso all’interno del nostro edificio. Come? Seguendo delle semplici regole e possibilmente dopo essersi informati (anche direttamente in questo sito), sul comportamento e sul modo di riconoscere l’animale da derattizzare che infesta il nostro spazio commerciale.

Uno dei punti di entrata più usato dai Roditori, sono proprio le nostre porte, o meglio; le fessure sotto le porte. Deve essere quindi verificata la perfetta chiusura delle stesse, ricordiamoci che sono sufficienti 6mm per permettere l’entrata di un Topo domestico, e poco di più per un Ratto.

Quando poi le porte sono ermeticamente chiuse, bisogna in seguito ricordare anche di tenerle chiuse, e istruire chi lavora per noi a rispettare sempre questa semplice ma fondamentale regola.

Ispezionare le coibentazioni e le aree del tetto. I Roditori possono penetrare facilmente dalle zone mal sigillate, come le giunture tra due costruzioni, attraverso le guaine di coibentazione fatte in materiali non resistenti all’attacco dei Roditori (es.PVC flessibili), vecchie o mal collocate, o anche attraverso lo sbocco dell’impianto di areazione.

Come scacciare i topi? Allontanare i roditori  significa anche intervenire sigillando tutte le possibili aree di rifugio interne all’azienda: le cavità, i fori e le intercapedini. Questo tipo di interventi spetta ovviamente al gestore o al proprietario dell’attività non alla ditta di derattizzazioni, come molte volte i proprietari pensano, ma comunque è bene anche in questo frangente essere assessorati da un loro funzionario. Analogo discorso vale anche per i pavimenti flottanti, i controsoffitti e i condotti dei cavi elettrici.

Ridurre le fonti alimentari

La riduzione delle possibili fonti alimentari è attuabile solo attraverso capillari e frequenti operazioni di pulizia che devono riguardare in modo speciale:

  • Le macchine usate per la produzione dei cibi (affettatrici, macchine della pasta etc.), ricordate che a un Topo domestico bastano 2 gr. di cibo al giorno, e nei macchinari che vengono a contatto con il cibo rimangono sempre negli interstizi, piccolissimi residui.
  • Aspirazione delle polveri quotidiana, soprattutto nei pastifici, ma anche negozi alimentari, dove le polveri di farina si spargono facilmente, facendo attenzione anche alle polveri comuni che si annidano nei luoghi più inaccessibili.
  • Nel caso i residui della produzione siano accumulati all’interno degli edifici, fate attenzione che i contenitori siano sempre ermeticamente chiusi.

In questo modo sarete sicuri che oltre a raggiungere l’obiettivo di allontanare i roditori otterrete anche quello di evitare eventuali infestazioni di Insetti, soprattutto gli insetti delle derrate alimentari.

Conclusioni

Ricordate che, i tecnici delle derattizzazioni veramente professionali innanzi tutto, vi richiederanno tutta questa serie di provvidenze prima di poter cominciare con la vera e propria derattizzazione, ossia il collocamento delle esche o trappole che siano. Perciò tanto vale cominciare a provvedere da subito. Farete un favore a voi e al vostro vicino.

Che è importante avere un minimo di cognizione di causa quando si parla di “specie di roditori infestanti”; sapere come si spostano, cosa mangiano, quando si riproducono, che malattie possono provocare e quali sono le migliori tecniche di lotta ai roditori al momento in commercio.

Importante è sapere che per combattere questa piaga, purtroppo estremamente attuale, abbiate fatto tutto il possibile, anche se nel vostro piccolo e secondo le possibilità della vostra azienda, così come noi di Derattizzazioni.org abbiamo e stiamo cercando di illustrarvi il complesso mondo degli animali soggetti alla derattizzazione in modo semplice e accessibile.

Allontanare i roditori significa anche collaborare.

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Derattizzazione Roditori, Topi, Ratti e Talpe scopriamo le specie!

Topini di Campagna, Ratti,Topi e Talpe gli animali da Derattizzare

Quando parliamo di Derattizzazione, ci riferiamo a un tipo di disinfestazione specificatamente rivolta all’ordine dei >strong>Roditori (Rodentia) in generale e, più in particolare, agli appartenenti alla famiglia delle Muridae, quali il:

Termine nuovo in molti vocabolari italiani, la Derattizzazione ci riporta  alla mente , dovuto alla sua radice etimologica, scene terribili di pestilenze passate, la sensazione assoluta di mancanza di igiene, sporcizia, contaminazione.

Pur essendo scomparsa la maggior parte dei pericoli dovuti alla presenza di Ratti e Roditori in genere, per lo meno nel mondo occidentale, e avendo il progresso scientifico trovato, per nostra fortuna, sempre nuove difese; chimiche, mediche, ecologiche e comportamentali, rimangono purtroppo ancora oggi,molto sentiti i gravi problemi di salute veicolati inconsapevolmente dai Roditori, oltre che i notevoli danni economici provocati dalla loro, non piacevole presenza sia nelle filiere alimentari, nell’agricoltura, come purtroppo, nella quotidianità delle nostre case.

Per avere quindi un’idea più che generale del problema, parleremo quindi di Derattizzazione, approfondendo insieme temi di biologia quali:

  • la morfologia dell’animale;
  • il suo comportamento abituale;
  • l’habitat caratteristico;
  • le preferenze alimentari;
  • i segnali che indicano la loro presenza;
  • il tipo di danni causati;
  • le malattie più comuni trasmesse;
  • i principali accorgimenti per tenerli lontani, anche in termini di bioedilizia.

E infine i metodi di Derattizzazione più attuali nel rispetto dell’ambiente e della salute umana ad oggi conosciuti e ampiamente sperimentati, i nostri consigli e indicazioni pratiche per la risoluzione definitiva del Vostro problema.

Altro argomento che deve essere affrontato quando parliamo di Derattizzazioni specialistiche,dirette cioè contro specifiche specie dannose o presunte tali, e realizzate pertanto da personale qualificato, é il problema della reintroduzione forzata, alle volte inizialmente protetta; di alcune specie non native come ad esempio; le Nutrie (Myocastor Coypus), originarie del Sudamerica,che tanti problemi e accese discussioni stanno generando in questi giorni anche tra gli utenti del web, appassionati o meno di fauna silvestre.

Parleremo dei Topini di campagna,dei Ratti, dei Topi e delle Talpe che, ormai considerati autoctoni,vivono principalmente nelle nostre case o nelle loro immediate vicinanze;della ciclicità della loro presenza che, a noi, il più delle volte appare strana, tanto da scriverne favole che a loro volta risalgono a leggende come ad esempio:il “Pifferaio di Hamelin”, fatto realmente accaduto intorno al 1400 in Germania. Attualmente questi ritorni ciclici delle invasioni di Ratti sono studiati in vari siti europei , uno fra i quali la città etrusca di Cosa, in maremma, che fu distrutta e abbandonata più volte nei secoli a causa di pestilenze portate da Topi e, al momento, soggetta da alcuni anni ad un nuovo aumento incontrollato delle popolazione di questi roditori, fatto che causa non pochi problemi agli abitanti e ai contadini della zona.

Animali come i Ghiri (Glis glis),i Moscardini (Muscardinus avellanarius), le Arvicole (Topo campagnolo), gli Istrici (Hystris cristata), tutti  appartenenti all’ordine dei Roditori, meritano anche loro un approfondimento a parte. Schivi e con un proprio caratteristico habitat naturale , si trovano sempre più spesso loro malgrado,costretti ad entrare in contatto con l’uomo, con le sue case e, purtroppo, con le sue coltivazioni.

Sarà nostro compito introdurvi in seguito nel mondo di altri animali che, pur non facendo parte dei roditori,vedi il Riccio comune (Erinaceus europeus), tra l’altro specie protetta, e la famigerata Talpa(Talpa europeae) distruttrice instancabile dei nostri giardini, affinché possiate sempre fare una scelta consapevole e ben indirizzata al momento di optare per un particolare metodo di Derattizzazione il più possibile rispettoso dell’ambiente, della salute e dell’igiene, e perché no , anche della sofferenza causata inevitabilmente agli stessi animali dei quali desideriamo liberarci.

Consultateci liberamente , approfondendo con noi gli argomenti uno ad uno. Troverete nelle nostre pagine, personale altamente qualificato e una pronta assistenza a qualsiasi problema di Derattizzazione.

 

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