I Topi selvatici, i grandi opportunisti delle nostre foreste, chi sono?No ratings yet.

I TOPI SELVATICI PRESENTI IN ITALIA, del genere Apodemus.
Schede etologiche

Non causa grandi problemi a noi umani, di poco più grande del Topo domestico, molto carino, con le sue grandi orecchie alla Dumbo, il Topo selvatico difficilmente entra nelle nostre case , ma se invade un noccioleto, una pineta che produce i tanto preziosi pinoli, un frutteto nel suo pieno rigoglio ….allora si che sono guai.Immagine di un Topo selvatico

La sua ingordigia, lo porta ad accumulare nelle sue tane tanti di quei semi, che alle volte non riuscendo a mangiarli tutti, fornisce senza volere, un importantissimo contributo alla rinnovazione delle foreste attraverso il loro spontaneo germogliare. Molto ecologico non vi pare?
Per questi e altri motivi, troviamo di estremo interesse conoscere meglio il genere di questi Apodemus.

  • Apodemus sylvaticus-Topo selvatico
  • Apodemus flavicolli- Topo selvatico a collo giallo
  • Apodemus  agrarius-Topo selvatico a dorso striato

Appartenenti tutti alla stessa famiglia dei ratti e topi domestici (Muridi), i Topi selvatici hanno però habitat e abitudini differenti tra loro:

Apodemus sylvaticus o Topo selvatico

Habitat:

È uno tra i mammiferi più diffusi negli ecosistemi agroforestali d’Italia, estremamente adattabile preferisce comunque  i posti dove sia presente sul terreno una copertura vegetale, tipico biotopo di sottobosco arbustivo maturo, è anche molto comune nelle pinete litoranee e nelle boscaglie mediterranee, più raramente si incontra nei boschi di montagna dove si incontra invece il Topo selvatico a collo giallo. Lo troviamo anche in altri ambienti come nei parchi, giardini, terreni incolti e campi coltivati a cereali che però abbandona dopo il raccolto. Il Topo selvatico non è attirato dall’ambiente umano e quindi raramente lo si incontra nelle vicinanze di edifici rurali, case di campagna, stalle. Si avvicina però più frequentemente alle abitazioni umane, dove il clima è meno mite, quindi alle altitudini più elevate.
Presente in gran parte dell’Europa, fino alla Scandinavia e all’Asia Minore, diffuso anche in alcune zone dell’Africa del nord limitatamente al Marocco (catena montuosa dell’Atlante), Algeria e Tunisia, lo troviamo anche nelle isole maggiori come Inghilterra, Irlanda, Islanda e in moltissime isole dell’area mediterranea grandi e piccole oltre che ovviamente in tutta la penisola Italiana.

Morfologia:

  • Lunghezza del corpo: tra 7,5 e 9,5 cm.
  • Lunghezza della coda: la lunghezza della coda non supera mai la lunghezza del corpo, a volte è inferiore. Rispetto al Topo domestico la coda è meno larga alla base.
  • Peso corporeo: tra i 15 e i 30 g.
  • Colore del pelo: dal bruno rossastro, al fulvo grigio. La zona del ventre è biancastra ( è bianca nel Topo a collo giallo) e il contorno con il bruno del corpo più sfumato. La coda è di colore uniforme.
  • Vista: Occhi più grandi rispetto ai topi domestici, di colore nero.
  • Denti: 16 denti come i suoi parenti Muridi dove prevalenti sono gli incisivi inferiori.
  • Orecchie : nel genere Apodemus le orecchie sono più grandi che nei topi domestici, rivestite internamente  di una sottile peluria, larghe 1,3-1,7 cm.
  • Zampe: zampa posteriore e piede più lunghi rispetto al topo domestico; tra i 2 e i 2,4 cm.
  • Feci: del tutto simili al topo domestico.
  • Muso: meno appuntito del Topo comune fornito di lunghe e sensibilissime vibrisse.

 

Il Riconoscimento dei Topi selvatici non è così facile come per i ratti e il topo domestico; primo perché non è un animale facilmente osservabile in natura, poi perché i topi del genere Apodemus sono molto simili tra loro Possiamo perciò solamente lavorare all’identificazione attraverso alcuni indizi della loro presenza:
Uno di questi indizi della presenza di Topi selvatici è il ritrovamento della classica “mensa”, posti dove il Topo selvatico accumula il cibo e i suoi resti, questi generalmente si trovano alla base degli alberi, sotto pietre o tronchi o all’imboccatura delle tane . Il Topo selvatico del genere Apodemus sylvaticus, per esempio ha un modo tutto suo di aprire le nocciole e i pinoli, praticando un erosione con gli incisivi inferiori e utilizzando gli incisivi superiori per bloccare il seme.

Durata della vita:

Essendo cibo prediletto di moltissimi predatori tra i quali; Volpi, Donnole, Faine; di serpenti come Vipera, Biacco e Cervone; di Stringiformi come il Barbagianni, l’Allocco e il Gufo, è difficile stabilire una durata della vita media del topo selvatico in natura.

Riproduzione:

Nell’Europa centro-settentrionale l’attività riproduttiva ha un picco massimImmagine di impronte di Topo selvaticoo in estate, interrompendosi o comunque riducendosi notevolmente in inverno, mentre nei paesi a clima mediterraneo il ciclo riproduttivo è continuo, influenzato però anche dall’inizio della produzione di semi delle specie arboree.

La gestazione è di 19-20 giorni, il numero dei piccoli topolini selvatici è solitamente compreso tra 4 e 7. I piccolini nascono con una leggera peluria nera , dopo più o meno 16 giorni sono pronti a lasciare il nido e dopo 21 sono completamente svezzati. Una femmina può avere fino a cinque nidiate l’anno e raggiungono la maturità sessuale ad appena cinque mesi.

Comportamento:

Anche i Topi del genere Apodemus, con eccezione dell’Apodemus agrarius o Topo selvatico a dorso striato hanno un attività prevalentemente notturna con un picco nel cuore nella notte.
Sono abili arrampicatori e si movimentano tra gli strati alti della vegetazione fino ad un altezza di 3-4 m, costruiscono i loro nidi dentro gallerie che scavano tutti insieme cooperando, alle volte utilizzano gallerie utilizzate da altre specie, comunque sempre con molte vie di fuga. Ogni sistema di gallerie ospita vari nidi dei topolini selvatici e depositi di cibo, nella tana del Topo selvatico troviamo varie camere di gestazione rivestite con foglie, muschi ed erbe sfilacciate. Queste gallerie normalmente si trovano tra gli 8 e i 18 cm sotto il livello del suolo.

L’organizzazione sociale del Topo selvatico si basa su di un forte senso di territorialità soprattutto nelle femmine rispetto ai maschi, mentre le aree di movimentazione di quest’ultimi tendono a sovrapporsi.

Preferenze Alimentari:

Il Topo selvatico del genere Apodemus sylvaticus è particolarmente opportunista, pur essendo di preferenza granivoro, varia la sua dieta dipendendo dalle situazioni in cui si trova, si nutre pertanto di:

    • Bacche;
    • Frutti;
    • Parti verdi delle piante;
    • Cortecce;
    • Semi delle piante arboree;
    • Funghi;
    • Lombrichi;
    • Chiocciole;
    • Limacce;
    • Altri piccoli insetti;
    • Semi di graminacee spontanee e coltivate;
    • Piante ortive

I danni alle culture provocati dal Topo selvatico sono quindi limitati alle semine soprattutto nei vivai forestali e  in tutte le semine effettuate direttamente sul campo. In situazioni particolari può causare danni anche alle piante ortive specialmente alle cucurbitacee (zucchine zucche meloni) in fase di semina.

Altri danni del Topo selvatico possono manifestarsi nelle pinete (raccolta di pinoli) e nei noccioleti.

APODEMUS FLAVICOLLIS –Topo selvatico a collo giallo

Habitat:

Presente in Europa, dalla Spagna settentrionale alla Scandinavia,verso est si trova fino agli Urali e Turchia, verso il sud fino al Libano e Israele, è presente in Gran Bretagna e in alcune isole mediterranee.

Immagine di un Topo selvatico a collo giallo

In Italia è diffuso ovunque anche se con meno presenze nella pianura padana , dovuto alla mancanza  di habitat idonei. È completamente assente nelle nostre isole.

È una specie strettamente legata ai boschi d’alto fusto, di conifere ma soprattutto di latifoglie come i castagneti, noceti, i boschi di faggi, dove comunque esista anche un sottobosco “maturo”, ossia naturalmente pieno di foglie e tronchi caduti.

Morfologia:

  • Lunghezza del corpo: tra 7,5 e 11 cm
  • Lunghezza della coda: 8-12,5 cm quindi ben più lunga di quella dell’Apodemus sylvaticus.
  • Peso corporeo: tra i 18 e i 40 g.
  • Colore del pelo: ha una dorsale leggermente più scura del resto del corpo, che tende al rosso sui fianchi. Il ventre è nettamente bianco con contorni decisi e non sfumati come nell’Apodemus sylvaticus e una specie di collare all’altezza della gola dello stesso colore del corpo ( da qui il suo nome).
  • Vista: Occhi grandi e sporgenti, marrone scuro tendenti al nero con riflessi rossi.

Abbiamo, nel corso di quest’analisi morfologica, voluto sottolineare solamente le differenze del Topo selvatico a collo giallo con gli altri topi selvatici del genere Apodemus, per un possibile riconoscimento specifico della specie, che si può riassumere praticamente in pochi tratti:

  • coda più lunga,
  • volume del corpo un poco più grande,
  • colorazione del pelo leggermente differente.

Aggiungiamo un’ulteriore distinzione , questa volta con il topo domestico: il suo profilo che come tutti i Topi selvatici è meno appuntito e fornito di lunghe vibrisse

Riproduzione e Comportamento:

Ha una spiccata tendenza ad arrampicarsi, a volte la sua coda sembra prensile, e se non arriva ad esserlo, gli fornisce comunque  un valido appoggio sui rami alti.

Anche le sue abitudini sono spiccatamente notturne, le  gallerie-nido che scava sono generalmente più profonde di quelle dell‘Apodemus sylvaticus possono arrivare fino a 1 metro e mezzo di profondità. È possibile una convivenza territoriale tra le specie.

Si riproduce con più frequenza nel periodo che va da febbraio-marzo fino ad ottobre. Il numero dei piccoli topolini selvatici a collo giallo è compreso tra i 2 e gli 11 .

Preferenze alimentari :

Sono le stesse di tutti gli Apodemus, molto variate, ma essenzialmente sono granivori, con una spiccata preferenza per semi ad alto contenuto energetico quali : ghiande, nocciole e castagne.

APODEMUS AGRARIUS: Topo selvatico a dorso striato:

Immagine di un Topo selvatico a dorso striatoHabitat:

Il Topo selvatico a dorso striato è presente in una vasta zona  che va a ovest fino al Caucaso, e ad est fino alla Cina e Corea. Lo troviamo anche nelle isole di Giappone e Taiwan.

In Italia la diffusione è più limitata, visto che ama le zone pianeggianti possiamo trovarlo nella pianura padana ma mai al di sotto del Po,nel Friuli, Trentino e Veneto e in alcuni areali limitati della Lombardia.

Abita i margini dei boschi  e dei campi coltivati tra i cespugli e le siepi, è facile trovarlo anche nelle aree sub-urbane e, soprattutto nei mesi invernali, frequenta ambienti umani come edifici rurali e depositi alimentari. Creando non pochi problemi.

Morfologia:

Anche in questo caso vogliamo solamente evidenziare le differenze morfologiche con le altre specie di Apodemus, quindi per vedere le voci mancanti consultare la morfologia del Topo selvatico sopra:

Lunghezza del corpo: tra i 7,5 e i 12 cm.

Lunghezza della coda: inferiore a quella del corpo come nell’Apodemus sylvaticus, ed è glabra, ossia priva di peli.

Peso corporeo: tra i 16 e i 27 g. nella media

Colore del pelo: Caratterizzato da un evidente striscia nera dorsale, che va dalla testa all’attaccatura della coda, sullo sfondo di un pelo marroncino, e un ventre che può essere bianco o grigio, comunque sempre più chiaro. Le vibrisse sono più corte e più rade se paragonate a quelle degli altri due Topi selvatici

Orecchie: Decisamente più piccole degli altri due Apodemus presenti in Italia.

Comportamento e Riproduzione:

Rispetto agli altri Topi selvatici il Topo selvatico a dorso striato non è attivo solamente di notte , ma lo si vede anche di giorno e nelle ore crepuscolari. I nidi del Topo selvatico sono al solito sotto al
terreno e dello stesso tipo degli altri, ossia con più gallerie collegate tra loro, numerose vie di fuga e Immagine di resti di pigne e nocciole mangiati dal topo selvaticocamere preparate per la gestazione e la cura dei piccoli topolini selvatici, rivestite di muschi e foglie spezzettate.

È da notare che il Topo selvatico a dorso striato presenta una ghiandola  sebacea sotto la coda decisamente più sviluppata degli altri, si presuppone quindi che la secrezione oleosa prodotta da questa, abbia un importanza maggiore nella comunicazione tra gli individui di questa famiglia , che l’olfatto sia quindi più sviluppato (vibrisse più corte) della così detta “vista tattile”.

Nel suo ambiente si trova spesso in competizione territoriale con l’Arvicola rossastra e con il Topo selvatico a collo giallo, in questo caso si è notata una maggiore mortalità tra i piccoli.

La femmine del Topo selvatico a dorso striato di solito partoriscono 3 volte l’anno, la gestazione dura 23 giorni e danno alla luce  da 3 a 8 piccoli al massimo.

Preferenze alimentari:

Questo Topo selvatico, rispetto agli altri  si nutre di più di cibo di origine animale, quindi larve e adulti di insetti, lombrichi e molluschi.

Nelle regioni d’Italia dove è presente può arrecare gravi danni alle culture ortive e alle piccole piantine , soprattutto alle attività vivaistiche, avendo poi la tendenza nei mesi invernali ad entrare nei magazzini di deposito rurali può causare danni alle derrate.

Come catturare il Topo selvatico:

Si usano comuni trappole per micro-mammiferi  con le quali è assai facile catturare questi Topolini, collocandole preferibilmente alla base degli alberi nel folto dei cespugli e delle siepi e usando esche naturali come cereali, o anche torsoli di mele, creme a base di cioccolato e nocciole.

Comunque la cattura di un singolo individuo non risolve certamente eventuali problemi di infestazione da Topi, tra l’altro non è consigliato l’uso di prodotti chimici dovendo intervenire in ecosistemi estremamente preziosi e delicati.

Vi raccomandiamo perciò di contattare sempre personale specializzato e qualificato che possa analizzare realmente il grado dell’infestazione e indirizzarvi verso un trattamento che sia il più direzionato e ecologico possibile, e consegua senza altri danni la sua meta iniziale prefissata: ossia il semplice allontanamento dei Topi selvatici.

Le tre specie di cui sopra non sono protette da alcuna normativa nazionale.

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